Sinodo - relazioni dei circoli minori pubblicate

Mentre aspettiamo la relazione finale del sinodo, è sempre più chiaro quello che ho sostenuto fin dall’inizio, e cioè che la pubblicazione integrale dei testi dei Padri Sinodali – testi ben ponderati su cui avere tutti il tempo di riflettere, e su tutti i testi  – era necessaria per chiarire gli effettivi orientamenti del Sinodo, senza quella inevitabile approssimazione e strumentalità che invece hanno le interviste, e avrebbe evitato una relazione intermedia che, da quanto emerge dalle relazioni dei circoli minori, era ben poco condivisa, specie in alcune parti. A quanto pare, non sono stata la sola a pensarla così: di seguito l’agenzia con cui l’Ansa racconta di come si è arrivati alla decisione di pubblicare le Relazioni dei dieci circoli minori, che intanto possiamo leggere qui. Riscritti passi su gay e unioni;scontro su pubblicazione sintesi (di Fausto Gasparroni e Nina Fabrizio) (ANSA) - CITTA' DEL VATICANO, 16 OTT - E' stata "calda" la vigilia, lo e' stato lo svolgimento dei lavori, e si preannuncia un finale altrettanto movimentato per questo Sinodo dei Vescovi sulla famiglia, che anche oggi - alla presentazione delle relazioni dei dieci Circoli minori e delle loro centinaia di proposte di emendamenti alla discussa "Relatio post disceptationem" del cardinale Peter Erdo - ha vissuto un'altra giornata ad alto tasso di tensione. Sono volate scintille stamane tra i padri sinodali nell'Aula Paolo VI. Come apprende l'ANSA, infatti, a conclusione dei lavori il segretario generale del Sinodo, cardinale Lorenzo Baldisseri, ha proposto di non pubblicare la sintesi delle relazioni dei Circoli minori scatenando una forte protesta da parte di molti presuli. Contro tale proposta sono interventi il relatore del Sinodo, cardinale Peter Erdo, che ha fatto presente che come era stata pubblicata la "Relatio post disceptationem" cosi' dovevano esserlo le sintesi dei Circoli, il francese Andre' Vingt-Trois, l'australiano George Pell, il cui intervento e' stato quello piu' duro, il sudafricano Wilfrid Fox Napier, l'americano Raymond Leo Burke, il britannico Vincent Nichols, i patriarchi Gregorio III Laham e Fouad Twal, l'arcivescovo belga Andre'-Joseph Leonard e l'italiano Rino Fisichella. Tutti contrari. "Lei ora questa proposta la mette ai voti!", ha intimato uno dei padri mentre in aula si levavano boati di disapprovazione. A questo punto ha preso la parola il cardinale spagnolo Lluis Martinez Sistach che e' stato l'unico degli intervenuti favorevole a considerare la proposta del cardinale Baldisseri. L'ultimo ad intervenire e' stato quindi il segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin, che ha invece fatto presente come le sintesi delle relazioni dei Circoli andassero pubblicate, come era previsto e come poi e' stato. La ribellione alla proposta Baldisseri e' andata in scena sotto lo sguardo del Papa che ha preso parte per tutto il tempo ai lavori ma che, come da prassi consueta, e' rimasto tutto il tempo in silenzio. Questo per descrivere il clima che ancora si vive in questo Sinodo, caratterizzato da forti contrapposizioni sia sui contenuti - le aperture alle unioni gay, la comunione ai divorziati risposati - sia sull'organizzazione, come la decisione di non rendere noti gli interventi dei padri sinodali in aula. E il "clou" deve ancora venire, perche' mentre ora la Commissione per la stesura del documento finale (oggi allargata dal Papa con due nuovi membri, il sudafricano Napier e l'australiano Denis James Hart, probabilmente per rispondere alle accuse su una composizione troppo sbilanciato verso la linea "aperturista") lavora a far entrare nel testo le centinaia di proposte di emendamenti alla "Relatio" di meta' lavori, sabato pomeriggio ci sara' la resa dei conti finale, con la discussione in aula del testo e il voto conclusivo. "Dopo la pubblicazione delle relazioni dei Circoli minori la situazione sara' molto, molto piu' chiara. Sono certo che questa linea di chiarezza continuera' anche nel messaggio finale", commenta alla Radio Vaticana il card. Pell, uno degli uomini attualmente piu' potenti in Vaticano, ma tutt'altro che favorevole alle aperture. In sintesi, oggi e' stato contestato ancora il fatto che la Relatio si sofferma sulle preoccupazioni per le famiglie in crisi ma senza sufficienti riferimenti al messaggio positivo della famiglia cristiana, al matrimonio come sacramento e alla sua indissolubilita'. Essenziale, quindi, ribadire meglio la dottrina sul matrimonio. Quanto alle situazioni familiari difficili, come anche le convivenze e le unioni di fatto, i Circoli sottolineano si' che la Chiesa dev'essere una "casa accogliente" per tutti, che nessuno si senta rifiutato, ma auspicando maggiore chiarezza, senza confusione, tentennamenti ed eufemismi nel linguaggio: ad esempio, sulla legge della "gradualita'", affinche' non diventi gradualita' della legge. Alcuni Circoli hanno espresso perplessita' per l'analogia fatta con il paragrafo 8 della "Lumen Gentium", perche' potrebbe dare l'impressione di una volonta' della Chiesa di legittimare le situazioni familiari irregolari, anche se esse possono rappresentare una tappa del cammino verso il sacramento del matrimonio. C'e' ancora divisione sulla comunione ai divorziati risposati: da una parte chi vuole che la dottrina non sia modificata; dall'altra chi pensa di aprire alla possibilita' di comunicarsi, in un'ottica di "compassione e misericordia", ma solo in presenza di determinate condizioni. Ed e' stato suggerito, in alcuni casi, che la questione venga studiata da un'apposita Commissione interdisciplinare. Sui gay - altro nodo di scontro - si e' ribadito che, ferma restando l'impossibilita' di equiparare al matrimonio uomo-donna le unioni omosessuali, le persone vanno "accompagnate" pastoralmente e tutelate nella loro dignita', senza che cio' appaia come un'approvazione da parte della Chiesa del loro orientamento e della loro condotta di vita. Insomma, si lima fino alle ultime virgole, alla ricerca di un'ultima mediazione in vista del voto. Intanto, tutt'altro che casualmente, papa Francesco si pronuncia con un tweet: "Il cristiano e' necessariamente misericordioso; questo e' il centro del Vangelo". (ANSA)