Charlie, eutanasia di stato

Il piccolo guerriero Charlie Gard è morto ieri, dopo che gli hanno sfilato dal naso i tubi del respiratore che gli permetteva di vivere. Non è morto a seguito della sua malattia, quindi, perché quando gli hanno interrotto la respirazione non c’era una diagnosi di morte cerebrale, ma era ancora vivo. Lo hanno fatto perché secondo i medici e i giudici la sua non era vita ma solo sofferenza, a prescindere dal dolore fisico che nessuno ha mai dimostrato che ci fosse. Charlie, comunque, era sedato. Lo hanno fatto perché nelle sue condizioni i medici del cosiddetto miglior ospedale pediatrico britannico fin dallo scorso novembre, appena avuta la diagnosi della sua malattia, hanno deciso che non valeva la pena che vivesse, e gli avrebbero staccato il respiratore subito, prima di Natale, se i genitori non si fossero opposti.

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