Luglio 2016

Non lasciamoli soli!

15 università chiuse e centinaia di professori sospesi. Chiuse anche oltre mille scuole private, 19 sindacati, centinaia tra enti benefici, fondazioni e istituzioni mediche. Tremila magistrati, ottomila poliziotti, oltre un terzo dei prefetti, decine di migliaia tra insegnanti pubblici e privati, dipendenti ministeriali, tutti sottoposti a purghe ed epurazioni, arrestati o ridotti all’inattività”. Inizia con le crude cifre della repressione di Erdogan l’appello de l’Occidentale, primo atto di una mobilitazione concreta e tangibile per la libertà del popolo turco, che in questi giorni sta rischiando di cadere in una buia dittatura di stampo islamico. Non riguarderebbe solo loro, ma tutti noi: se vogliamo fermare la guerra e il terrore che stanno arrivando dall’oriente, dobbiamo innanzitutto difendere la libertà e insieme i confini dell’Europa.

Io ho aderito all’appello, e invito tutti voi a farlo: per leggere il testo dell’appello e le indicazioni per aderire cliccate qua.

in tempi oscuri servono ancora di più giudizi chiari...

...per evitare che il politicamente corretto danneggi in modo irreversibile i circuiti neuronali.

Cominciamo con il segnalare un bellissimo intervento di Giuseppe Laras, Presidente emerito onorario dell'assemblea rabbinica italiana, pubblicato domenica scorsa sul Corriere della Sera. 

 Di seguito uno dei passaggi più significativi della sua analisi, molto efficace: "Vi è poi il fatto catastrofico di una classe dirigente non educata all’impegno e alla fatica, inclusa quella del pensiero e della strategia. Questo purtroppo riguarda, generalmente, a livello culturale, il mondo cattolico, con intellettuali spesso ottusi dal pacifismo panbuonista e con l’incidenza pressoché nulla di un episcopato rarefatto, ove si avverte l’assenza di personaggi eminenti e di genio, pur tra loro in dissonanza (da C. M. Martini e G. Biffi, da Dossetti a Giussani, da Paolo VI a Giovanni Paolo II). Questo riguarda gli intellettuali, in teoria coscienza critica, strategica e orientativa di un Paese: molti, oltre ad aver abdicato al loro difficile e impegnativo ruolo, svilendolo a salotto radical chic, hanno educato ideologicamente, anche quando non più organici di partito, al terzomondismo più acritico e arrendevole (salvo essere iperaggressivi con Israele, il Sionismo e gli ebrei)". Per leggerlo tutto, cliccate qua, sul titolo: "Il terrorismo, l'Islam e la coscienza nazionale di un'Italia distratta".

Ancora sui fattacci di Fermo: domenica, sul Sole 24 ore Mons. Forte ha ribadito che si tratta di razzismo (nonostante tutte le testimonianze). Ne ho commentato su l'Occidentale. 

E infine: stupro bestiale su minorenne. Ma il problema pare sia se si può dire "froci".

In questo clima di violenza crescente, con mezzo mondo straziato dalle stragi dei terroristi islamici, con Erdogan che evidentemente ha deciso che il Califfo vuole esserlo lui,  cerchiamo di non prenderci in giro da soli, e vediamo almeno di chiamare le cose con il loro nome. Ricominciamo da qui. 

basta con il politically correct

Di seguito considerazioni NON politically correct sui fatti di questi giorni. AAA: astenersi buonisti.

UNO: cominciamo dall’ultimo fatto, il fallito colpo di stato in Turchia.

Forse i prossimi giorni ne capiremo qualcosa in più, ma intanto è bene dire che ieri tifavamo tutti per i militari “golpisti”, soprattutto quando abbiamo sentito nel loro comunicato che intendevano ristabilire diritti e laicità nel paese. Ricordiamo che Ataturk, il padre della Turchia moderna, attraverso l’esercito ha voluto garantire al suo paese laicità e democrazia. I militari in Turchia, storicamente,  hanno sempre rappresentato un’istanza laica, fronteggiando l’islam. Se si tratta di un golpe fallito perché solo una parte dell’esercito vi ha aderito, allora potrebbe essere un brutto segno: potrebbe voler dire che anche fra i militari turchi, contrariamente alla loro storia, le ideologie islamiste cominciano a fare breccia.

DUE: la strage di Nizza.

Un incubo che si materializza: un camion bianco e anonimo, senza scritte, che spunta dal nulla e falcia la folla di famiglie festanti. Una tragedia che rende intollerabile ed offensivo il politicamente corretto, quello che vorrebbe dipingere la strage quasi quasi come l’esito di una depressione post-divorzio dell’attentatore (come è noto, chi si deprime dopo un divorzio solitamente noleggia tir per falciare le folle mentre spara loro addosso). Perché – questo il sottinteso – solo un matto potrebbe fare certe cose. E quindi si mette in dubbio che ci sia di mezzo l’Isis, che pure ha rivendicato. Come ho già scritto in occasione di altri attentati, simili, in cui si chiama in causa il matto di turno: ma secondo voi, quelli che bruciano i prigionieri nelle gabbie sono sani di mente? E quelli che stuprano serialmente donne e bambini? E quelli che torturano e mutilano chi non sa recitare il corano? Ma lo vogliamo capire o no che l’Isis con i suoi appelli a colpire noi occidentali va a raccogliere consensi innanzitutto fra chi è già violento e disturbato? E solitamente è più facile farlo fra chi segue una certa educazione, come quella di certe madrasse, o certi imam, che esortano alla violenza contro i non musulmani. O pensiamo che sia più semplice per Isis fare proseliti, che so, fra le ostetriche? Al circolo dei pensionati? Al club caccia e pesca?

TRE: i fatti di Fermo.

Un uomo è morto e la sua compagna adesso è sola. Insieme erano sfuggiti agli orrori dei terroristi islamici del Boko Haram e lui è morto per una stupida rissa, rissa scatenata da loro stessi come risposta eccessiva a uno stupidissimo insulto. Questi i fatti, secondo le ultime ricostruzioni. E adesso la Boldrini e la Boschi, e anche certi preti “stradaroli” dovrebbero chiedere scusa agli italiani per averci trattato da razzisti, e dovrebbero imparare a stare più attenti per il futuro, ad essere meno ideologici, perché in questo modo razzisti ci fanno diventare anche quelli che non lo sono, e perché in questo modo rischiano di avallare ingiustizie. Ricordiamo che viste le pressioni di alcuni preti, di alcune istituzioni (v. Boldrini e Boschi), e di gran parte dei media (fortunatamente non tutti) quel balordo che ha colpito con un pugno è restato in carcere perché ritenuto dai magistrati socialmente pericoloso in quanto avrebbe potuto reiterare la violenza razzista contro altri neri.

Mentre, come noto, normalmente si scarcera di tutto, anche spacciatori colti in flagrante, per esempio. Qua il link all’ultima ricostruzione dei fatti