dopo Parigi, ripartiamo da Ratisbona

Dopo 14 anni di attentati terroristici islamici all’occidente eseguiti in modo più o meno spettacolare – dalle torri gemelle di New York ai treni spagnoli fino agli attacchi parigini; dopo che i terroristi sono passati dai filmini di Bin Laden nelle grotte di Tora Bora alle sofisticate produzioni televisive di esecuzioni in varie tipologie – decapitazioni di singoli e di massa, roghi e affogamenti di prigionieri in apposite gabbie, tutti ripresi da cineoperatori professionisti; dopo la costituzione di un enorme stato islamico dotato di immani risorse economiche e di armi; dopo che per anni uccidono urlando sempre Allah Akbar (e non “viva il Califfo”) e dopo che anche l’ultima rivendicazione, quella della mattanza parigina, inizia e si conclude con due sure del Corano, tanto per continuare a essere chiari, ecco, dopo tutto questo, e mentre l’Europa, come risposta, è seriamente impegnata a boicottare i pompelmi da Israele, vorrei riproporre il discorso di Benedetto XVI a Ratisbona, tanto per inquadrare il problema. Poi ne riparliamo.