Brexit, Cagliari

Ricorderemo la data di Brexit al pari di quelle di fatti come il crollo del Muro di Berlino, o l'attentato delle Twin Towers: eventi che hanno segnato un mutamento epocale (e ci ricorderemo tutti di essere andati a dormire con la Gran Bretagna dentro la UE, e di esserci svegliati che era già fuori).

Inondati da commenti di ogni tipo - paginate e paginate sui giornali, che continueranno a lungo - vi segnalo intanto uno degli articoli più interessanti e illuminanti a proposito, scritto da Mauro Bottarelli prima di conoscere il risultato del referendum. E' lungo, ma per invogliarvi a leggerlo riporto di seguito il finale: "Mentre scrivo non so chi ha vinto il referendum britannico, mentre voi che leggete si. Non cambia il senso di questo articolo. Abbiamo, paradossalmente, un’unica, disperata e dolorosa speranza: che qualcosa sfugga dal controllo dei manovratori. Saranno tempi difficili, da lacrime e sangue davvero, ma almeno apriremo gli occhi sulla realtà del mondo che abbiamo permesso ci venisse creato attorno. E allora si farà piazza pulita, ricominciando da zero. E dalle nostre identità, non da quelle di un burocrate massone e non eletto che tiri i fili da Bruxelles. E che viene applaudito anche da molti che hanno l’indecenza di definirsi cattolici".

Segnalo invece un brutto fatto a Cagliari, dove c'era un prete che andava difeso, e invece il suo vescovo ha preso le distanze e gli impone il silenzio.