Ramadan di sangue

L'Europa nel sangue degli attentati.

Ce lo avevano detto che sarebbe stato un Ramadan di sangue, ce lo stanno dicendo da anni che vogliono ammazzarci tutti, dovrebbe essere evidente anche al più ostinato fan del multi-culti che l'integrazione non c'entra niente: cosa gli vai a proporre a uno che è felice di farsi esplodere in mezzo a una folla, che da noi ha il diritto di votare il presidente di circoscrizione? Che gli dai l'alloggio popolare? Che gli trovi lavoro come panettiere? Che gli fai il corso di lingua? Ma c'è qualcuno che veramente pensa ancora di risolverla così? Chi ha problemi di integrazione, al massimo, fa il delinquente comune: spaccia, ruba, si organizza in bande armate per controllare il territorio. Chi invece si fa esplodere in mezzo ai ragazzini, chi lancia furgoni e camion sulla folla non ha il problema dell'integrazione, anzi: spesso viene da buone condizioni di vita, e ha deciso letteralmente, di dis - integrarsi. Ci odia e ci vuole morti, e prima ci vuole terrorizzare. C'è solo da arrestarli e metterli in galera, facendoceli restare a lungo.
Fra poco ricominceranno con le solite "non cambieremo la nostra vita", "non avrete il nostro odio", e con un attentato al giorno ci sarà carenza di gessetti colorati....Non finirà presto, perché mentre ci attaccano noi guardiamo da un'altra parte, balbettando sciocchezze. Mentre si consuma un attentato al giorno, nel pieno centro delle nostre città, qua si passa il tempo a indignarsi per le emergenze climatiche...a quando la lotta contro le macchie solari?

D'altra parte, bisogna trovare pur qualcosa di cui parlare per evitare che la gente si accorga che siamo in guerra. Cosa di meglio di qualcosa di non dimostrato - il clima che cambia per effetto dell'attività umana - per evitare di vedere quello che è sotto gli occhi di tutti - la guerra dei terroristi islamici, che ci ammazzano invocando Allah? Come se durante la seconda guerra mondiale la prima preoccupazione fosse stata l'inquinamento.