pensieri notturni. cupi. una preghiera

Pensiero notturno cupo numero uno: e adesso mi aspetto che il parlamento approvi un provvedimento nel quale si stabilisca, per legge, che Berlusconi vada eliminato fisicamente, subito, che il suo corpo sia cremato, le ceneri sparse al vento, e poi, sistematicamente, che venga eliminata qualsiasi traccia del suo passaggio sulla terra. Suo, dei suoi parenti e di tutti coloro che hanno avuto a che fare con lui, per annientarne anche la memoria. E quindi che si proceda pure alla distruzione sistematica del pianeta pur di ottenere l’agognato risultato.

Pensiero notturno cupo numero due: contento Renzi, che si va alle elezioni anticipate, perché se aspettava troppo era bollito.  Invece così, il Grande Cinicone Che Ci Ha Deluso, vincerà e – lo spero proprio – finalmente distruggerà la sinistra per fare un partito rosso sbiadito-grillino. Contenti i falchi del PdL, perché in questo modo i governativi sono sconfitti, mentre i vari Capezzone-Bondi-Galan potranno regnare sulle macerie fumanti del centro-destra.  Contenti i morti di Scelta Civica, perché è proprio grazie al voto di una di loro – la Lanzillotta – che oggi si è stabilito il voto palese per la decadenza di Berlusconi. Tanto quelli avevano solo uno scopo: contribuire alla distruzione di Berlusconi. Ce l’hanno fatta. Complimenti. Auguro loro con tutto il cuore di continuare così, ai giardinetti per pensionati, fuori per sempre dalla politica, insieme a Fini e a quel che resta di Casini, a lanciare le molliche di pane ai piccioni (ammesso che se le mangino). Peccato che al prof. Monti pagheremo noi lo stipendio di senatore a vita.

Pensiero notturno cupo numero tre, e una preghiera: siamo sommersi dall’odio seminato a palate in questi anni. Affogheremo nell’odio. Abbiamo urgentemente bisogno di un segno di pacificazione che oramai non può venire più dalla politica, ammorbata dall’odio sparso a piene mani. Anche i migliori, quelli che vogliono costruire – v. cosiddette colombe del Pdl insieme a altri sparsi di buona volontà-  pare non riescano non dico a prevalere, ma neppure a pesare un po’. E allora? Allora ricordo a tutti la Grande Preghiera per l’Italia, di Giovanni Paolo II. Era il 1994: affidiamoci di nuovo, e leggiamo anche il messaggio che, insieme alla preghiera, il Papa inviò al Card. Ruini, allora Presidente della CEI, con la "costante sollecitudine che nutro per la diletta Nazione Italiana".