si ricomincia

Si ricomincia. Dopo un’estate breve, strana, passata sulle montagne russe per il nostro governo – un giorno regge, quello dopo no, e poi si ripiglia, un saliscendi di cui veramente non se ne può proprio più  – mentre il mondo è sull’orlo di una guerra planetaria.

E allora, brevi pensieri, per la ripresa.

Pensiero numero uno: A.A.A. pacifisti cercasi. Astenersi perditempo. Ve la ricordate l’enorme manifestazione per la pace, contro la guerra in Iraq? Eccolo qua, un articolo del Corriere di dieci anni fa, sulla più grande manifestazione pacifista mai avvenuta in Italia. 

Le bandiere arcobaleno sventolavano dalle finestre di tutt’Italia. Le trovavamo dappertutto. Milioni – dicevano – contro Bush che voleva fare la guerra a Saddam Hussein, dittatore iracheno che i gas contro i curdi li aveva usati per davvero. Ma diciamolo: era tutta una faccenda ideologica contro Bush, reo di essere repubblicano, di destra, conservatore, e addirittura – udite udite - grande alleato di Berlusconi. Tre anni dopo lo avrebbe fatto parlare persino al Congresso Usa il che non succede mica tutti i giorni.

E adesso, caduta l’ideologia, i pacifisti – pacifinti li chiamavamo da queste parti, che la marcia Perugia Assisi ce la ricordiamo bene, tutta contro gli Usa e Israele, definiti sui cartelli “i veri terroristi”, e fortuna che l’11 settembre era fresco fresco di due anni prima – ecco, i pacifinti sembrano evaporati, spariti, liquefatti e qualcuno dubita pure che siano mai esistiti. Già ne avevamo avuto un assaggio per la vergognosa guerra contro la Libia: la appoggiava Obama, la appoggiava il compagno Napolitano,  mica ci si poteva mettere contro, no?

E adesso persino la Bonino si è ridotta a digiunare appresso a Papa Francesco. Il Papa è rimasto l’unico leader pacifista al mondo. Un Pacifista Vero, e un vero leader.

Pensiero numero due: Obama non rappresenta la nostra America, quella che abbiamo ammirato tante volte. Oltre al colore della pelle, non ha nient’altro del sogno americano. Passerà alla storia sicuramente come il primo Presidente di colore, e anche come il peggiore della storia, indipendentemente dal colore.

Pensiero numero tre:  il compagno Napolitano ha indubbiamente dei meriti, dal punto di vista della garanzia della stabilità istituzionale e governativa. Anche io sono stata contenta del suo secondo mandato – viste le alternative, da Rodotà a Prodi…..- e sono certa che per lui sia stato un vero sacrificio personale. Ma diciamola tutta: se quello che era un funzionario comunista, pur della corrente "moderata" (migliorista), è diventato, nella sua vecchiaia, il punto più alto della politica italiana, sarà un suo merito o piuttosto un demerito altrui? Ecco, io propendo per la seconda ipotesi.  Aggiungo pure che il suo uso delle nomine dei senatori a vita come arma contundente non mi entusiasma. Così come non dimenticherò mai la firma mancata al decreto che avrebbe salvato Eluana. Sempre a proposito del suo invito a dire “parole di verità”  - per cui è stato fatto oggetto di adorazioni paraliturgiche veramente curiose, di cui, però, oggettivamente, non è responsabile.

Pensiero numero quattro: è ovvio che se il Pd voterà la decadenza di Berlusconi da senatore, il PdL non potrà più stare con la sinistra al governo. Così come è ovvio che, dopo aver allevato la propria base a pane e odio verso Berlusconi, il Pd non può che votare la decadenza del Cav., altrimenti si liquefà in due nanosecondi, come i pacifinti di cui si è appena parlato. E allora? Allora la giunta non deve votare, per ora. Se la legge, come è giusto, deve valere per tutti, che valga veramente, e si dia al cittadino Berlusconi quel diritto alla difesa, fino in fondo, in tutte le sue possibilità, che la legge consente.