ballottaggi, Vendola

Ballottaggi. Per chi si vota? Semplice: dappertutto, gli avversari del Pd. E non per un dispetto infantile, ma per salvare la pelle a noi cattolici e dare un colpo al renzismo, cioè a quella politica acchiappatutto di cui abbiamo visto l’apoteosi per la legge sulle unioni civili.

Una legge che era solo nel programma della Leopolda, cioè per le primarie dentro il Pd. Un testo scritto per il candidato boy scout del PD da rappresentanti delle comunità LGBT (e non solo voluto dalla minoranza Pd), per una campagna elettorale che non c’è mai stata, perché Renzi è in parlamento ma non lo ha votato nessuno. La legge Cirinnà: un impegno preso con i suoi sostenitori dentro il partito, insomma, per il quale ha messo la fiducia due volte, nonostante avesse detto che non era una legge di governo ma del parlamento (e quindi il governo doveva starne fuori).

Con la Cirinnà (nel senso della parlamentare) che già ha detto che dopo la nuova legge elettorale il nuovo governo, che coinciderà con il Pd, completerà l’opera approvando il matrimonio gay con tanto di adozioni.

Per questo voteremo NO al referendum di ottobre, ma intanto chi può – nella mia città non si vota -  dovrebbe votare sempre il candidato alternativo al Pd, anche con il famoso gesto di turarsi forte forte il naso: il problema adesso è scegliere – fra due - la persona che ci può dare più spazio, quando possibile all’interno del suo schieramento (per esempio Parisi a Milano) altrimenti il candidato che non appartiene al blocco renziano, per impedire a Renzi di prendersi altri spazi e quindi per poterci mettere nelle condizioni di costruire un’alternativa in un centrodestra rinnovato.  Votiamo oggi per poter avere spazio e libertà di parola e agibilità politica domani. Siamo ridotti così.

Segnalo il mio editoriale sull'ultima storia di utero in affitto, e cioè Nichi Vendola, il compagno Ed, il piccolo Tobia e la mamma che non c'è. Su Avvenire