Giugno 2015

lettera aperta e breve riflessione

Lettera aperta di Eugenia Roccella ai manifestanti di Piazza san Giovanni. Con una mia riflessione qui: guardate la Francia. Milioni in piazza, per tante volte, ma senza politici di riferimento il matrimonio gay è arrivato lo stesso. Ricordiamoci i DiCo, con i politici la legge si è fermata. Apriamo un dibattito su: 1) come siamo arrivati ad avere solo 28 parlamentari che votano contro il divorzio breve, avendo avuto fino alla legislatura precedente una maggioranza di cattolici; 2) dove arriveremo se continuiamo a maltrattare e isolare pure questi 28.

cosa è successo oggi sulla riforma della scuola

La situazione politica è complicata. Su come si è svolta la vicenda della riforma della scuola, segnalo il mio articolo su L'Occidentale, in cui spiego bene le dinamiche parlamentari e soprattutto il ruolo fondamentale che ha avuto il presidente del Senato Grasso.

E' difficile capire adesso cosa sia sicuramente giusto e cosa sicuramente sbagliato, ma invito tutti a riflettere a 360 gradi su un punto: a chi chiede la crisi di governo su questi temi, ricordo che se Area Popolare (Ap) abbandona il governo adesso, difficilmente si andrebbe a votare ma si farebbe un altro governo o spostato a sinistra o con Forza Italia al posto di Ap. In entrambe i casi la situazione sui nostri temi peggiorerebbe. Se invece si andasse a votare, l'esito è tutt'altro che scontato, considerando che a destra non c'è una coalizione e i cinque stelle sono fortissimi, in crescita. Si potrebbe facilmente arrivare a un ballottaggio Renzi-Cinque stelle. 

Su questo dobbiamo rilflettere per capire veramente cosa è meglio per noi: non esistono risposte scontate, in un verso o nell'altro, e soprattutto non bisogna affidarsi solamente alle nostre - ovvie - reazioni istintive. 

dieci anni fa un referendum, e-book su gender, sabato 20 tutti a Roma

A dieci anni dal referendum sulla Legge 40, un mio commento sulle vicissitudini di quella legge e il nesso con quanto sta succedendo a proposito di famiglia. Su Avvenire, ieri, titolato "Legge 40 e famiglia. Ma dove è finito il diritto dei bambini?"

Sempre Avvenire, ieri, annunciava la pubblicazione dell'e-book "Gender. La grande bugia", che raccoglie un anno e mezzo di documentazioni e analisi pubblicate sul quotidiano. Avvenire ha sempre dato molto spazio a questo argomento, e i pezzi più significativi adesso sono raccolti insieme - oltre 200 pagine - il tutto curato da Luciano Moia. Qui la presentazione del Direttore Tarquinio, e qua invece si compra l'e-book

Riguardo la manifestazione di sabato 20 a Roma, oggi l'apprezzamento e gli auguri di Mons. Paglia, Presidente del pontificio Consiglio per la Famiglia. Ieri a Perugia al termine della messa in tutte le chiese si è letto l'invito del nostro vescovo, il Card. Bassetti, a partecipare alla manifestazione di sabato prossimo, e fuori dalle chiese si distribuivano i volantini dell'iniziativa. 

TUTTI A ROMA SABATO 20 PER FERMARE LA CIRINNA' (E QUINDI LA GRANDE BUGIA "GENDER")!!!!!

il 20 giugno a Roma

Il 20 giugno sarò in Piazza San Giovanni a Roma a manifestare contro il disegno di legge Cirinnà e per la libertà di educazione.

Tornerò nella piazza del Family Day del 2007, dove insieme ai miei figli e a tanti amici ho contribuito all’onda d’urto che fermò i DiCo, disegno di legge che voleva introdurre le cosiddette “unioni civili” in Italia, premessa del matrimonio omosessuale.

Tornerò nella piazza del Family Day perché il ddl Cirinnà è molto peggio dei DiCo: introduce il simil matrimonio gay, con annessa la stepchild adoption, cioè l’adozione del figlio biologico del partner, vale a dire utero in affitto e genitore 1 e 2, autostrada d’ingresso per il Mondo Nuovo.

Tornerò nella piazza del Family Day perché voglio difendere la libertà di questo paese, innanzitutto quella di educare i nostri figli. Tutto quello che in questo periodo abbiamo chiamato “ideologia del gender” è il modo con cui soprattutto nelle scuole – ma anche nei media, nelle fictions, nei film, praticamente dappertutto - si cerca di far passare l’idea che l’essere maschio o femmina è come avere un certo colore di occhi o di capelli: non la caratteristica identitaria di ciascuno di noi, ma un elemento “meramente biologico” che possiamo modificare, se vogliamo. E’ un’ideologia funzionale all’accettazione sociale del matrimonio tra persone dello stesso sesso, e della conseguente finzione che due uomini o due donne possano avere un figlio proprio, esattamente come un uomo e una donna. Quando le nozze gay saranno introdotte l’obiettivo sarà raggiunto e tanta “propaganda gender” si affievolirà, perché non servirà più. Per dire stop al gender, come recita lo slogan della manifestazione del 20 giugno, bisogna dire, al tempo stesso, no al matrimonio gay e simili, cioè no al ddl Cirinnà.

Tornerò nella Piazza del Family Day perché solo una manifestazione come quella del Family Day del 2007 può cercare di fermare il ddl Cirinnà. La storia dei nostri giorni ci insegna che poi, una volta introdotte forme di riconoscimento simil matrimoniali a convivenze omosessuali, non si torna più indietro.

Tornerò nella Piazza del Family Day e troverò una manifestazione come quella del 2007 dove non c’erano solo cattolici, ma anche tanti non credenti, perché questa non è una battaglia confessionale, per difendere i “valori cristiani”. Siamo di fronte a un’emergenza antropologica che riguarda tutti: si vuole negare l’evidenza del fatto che un bambino è figlio di un padre e una madre, che è di mamma e papà che ha bisogno per vivere, e che con suo padre e sua madre ha diritto di crescere.

Tornerò nella Piazza del Family Day perché una testimonianza vale solo se pubblica, perché un giudizio se non è pubblico non esiste, perché quello a cui tieni va riconosciuto pubblicamente, altrimenti non è vero che è qualcosa a cui tieni.

E chi contrappone la testimonianza personale a una manifestazione pubblica, come due alternative che si escludono, dovrebbe andare a rileggersi la vita dei ragazzi de “La Rosa Bianca”, che sarebbero pacificamente morti di vecchiaia se si fossero accontentati di comode testimonianze private. Dovrebbero rinfrescare la memoria con le decine di mostre e di incontri al Meeting di Rimini quando venivano i protagonisti di Solidarnosc e i dissidenti del blocco sovietico: tanti testimoni, che chiamavamo così perché, appunto, testimoniavano, cioè erano presenti pubblicamente, visibilmente.

E non pensavamo che fossero fissati nel difendere i loro valori morali, ma imparavamo da loro cosa significa vivere da persone libere.

Maroni: nutrire il pianeta, tranne gli immigrati

Sulle incredibili e intollerabili dichiarazioni di Maroni sugli immigrati, mio commento su L'Occidentale. E chi spera che questa Lega (la Lega di Salvini) possa essere un credibile punto di riferimento per i cattolici, ci faccia un pensierino, considerando che si parla di occupare le prefetture e che l'idea resta quella di "scaricare" i migranti al Sud. 

E sono rimasta orripilata io, che non faccio certo parte del giro buonista "pigliamose tutti".

in Umbria una notte al cardiopalma con Ricci

E’ stata una nottata al cardiopalma per noi che in Umbria abbiamo votato convintamente Claudio Ricci come governatore della regione, una persona che, partendo dalle liste civiche, ha unito tutti i partiti del centro destra in suo sostegno: la svolta storica che abbiamo sperato fino alla fine purtroppo non c’è stata ma la campagna in suo sostegno ha significato molto, e può segnare un punto di non ritorno per le sorti politiche della nostra regione, se ne sappiamo leggere i contorni.

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