stamina, Ru486, Papa Francesco

Travolta dagli eventi, dal semestre riesco solo a fare qualche segnalazione e commento:

UNO: oggi su Avvenire ho scritto della vicenda Stamina e delle proteste dei malati. Da notare che i paladini dell’autodeterminazione e della libertà di cura di qualche anno fa (ricordate Piergiorgio Welby ed Eluana?) adesso hanno cambiato idea, ma fanno finta di niente, e dicono che non bisogna dare retta ai malati e alle loro famiglie, quando chiedono di curarsi come vogliono, e non si possono certo obbligare i medici a fare quello che chiedono i malati, se è inappropriato, e poi i giudici sbagliano….meditate, gente, meditate, ci torneremo su, e faremo un bell’elenco di frasi e dichiarazioni, con nomi e cognomi. Sarà divertente, vedrete…..

DUE: morta l’ennesima donna dopo aver abortito con la RU486, ma oramai non importa più niente a nessuno.  Anche in questo caso, ne ho scritto su Avvenire.

TRE: fatalità, stavolta che il Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede – difficile pensare che l’abbia fatto in disaccordo con il Papa, che ne dite? – ha ribadito la dottrina della Chiesa su matrimonio, risposati e sacramenti, i giornaloni non ne hanno parlato. Tace Repubblica, tace il Corriere, tace Scalfari, e pure Odifreddi, per non parlare della compagnia cantante che in questi mesi si è impegnata su tutti i fronti a dipingere un Papa che avrebbe fatto chissà quali rivoluzioni dottrinali. Ecco, vogliamo leggere adesso, e trarne le conclusioni?

Tutti a sottolineare le differenze fra Francesco e Benedetto, come se nel passato i Papi fossero stati fotocopie l’uno dell’altro. A proposito di continuità, che dire di Paolo VI e Giovanni Paolo II? E Pio XII e Giovanni XXIII? Difficile pensare persone più diverse. Eppure hanno tessuto la medesima trama, partecipato allo stesso disegno, concorso tutti alla costruzione della stessa Chiesa, ognuno con la sua persona, e con i talenti che Dio gli ha dato. E così sarà anche per Papa Francesco, con le sue scarpe nere, con la veste bianca e il suo “Buongiorno” e “Buonasera”.