pensieri notturni

Settimane intense e piene, difficile commentare tutto come si dovrebbe, per ora solo due pensieri.

UNO: ennesima strage di migranti. Il problema non può essere solo dell’Italia: è tutta l’Europa che se ne deve far carico. Pensare che il nostro paese possa accogliere dignitosamente, da solo e senza aiuti,  tutti i profughi del mediterraneo è una pia illusione che non risolve niente, anzi. Perché i paesi europei, con la Merkel in primis, girano la testa dall’altra parte quando non si parla dei nostri conti e della nostra economia? Che ce ne facciamo di un’Europa come questa?

DUE: quel che è successo ieri all’interno del PdL è stata innanzitutto un’iniziativa dei politici cattolici, che NON hanno tradito Berlusconi, ma hanno semplicemente deciso che per il bene dell’Italia questo governo – non il migliore possibile, ma il migliore a disposizione adesso – deve andare avanti e avere il tempo di traghettarci fuori dalla crisi. Ad essere sconfitti sono stati i falchi (per lo più laiconi: v. Bondi, Capezzone, Verdini, Galan), cioè quelli che, dentro il PdL hanno come obiettivo impadronirsi del partito ora che il ruolo di Berlusconi non potrà che essere marginale. Con elezioni immediate, un Pdl anche ridotto all’8% è sufficiente a mantenere i loro seggi in parlamento, con il porcellum (basta mettersi ai primi posti in lista).

Questo tanto per rispondere, con i fatti e non con le chiacchiere -  magari fatte da comode redazioni di giornali, e pure profumatamente pagati per editoriali su commissione - a quelli che amano definire  “servi” e “camerieri” di Berlusconi i politici del PdL.  E anche per rispondere, con i fatti e non con le parole, a chi per anni ha continuato la noiosa litania sull’irrilevanza dei cattolici in politica (parlando evidentemente innanzitutto per se stesso).

Sacconi, Roccella, Calabrò, Quagliariello, Alfano, Lupi, Formigoni, Giovanardi…devo continuare? Sono tutti cattolici. A differenza di Fini e Casini, non se ne sono andati rinnegando il loro passato e attaccando personalmente Berlusconi: hanno condotto una battaglia politica a testa alta, apertamente e lealmente, mettendoci la faccia e continuando ad essere berlusconiani, anche se “diversamente” – come ha detto Alfano. Hanno convenuto insieme che l’Italia ha bisogno di un governo, adesso, e non di elezioni, sono andati fino in fondo affrontando una durissima battaglia interna (che ancora non è finita) e rischiando personalmente tutta la loro carriera politica, senza mai rinnegare il loro leader, al quale però hanno chiesto di sostenere quel governo che proprio lui aveva tanto voluto.  Possiamo dire che ieri è nato un nuovo PdL, a netta impronta cattolica e liberale.