il nuovo che avanza?

Ieri su Il Corriere ho letto un'intervista a Carlo Costalli, Presidente del MCL (Movimento Cristiano Lavoratori): ve ne riporto di seguito un passaggio significativo:

Si, ma sul riconoscimento dei diritti alle coppie di fatto, gay o etero, come si fa, ad esempio?

“L’essenziale è evitare lo scontro frontale. E’ chiaro che se si arrivasse a questo punto, o di qua o di là, io starei piuttosto con Fioroni che con Bersani. Per un cattolico la famiglia è fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, ce lo ha ricordato il Papa a Milano – ribatte Costalli – Però se la domanda è sui principi non negoziabili, allora dico che sono i fondamenti per un discorso più ampio. Quei principi non sono temi dogmatici da innalzare a mo’ di steccati, come fa il PdL. Non si fa così. Siamo sempre disponibili a discutere, a confrontarci. Certo non approverò mai l’eutanasia. Ma sulle coppie di fatto, per dire, una regolamentazione laica va data. Non parliamo di matrimonio, distinguiamo bene, definiamole laicamente in altro modo e si potrà trovare una soluzione senza barriere né scontri”.

Costalli è fra gli animatori di “Todi 2”, cioè il seguito del raduno di Todi dello scorso anno, quello che si era presentato come il nuovo che avanza fra i cattolici e che è servito a:

  1. dare la spallata finale a Berlusconi e al suo governo;
  2. dare una mano ad Andrea Riccardi a diventare Ministro, e dare un aiutino pure a Passera (anche lui Ministro, come noto), il tutto con la benedizione del Corrierone

Insomma, questo nuovo che avanza fra i cattolici (tutti maschi sopra i 50 anni, dove sarebbe il nuovo non si sa, sugli avanzi, invece, nel senso di quel che rimane, avremmo da dire) è qualcosa che conosciamo già: la subalternità dei cattolici in politica. Eccoli qua, bell’e pronti a regolamentare le coppie di fatto, omo ed etero.

Questi sono i cattolici che parlano dell’irrilevanza degli altri, di quelli che hanno fatto politica fino ad ora, quelli che hanno fatto la legge 40 in parlamento con il secondo governo Berlusconi, quelli che hanno fatto una cagnara pazzesca per cercare di evitare la morte di Eluana Englaro, riuscendo a rovesciare la battaglia dal punto di vista politico e culturale, quelli che hanno denunciato e bloccato il disegno abortista che c’era dietro l’introduzione della RU486, e potrei continuare per un bel pezzo.

In tutte queste battaglie quelli di Todi non si sono mai visti – avete mai sentito dichiarazioni pubbliche sui fatti di cui sopra da parte di tale Forlani (portavoce del forum di Todi, per chi non lo conoscesse, e sono in tanti)? O di Bonanni (segretario della CISL)?  O di Passera, che pare vorrebbero come leader? Adesso invece, in preparazione alle prossime politiche, si cominciano a sentire, e si capisce bene l’aria che tira.

I cattolici del PdL, che di battaglie ne hanno fatte, secondo loro invece su questi temi hanno alzato steccati.

Per esempio l’atto di indirizzo del Ministro Sacconi per cercare di salvare Eluana – che gli è costato quattro denunce - è stato uno steccato, secondo Costalli, evidentemente, per non parlare poi del decreto del governo (quello che il compagno Napolitano non ha voluto firmare, prendendosi la responsabilità ultima della morte di Eluana, tanto per capirsi): lui, Costalli, cosa avrebbe fatto, invece? Sentiamo, avanti, ce lo dica. Ci parli degli steccati alzati dal PdL sui valori non negoziabili e dei segnali di dialogo che secondo lui andavano lanciati, mi interessa proprio approfondire la faccenda.

Ma d’altra parte, il manifesto che hanno presentato qualche settimana fa, su dieci pagine (ciascuna circa ventisei righe), dedica ai valori non negoziabili MENO DI DUE RIGHE, precisamente, a pag.2, nel paragrafo “dai valori al bene comune” , righe 5, 6 “Nell’amore e nel rispetto per la vita in ogni sua fase; nella predilezione della famiglia naturale come luogo per la piena realizzazione della persona umana”.

Due righe scarse, insomma, e una cotale intervista (quella di Costalli)  nonostante la strepitosa lectio magistralis del Card. Bagnasco proprio all’inizio del raduno di Todi dell’anno scorso, tutta incentrata sui valori non negoziabili. Ma, dico io, l’hanno ascoltato il Presidente dei Vescovi italiani, o avevano orecchie solo per Passera?

E questi sarebbero i cattolici che “finalmente” scendono in campo?

Se non c’è una presa di distanza di TUTTI gli altri del raduno di Todi, credo proprio che da quel campo quei cattolici usciranno presto. Almeno, me lo auguro. Io, a scanso di equivoci, guardo altrove.