riproduzione collaborativa

Un periodo di lavoro intensissimo mi ha letteralmente impedito di scrivere e commentare fatti e fattacci di questi ultimi giorni, su cui ci sarebbe stato tanto da dire. Riprendo comunque le comunicazioni segnalando un mio pezzo di giovedì scorso pubblicato nell'inserto "E' vita" di Avvenire, perché nel frattempo, fra l'ennesima strage terroristica e il G7, anche la rivoluzione antropologica cammina spedita. Parliamo della "riproduzione collaborativa", cioè di quel che succede quando utero e gameti mancanti (per utero in affitto e eterologa) si cercano in famiglia, fra i parenti.