in confronto lo tsunami è un venticello

28 Ottobre 2012

Fiato sospeso, nel PdL, dopo la conferenza stampa di Berlusconi di ieri, una cosa che uno tsunami in confronto è un venticello leggero.

Il suo intervento, comprensibile dal punto di vista umano, condivisibile in quasi tutti i contenuti nei singoli fatti citati, ma niente affatto nelle modalità e negli obiettivi, ha squassato il centro destra, regalando su un piatto d’argento a Casini & C. la scusa per non riunire le forze di centro. Diciamoci la verità. Triste, forse, ma è così: non possiamo rinunciare a Monti, adesso. Magari in un post nei prossimi giorni proverò a spiegare il perché (che comunque dovrebbe essere evidente).

E’ possibile che Alfano e gli altri dirigenti di partito parlino chiaramente dopo il risultato delle elezioni in Sicilia, per fare il punto complessivo e decidersi una buona volta sulla strada da imboccare.

Decisioni importanti, specie per i cattolici: l’iniziativa di Berlusconi ha lasciato in ombra un’altra notizia di ieri, e cioè che i cattolici di Todi si sono – almeno momentaneamente – divisi, e una parte si è già rivenduta i valori non negoziabili, rinunciandoci per unirsi a forze laiche. In parte lo aveva accennato Eugenia Roccella in questa intervista ad Avvenire, titolata “il dialogo non affoghi i valori” .

Spieghiamo i fatti: Montezemolo (Italia Futura), insieme a Andrea Riccardi (Sant’Egidio), Raffaele Bonanni (Cisl), Carlo Costalli (Mcl) e Andrea Olivero (ACLI) e molti altri hanno sottoscritto un nuovo manifesto, visibile sul sito “Verso la Terza Repubblica”, dando a tutti un appuntamento pubblico per il 17 novembre. Laici e una parte dei cattolici “di Todi”, tanto per capirsi, riuniti in un testo francamente molto poco significativo.

Ma c’è stata la mancata sottoscrizione da parte di un altro gruppo, quelli di Oscar Giannino (Fermare il declino), area liberista, che da quasi tre mesi affiancava Montezemolo. Ma non è tutto. Quel che ci interessa è che Giannino non ha firmato perché per farlo avrebbe dovuto rinunciare alle sue idee liberiste (molto mercato, nella sua visione economica). Mentre invece i cattolici Riccardi, Olivero, Costalli e Bonanni hanno rinunciato ai valori non negoziabili, pur di mettersi insieme a Montezemolo, come ha spiegato bene Andrea Romano, intellettuale di punta vicino adesso a Montezemolo (e prima a D’Alema), che rispondendo alle proteste di Giannino gli ha detto esplicitamente:

“Del testo conoscevi i dettagli e i possibili firmatari, che sono tutti esponenti di associazioni civiche, liberali e cattoliche. Su quest’ultimo punto, avrai certamente notato che nel documento “Verso la Terza Repubblica” non vi è alcun riferimento a temi molto cari alla tradizione cattolica, come ad esempio i “valori non negoziabili”, che avrebbero forse posto qualche difficoltà a firmatari provenienti da altre tradizioni. Non sarà forse che i cattolici siano ancora una volta i più capaci di inclusione?”

(per leggere tutto per intero: qua il manifesto di Verso la terza repubblica  , qua le proteste di Giannino e qua la risposta di Andrea Romano ).

La domanda finale di Romano andrebbe forse resa più esplicita: non sarà forse che questi cattolici, che hanno firmato il manifesto, sono disposti al compromesso anche su quello che dovrebbe essere a loro più caro, i valori non negoziabili? E’ vero che altre sigle cattoliche presenti a Todi non hanno aderito al Manifesto di Montezemolo (le agenzie hanno notato l’assenza di Confcooperative, Coldiretti e Confartigianato, nessuno ha nominato la Compagnia delle Opere, che pure a Todi c’era). I giornali hanno insomma sorvolato sull’ennesima spaccatura di quelli di Todi (il loro portavoce, Forlani, si era dimesso un paio di giorni prima di Todi2 perché non ne condivideva l’impostazione).

Vedremo quel che succederà.