ballottaggi the day after

Ballottaggi. Che è successo?

1.     se gli elettori del centrodestra a Roma e Torino non avessero votato i 5stelle,  annullando le schede o non votando, avrebbe vinto Renzi a queste amministrative e sarebbe lui a festeggiare, adesso. Se stasera parliamo della batosta presa da Renzi è grazie a chi del centro destra, non avendo un proprio rappresentante ai ballottaggi, ha fatto opera di discernimento, e ha scelto il candidato che potesse bloccare Renzi. Se non avessero votato così, avrebbe vinto Renzi, e il cammino legislativo sui temi che ci interessano – dalle adozioni al testamento biologico al divorzio ultrafast – si sarebbe potenziato.

2.     I 5stelle sono lontani anni luce da tutto quel che penso. Sui temi a cui tengo sono quasi sempre dalla parte opposta, e nella migliore delle ipotesi non ne sono interessati. Ma quando in nome dei loro “valori non negoziabili” – la legalità e la trasparenza delle procedure anche parlamentari – hanno mandato all’aria la Cirinnà che pure condividevano pienamente nel merito, bocciando il famigerato emendamento “canguro” , io ne sono stata felice, e non ero certo la sola, anzi…. E alla fine mentre fior di cattolici quella legge l’hanno votata, loro no. Per motivi lontanissimi dai nostri – di metodo e non di merito, che invece condividevano – ma l’hanno fatto. I cosiddetti “nuovi diritti” non sono la loro bandiera, e non ce li hanno in cima alla lista,  costi quel che costi, come invece succede al Pd, Renzi in testa. E anche questo fa la differenza, quando l’unica possibilità di scelta è fra loro  e il Pd.

3.     Il futuro è dei 5stelle? Per quanto riguarda il mio voto, assolutamente no. Ma se avessi dovuto scegliere li avrei votati anche io a Roma e Torino, in questa particolarissima circostanza. Tra l'altro a Milano Sala ha vinto perché ha agganciato i voti della sinistra-sinistra (SEL) e dei radicali (hanno promesso ai milanesi la Bonino in giunta), che adesso saranno ben pronti a chiedere il conto, che sarà innanzitutto sui nostri temi, in totale continuità con Pisapia. E non sarà uguale a quello che sarebbe potuto essere con Parisi: le differenze vanno capite, e giudicate.

4.     Il centrodestra è andato male, e anche quando ha sfiorato la vittoria – come a Milano – non lo ha fatto perché era unito di suo, ma perché il candidato, Parisi, è riuscito a tenerli insieme mettendosi al tempo stesso a una certa distanza. In particolare è andata male la Lega che, come abbiamo detto più volte, può essere un alleato importante ma non può candidarsi a guidare il centrodestra, che piuttosto si deve rinnovare perché quello che c’è adesso, così come è, va poco lontano.

5.     Adesso dobbiamo andare fino in fondo, e votare no al referendum di ottobre. Ieri abbiamo visto che ce la possiamo fare: per costruire un’alternanza a Renzi, cioè per ricostruire il centrodestra, dove noi cattolici possiamo trovare spazio e agibilità politica.