Maggio 2018

Un grande errore portare i 5stelle al governo

Un grande errore portare i 5stelle al governo. 

Un governo che non mi piace per niente, quello che si sta formando. Spiego perché.

Due mesi di trattative a vuoto avevano lasciato i 5stelle isolati: la loro ostinazione a rifiutare qualsiasi alleanza, in campagna elettorale, chiamando “inciucio” ogni tipo di collaborazione politica, li aveva condannati, a elezioni fatte, all’impossibilità di governare. Se ogni alleanza per te è improponibile, da demonizzare, perché dici che sono tutti disonesti e delinquenti tranne te, allora fatti da solo il tuo governo: questa era la strategia giusta da seguire, per depotenziarli. 
Lo ha ben capito Renzi che con il suo intervento, duro e diretto, ha impedito il nascere del governo PD-5stelle: è lui che lo ha bloccato, altro che la Lega, come invece leggo su alcuni post molto di parte (quando non di partito), in rete. 

Alla Lega di Salvini dobbiamo invece il “regalo”: i grillini al governo.
Un governo che non corrisponde al mio voto: io ho votato una coalizione di centrodestra, che non prevedeva che uno dei suoi partiti si alleasse con i grillini, con i quali non condivido niente, e uso un eufemismo. 
Dire “mai con il Pd”, e poi regalare il governo ai 5stelle, come ha fatto Salvini, per me è incomprensibile.

E va anche chiarito un altro punto, specie ai cattolici: non è vero che adesso, grazie alla Lega che frena i 5stelle, in parlamento si fermeranno le leggi contrarie a noi. Non c’è bisogno di altre leggi, non ce ne sarebbero state comunque: bastano quelle che già ci sono. Come è evidente, l’utero in affitto, chi lo vuole, lo fa tranquillamente all’estero, e poi se ne torna in Italia trascrivendo tutti i certificati possibili dei bambini nati. Per quale motivo mettere su una “attività” simile in Italia, quando in tanti paesi vicini e facilmente raggiungibili si può fare qualsiasi cosa, e una volta tornati a casa non si paga pegno? E questo soprattutto grazie alla legge sulle unioni civili?
Non parliamo poi del fine vita: una volta sdoganato per legge il fatto che alimentazione e idratazione artificiale sono trattamenti sanitari, che si possono interrompere, e il medico deve eseguire la richiesta, senza neppure uno straccio di obiezione di coscienza, il resto lo fanno i giudici. Ricordo che in Gran Bretagna, la patria di Charlie, Isaiah e Alfie, l’eutanasia e il suicidio assistito sono ancora un reato: non c’è stato bisogno di introdurli per lasciar morire i tre bambini. Il problema della Gran Bretagna non sono leggi particolari, ma la possibilità di interrompere i trattamenti vitali abbreviando la vita di malati inguaribili, che è entrata nella prassi medica. La stessa possibilità che è stata consentita in Italia con la legge sul biotestamento appena approvata, e di cui già stiamo assaggiando le prime conseguenze.

La verità è che in questa legislatura l’unica cosa che noi potevamo sperare era una rapidissima modifica delle leggi sulle unioni civili e sul testamento biologico. Ma se la Lega (che comunque non lo aveva nel programma) va a governare con i 5stelle qualsiasi intervento a proposito è completamente escluso. Si consolideranno anche queste due leggi, come la 194, e diventeranno intoccabili.

Che cosa si poteva fare? Andare a votare, subito. Anche con questa legge elettorale: con il Rosatellum, i 5stelle - che per noi cattolici, per i nostri temi, sono il peggior nemico, peggio del Pd - non andranno mai al governo perché non vanno mai in coalizione, non accettano le coalizioni. Con questa legge, quindi, possono governare solo se qualcuno va in loro soccorso. Come stavolta, purtroppo, ha fatto la Lega. 
E se votando subito si ripetesse lo stesso stallo, obietta qualcuno? Ma stavolta i partiti e le coalizioni possono chiarire prima, con gli elettori, le alleanze a cui sono disponibili per il dopo, nel caso in cui si ripetesse una situazione analoga. Definendo bene i punti irrinunciabili di ciascun programma.

E invece no: a meno di un miracolo, dovremo sorbirci pure i grillini al governo.

Alfie: qualche considerazione

Abbiamo salutato il piccolo Alfie, ma non finisce certo qui.

Vi propongo un paio di mie riflessioni, ancora. La prima, è un articolo su Avvenire: Charlie Gard ed Alfie Evans, e quell'imprevisto che scompiglia le certezze

La seconda è un post che ho scritto il 30 aprile nella mia pagina fb, sulle modalità della morte di Alfie. Non voglio polemiche, chiedo risposte. 

A proposito di Alfie e del suo "miglior interesse": noi stiamo discutendo, e contestando, il fatto che si possa considerare per qualcuno il morire come il suo migliore interesse. 
Ma per Alfie (come per Isaiah) c'è stato un di più, che suscita domande e richiede chiarimenti, e cioè il modo in cui si è raggiunta la morte.

Abbiamo visto che Alfie non è morto subito, ma è sopravvissuto 5 giorni a un distacco improvviso e completo del respiratore (e insieme della nutrizione e idratazione, ripristinate dopo molte ore dal primo distacco). Dai racconti dei genitori stessi, e dalle cronache giornalistiche non smentite, sappiamo che la notte in cui il respiratore gli è stato staccato, i genitori si sono alternati facendogli la respirazione bocca a bocca, per aiutarlo a respirare, mentre il piccolo stava cambiando il colore dell’incarnato. E che dopo quell’alternarsi, dopo molte ore, al bambino è stato dato dell’ossigeno, su insistenza dei genitori, ma non in modo continuativo, in un primo momento solo con una mascherina e poi con le bombole di ossigeno e comunque, sempre secondo le cronache, il respiratore non è stato più rimesso in funzione. E d’altra parte Alfie ha dovuto aspettare quasi un giorno prima di essere di nuovo nutrito. 

Il team legale dell’Alder Hey ha precisato che “non era mai stato detto che la morte sarebbe stata istantanea” (mentre suo padre ha dichiarato “ci era stato detto che non sarebbe durato cinque minuti”). 
Isaiah Haastrup, invece, un anno di età, ricoverato al King’s College Hospital di Londra, ha impiegato sette lunghe ore per morire, dopo che gli è stata interrotta la respirazione meccanica (contro la volontà dei propri genitori, e al termine di una lunga battaglia legale).

Considerando che si parla tanto di umanizzazione della medicina, di alleanza medico-paziente, di cure palliative e di terapia del dolore, chiedo a tutti, anche a chi è sinceramente convinto che per Alfie fosse meglio morire: di quali protocolli medici stiamo parlando?

Faticare a respirare per ore, con brevi interruzioni dovute alla respirazione bocca a bocca fatta dai genitori, è forse una morte dignitosa?
L’ospedale ha dichiarato, sostanzialmente, di non aver mai detto che la morte sarebbe stata istantanea, allora ci chiediamo: quanto tempo pensavano impiegasse Alfie a morire? 
Era stato messo in conto che l’agonia del bambino sarebbe potuta durare a lungo? 
E quando una persona non muore subito, una volta sospesa la ventilazione meccanica, si mette in conto nei protocolli medici inglesi, la possibilità di una diagnosi sbagliata, e quindi di ripristinare i sostegni vitali? 
Si può considerare tutto questo un modo per evitare la sofferenza? Sofferenza dei bambini, ma anche dei genitori?
La procedura seguita per Alfie, rientra nelle normali procedure di cure palliative, anche per chi ritiene che sia necessario interrompere la ventilazione artificiale, e anche la nutrizione?

E da ultimo: anche chi pensa che il miglior interesse sia morire, ritiene veramente che il miglior interesse di questi bambini sia morire in questo modo?
Non siamo forse davanti a un particolare surplus di inumanità?

Non voglio polemiche, chiedo risposte.