Giugno 2017

un romanzo da leggere

L'estate è il tempo di letture. Ve ne suggerisco una, fresca di ri-stampa: L'uomo che voleva essere colpevole. Romanzo distopico che descrive il futuro dell'Occidente: la dittatura buonista.

“Ma non potete lasciarmi andare così! Io sono colpevole! Di omicidio! Ho ucciso mia moglie!” Lo psichiatra divenne ancora più tagliente: “Colpevole” esclamò con un tono di leggero disprezzo “Lei sa bene che la società sta cercando di abolire una volta per tutte il concetto di colpa!"

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libertà di cura per Charlie Gard

Ho firmato l'appello per salvare la vita al piccolo Charlie Gard, chiedendo per lui la cittadinanza italiana: se l'art.32 della nostra Costituzione garantisce la libertà di cura per chi vuole morire - come dicono i sostenitori del testamento biologico - sicuramente deve valere anche per chi vuole vivere...O NO?
FIRMATE ANCHE VOI!!!!!! cliccate qua sotto su l'Occidentale, leggete l'appello, aderite anche voi!

leggi, giudici e embrioni

Marco Cappato oggi dichiara che il Ministro Fedeli si è impegnato per consentire la ricerca sugli embrioni umani. Sono anni che spieghiamo agli scientisti privi di scienza che la ricerca che distrugge gli embrioni umani è inutile e superata. Qualcuno, fra Cappato e la Fedeli, per caso, ha sentito parlare del premio Nobel Yamanaka? Ma l'ideologia è più forte di tutto e la Ministra Fedeli, dall'alto delle sue ben note competenze scientifiche (terza media?) si è impegnata a percorrere questa strada.

E a proposito di ricerca che distrugge gli embrioni, in Italia adesso non si può fare perchè abbiamo vinto un referendum e anche un contenzioso alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo. Di questo, e in generale della storia di questi anni - l'approvazione della L.40, il referendum come grande esercizio di democrazia, e poi l'attacco e i giudici - ho scritto su l'Occidentale, "Legge 40: quando i giudici "correggono" la volontà popolare".

La scorsa settimana, invece, un aggiornamento sulle nuove tecniche di manipolazione genetica, nell'inserto di Avvenire E' Vita: "Editing genetico sull'uomo? quanti problemi se si manipola il DNA".

dodici anni fa, e oggi

Dodici anni fa Giuliano Ferrara partecipava al pellegrinaggio Macerata-Loreto. Lo ricordo bene, la sera dell’11 giugno 2005, elegantissimo, vestito di bianco, sotto il palco dello stadio, alla partenza. Lui non ha camminato ma la mattina dopo si è svegliato presto per aspettare l’arrivo dei pellegrini a Loreto.

Quella presenza era l’esito finale dell’amicizia consolidata con noi soprattutto nella lunga campagna per il referendum sulla legge 40, sulla procreazione assistita, che si sarebbe tenuto il giorno seguente: il Foglio, che all’epoca era un giornale fuori dal coro e all’apice del suo successo editoriale, aveva rotto il fronte laico, allargando le schiere di chi si sarebbe astenuto dal voto, per mantenere la legge così com’era. L’Avvenire di Dino Boffo lo affiancava, guidando alla pari una durissima battaglia.

Un anno memorabile, quel 2005: prima la morte di Don Giussani, e poi quella di Giovanni Paolo II e i suoi funerali epocali, milioni di noi a salutarlo (io e la mia famiglia c’eravamo, con i figli piccoli, nove ore di fila), e poi Ratzinger Papa, e intanto facevano morire Terry Schiavo: il giorno in cui lei si è spenta, con guardiani a vigilare che nessuno le inumidisse le labbra, l’ennesimo tribunale italiano negava a Beppino Englaro la possibilità di far morire sua figlia disidratata, con noi rassicurati che in Italia non ci sarebbe mai stata una morte del genere. Tutto questo durante una lunga campagna referendaria: tutti i vip e i soliti giornaloni, come sempre insieme ai partiti di sinistra, schierati pro-referendum e contro la legge 40, ma con la CEI in prima fila, dall'altra parte, e l’esito fu una nostra grande vittoria, cioè il più grande fallimento referendario della storia repubblicana.

Non sono passati 12 anni, ma un’era geologica.

La fine di CL, le drammatiche dimissioni di Benedetto XVI, l’oggettiva difficoltà in cui si trova la chiesa italiana (che tra l’altro non è più punto di riferimento per la Chiesa tutta) e di conseguenza la riduzione al lumicino dei cattolici in politica anche in Italia. Quella per non far morire Eluana è stata l’ultima, grande, nostra battaglia, che abbiamo vinto nonostante non siamo riusciti a salvarla dalla morte per disidratazione, a seguito della sentenza di altri tribunali e del rifiuto a salvarla dell’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano – un comunista mai pentito, che porta tutta intera la sua responsabilità di quella mancata firma.

Perché allora parlo di vittoria? Innanzitutto perché nell’opinione pubblica la morte di Eluana non è stata vissuta come una vittoria dei "nuovi diritti", non si è trasformata in una bandiera da sventolare orgogliosamente, tanto che suo padre non è diventato un eroe nazionale e tantomeno un personaggio popolare, anche se è molto conosciuto. E poi perché quella doveva essere la via italiana all’eutanasia, ma la lunga battaglia pubblica l'ha fermata, tanto che non ci sono state più altre “Eluana” e lo stesso dj Fabo non l’ha seguita, è andato in Svizzera a morire. La stanno riproponendo solo adesso, infatti, la via italiana all’eutanasia, con la legge sul biotestamento che stanno approvando.

Ma perché? Cosa è successo in questi 12 anni, tanto da cambiare tutto?

Ne potremmo parlare per giorni. Ma credo sia fondamentale capire innanzitutto quello che ho condiviso recentemente con un carissimo amico “don”, che è stato molto vicino a Giovanni Paolo II: eravamo convinti che l’ondata della secolarizzazione si fosse esaurita nella sua spinta frontale, che avesse visto la gran parte delle sue energie venire giù con il crollo del muro di Berlino e con la fine del comunismo, il regime ateo e anticristiano per eccellenza che aveva ammorbato mezzo pianeta. Anche GPII era convinto di questo: il peggio era alle nostre spalle, quello che restava era l’ultima parte dell’onda lunga, gli ultimi colpi di coda dell'attacco.

Non sappiamo cosa sarebbe successo se invece ci fosse stata maggiore consapevolezza che il grandioso pontificato di GPII aveva sì indicato la via, seguendo correttamente il Concilio, ma era riuscito solo a rallentare la scristianizzazione, frenandola per un po’. Non sappiamo cosa sarebbe successo se avessimo capito che invece l’urto vero della secolarizzazione sarebbe stato quello della rivoluzione antropologica che vuole cambiare i tratti della specie umana, cercando di spazzare via la famiglia naturale, a partire dal papà e dalla mamma e dal fatto stesso di essere uomini e donne.

La fecondazione assistita è stata la porta principale attraverso cui tutto questo è entrato concretamente nelle nostre vite e perciò ne ho voluto scrivere oggi, a dodici anni dal referendum che, unico al mondo, aveva cercato di porre un argine alla marea montante. E ci era riuscito, allora.

In questi anni, soprattutto negli ultimi mesi, molti fra noi si sono organizzati daccapo, in diverse forme e modi, per affrontare la nuova realtà, in un panorama italiano e internazionale profondamente e completamente trasformato. Insieme ad alcuni amici stiamo organizzando una “due giorni” per il prossimo autunno, per approfondire quanto accaduto in questi anni e fare il punto della situazione: solo con una maggiore consapevolezza saremo in grado di rendere efficace la nostra presenza, anche con nuovi strumenti. Vi terremo aggiornati.

Ramadan di sangue

L'Europa nel sangue degli attentati.

Ce lo avevano detto che sarebbe stato un Ramadan di sangue, ce lo stanno dicendo da anni che vogliono ammazzarci tutti, dovrebbe essere evidente anche al più ostinato fan del multi-culti che l'integrazione non c'entra niente: cosa gli vai a proporre a uno che è felice di farsi esplodere in mezzo a una folla, che da noi ha il diritto di votare il presidente di circoscrizione? Che gli dai l'alloggio popolare? Che gli trovi lavoro come panettiere? Che gli fai il corso di lingua? Ma c'è qualcuno che veramente pensa ancora di risolverla così? Chi ha problemi di integrazione, al massimo, fa il delinquente comune: spaccia, ruba, si organizza in bande armate per controllare il territorio. Chi invece si fa esplodere in mezzo ai ragazzini, chi lancia furgoni e camion sulla folla non ha il problema dell'integrazione, anzi: spesso viene da buone condizioni di vita, e ha deciso letteralmente, di dis - integrarsi. Ci odia e ci vuole morti, e prima ci vuole terrorizzare. C'è solo da arrestarli e metterli in galera, facendoceli restare a lungo.
Fra poco ricominceranno con le solite "non cambieremo la nostra vita", "non avrete il nostro odio", e con un attentato al giorno ci sarà carenza di gessetti colorati....Non finirà presto, perché mentre ci attaccano noi guardiamo da un'altra parte, balbettando sciocchezze. Mentre si consuma un attentato al giorno, nel pieno centro delle nostre città, qua si passa il tempo a indignarsi per le emergenze climatiche...a quando la lotta contro le macchie solari?

D'altra parte, bisogna trovare pur qualcosa di cui parlare per evitare che la gente si accorga che siamo in guerra. Cosa di meglio di qualcosa di non dimostrato - il clima che cambia per effetto dell'attività umana - per evitare di vedere quello che è sotto gli occhi di tutti - la guerra dei terroristi islamici, che ci ammazzano invocando Allah? Come se durante la seconda guerra mondiale la prima preoccupazione fosse stata l'inquinamento.