Ottobre 2014

cattolici in politica

Leggo il post di Marco Invernizzi sulla lotta contro le unioni civili e il suo commento sul ddl Scalfarotto e su tutta l'attività fatta contro. Ma prima di tutto occorre la verità, senza la quale non si va da nessuna parte.  Senza un'iniziativa politica in parlamento, cominciata molto prima delle sentinelle, non ci sarebbe stata storia sulla legge Scalfarotto. La mobilitazione interna al parlamento, fatta da pochissimi, quando esternamente nessuno si era accorto del pericolo, ha creato il caso, sul quale poi sono nate le mobilitazioni esterne, cominciate con la Manif, e poi con le Sentinelle. Basta vedere le date: quelle della Commissione Giustizia, per esempio, quando l'accordo fra PdL (Carfagna) e Scalfarotto era già fatto, con il beneplacito implicito del capo del PdL. Sono stati pochi coraggiosi isolati da dentro il PdL a fare cambiare idea al partito. Solo dopo è nato tutto il resto. La sponda esterna è ovviamente essenziale, e infatti io vi ho partecipato e partecipo tuttora. Ma non si può sputare sulla politica, con sufficienza, e non rendersi conto che senza l'iniziativa trainante di alcuni politici non ci sarebbe stata storia. D'altra parte, anche nella vicina Francia le manifestazioni oceaniche della Manif, di cui noi purtroppo non siamo ancora capaci, senza una corrispondente presenza in parlamento non sono riuscite a fermare il matrimonio gay. E l'utero in affitto si è un po' arenato solo perché apre contraddizioni all'interno della sinistra francese. Come Invernizzi stesso riconosce, il Family day ha avuto la sua funzione perché all'epoca in parlamento c'era un'ampia e trasversale maggioranza cattolica. E concludo: sul ruolo dei cattolici in politica in questa legislatura, la prima in cui i cattolici sono assoluta minoranza (ricordo i trenta voti contro il divorzio breve), è ora di fare una riflessione seria e concreta.

Gli Usa si interrogano sull'eterologa

​«La donazione di gameti è più di un trasferimento di gameti da un soggetto a un altro. È parte di un modo di costruire una famiglia che coinvolge un interscambio complesso di emozioni e di bisogni psicologici del donatore, del ricevente, della prole e, potenzialmente, della famiglia del donatore». Chi lo dice? Un bioeticista cattolico? Un’associazione pro-life? No. leggete qua, ne ho scritto oggi su Avvenire.  

Se questo è un prete

Se questo è un prete. Mi riferisco al vergognoso intervento del vescovo di Mazara del Vallo, stasera a Ballarò, Mons. Mogavero. Queste persone che gettano confusione e scompiglio, senza ricordare mai l’insegnamento di Gesù, ma facendo l’apologia dei buoni sentimenti, fanno scandalo, e tradiscono il loro compito pastorale: qualcuno dovrebbe prendere provvedimenti adeguati e conseguenti, per salvaguardare noi cattolici e il popolo tutto. Non ha avuto neanche il coraggio di dire qualcosa sull'utero in affitto, e quindi sullo sfruttamento delle donne che cedono il proprio corpo in cambio di qualche soldo dalle coppie ricche che commissionano i figli. VERGOGNA!

Sinodo - relazione finale e discorso Papa, mio editoriale

ll documento finale del Sinodo Straordinario, base del lavoro di preparazione al Sinodo ordinario, è stato reso subito pubblico, comprese le votazioni per ogni paragrafo. Una trasparenza totale voluta dal Papa, per poter lavorare al meglio nell'anno che ci aspetta, prima del Sinodo ordinario. Qua i testi della relazione finale e del discorso di Papa Francesco insieme a un commento di Sandro Magister Vi segnalo poi il mio editoriale di oggi, su Avvenire, su Brittany, la ragazza americana che ha deciso di suicidarsi il 1 novembre. 

una preghiera per Asia Bibi

Una preghiera per Asia Bibi, a cui è stata confermata la condanna a morte per blasfemia, e per la sua famiglia così provata. In questo articolo di Avvenire, il link alla memoria difensiva di Asia Bibi, che adesso aspetta l'ultimo grado di giudizio, e qui l'intervista di un anno fa, ancora su Avvenire.

Sinodo - relazioni dei circoli minori pubblicate

Mentre aspettiamo la relazione finale del sinodo, è sempre più chiaro quello che ho sostenuto fin dall’inizio, e cioè che la pubblicazione integrale dei testi dei Padri Sinodali – testi ben ponderati su cui avere tutti il tempo di riflettere, e su tutti i testi  – era necessaria per chiarire gli effettivi orientamenti del Sinodo, senza quella inevitabile approssimazione e strumentalità che invece hanno le interviste, e avrebbe evitato una relazione intermedia che, da quanto emerge dalle relazioni dei circoli minori, era ben poco condivisa, specie in alcune parti. A quanto pare, non sono stata la sola a pensarla così: di seguito l’agenzia con cui l’Ansa racconta di come si è arrivati alla decisione di pubblicare le Relazioni dei dieci circoli minori, che intanto possiamo leggere qui. Riscritti passi su gay e unioni;scontro su pubblicazione sintesi (di Fausto Gasparroni e Nina Fabrizio) (ANSA) - CITTA' DEL VATICANO, 16 OTT - E' stata "calda" la vigilia, lo e' stato lo svolgimento dei lavori, e si preannuncia un finale altrettanto movimentato per questo Sinodo dei Vescovi sulla famiglia, che anche oggi - alla presentazione delle relazioni dei dieci Circoli minori e delle loro centinaia di proposte di emendamenti alla discussa "Relatio post disceptationem" del cardinale Peter Erdo - ha vissuto un'altra giornata ad alto tasso di tensione. Sono volate scintille stamane tra i padri sinodali nell'Aula Paolo VI. Come apprende l'ANSA, infatti, a conclusione dei lavori il segretario generale del Sinodo, cardinale Lorenzo Baldisseri, ha proposto di non pubblicare la sintesi delle relazioni dei Circoli minori scatenando una forte protesta da parte di molti presuli. Contro tale proposta sono interventi il relatore del Sinodo, cardinale Peter Erdo, che ha fatto presente che come era stata pubblicata la "Relatio post disceptationem" cosi' dovevano esserlo le sintesi dei Circoli, il francese Andre' Vingt-Trois, l'australiano George Pell, il cui intervento e' stato quello piu' duro, il sudafricano Wilfrid Fox Napier, l'americano Raymond Leo Burke, il britannico Vincent Nichols, i patriarchi Gregorio III Laham e Fouad Twal, l'arcivescovo belga Andre'-Joseph Leonard e l'italiano Rino Fisichella. Tutti contrari. "Lei ora questa proposta la mette ai voti!", ha intimato uno dei padri mentre in aula si levavano boati di disapprovazione. A questo punto ha preso la parola il cardinale spagnolo Lluis Martinez Sistach che e' stato l'unico degli intervenuti favorevole a considerare la proposta del cardinale Baldisseri. L'ultimo ad intervenire e' stato quindi il segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin, che ha invece fatto presente come le sintesi delle relazioni dei Circoli andassero pubblicate, come era previsto e come poi e' stato. La ribellione alla proposta Baldisseri e' andata in scena sotto lo sguardo del Papa che ha preso parte per tutto il tempo ai lavori ma che, come da prassi consueta, e' rimasto tutto il tempo in silenzio. Questo per descrivere il clima che ancora si vive in questo Sinodo, caratterizzato da forti contrapposizioni sia sui contenuti - le aperture alle unioni gay, la comunione ai divorziati risposati - sia sull'organizzazione, come la decisione di non rendere noti gli interventi dei padri sinodali in aula. E il "clou" deve ancora venire, perche' mentre ora la Commissione per la stesura del documento finale (oggi allargata dal Papa con due nuovi membri, il sudafricano Napier e l'australiano Denis James Hart, probabilmente per rispondere alle accuse su una composizione troppo sbilanciato verso la linea "aperturista") lavora a far entrare nel testo le centinaia di proposte di emendamenti alla "Relatio" di meta' lavori, sabato pomeriggio ci sara' la resa dei conti finale, con la discussione in aula del testo e il voto conclusivo. "Dopo la pubblicazione delle relazioni dei Circoli minori la situazione sara' molto, molto piu' chiara. Sono certo che questa linea di chiarezza continuera' anche nel messaggio finale", commenta alla Radio Vaticana il card. Pell, uno degli uomini attualmente piu' potenti in Vaticano, ma tutt'altro che favorevole alle aperture. In sintesi, oggi e' stato contestato ancora il fatto che la Relatio si sofferma sulle preoccupazioni per le famiglie in crisi ma senza sufficienti riferimenti al messaggio positivo della famiglia cristiana, al matrimonio come sacramento e alla sua indissolubilita'. Essenziale, quindi, ribadire meglio la dottrina sul matrimonio. Quanto alle situazioni familiari difficili, come anche le convivenze e le unioni di fatto, i Circoli sottolineano si' che la Chiesa dev'essere una "casa accogliente" per tutti, che nessuno si senta rifiutato, ma auspicando maggiore chiarezza, senza confusione, tentennamenti ed eufemismi nel linguaggio: ad esempio, sulla legge della "gradualita'", affinche' non diventi gradualita' della legge. Alcuni Circoli hanno espresso perplessita' per l'analogia fatta con il paragrafo 8 della "Lumen Gentium", perche' potrebbe dare l'impressione di una volonta' della Chiesa di legittimare le situazioni familiari irregolari, anche se esse possono rappresentare una tappa del cammino verso il sacramento del matrimonio. C'e' ancora divisione sulla comunione ai divorziati risposati: da una parte chi vuole che la dottrina non sia modificata; dall'altra chi pensa di aprire alla possibilita' di comunicarsi, in un'ottica di "compassione e misericordia", ma solo in presenza di determinate condizioni. Ed e' stato suggerito, in alcuni casi, che la questione venga studiata da un'apposita Commissione interdisciplinare. Sui gay - altro nodo di scontro - si e' ribadito che, ferma restando l'impossibilita' di equiparare al matrimonio uomo-donna le unioni omosessuali, le persone vanno "accompagnate" pastoralmente e tutelate nella loro dignita', senza che cio' appaia come un'approvazione da parte della Chiesa del loro orientamento e della loro condotta di vita. Insomma, si lima fino alle ultime virgole, alla ricerca di un'ultima mediazione in vista del voto. Intanto, tutt'altro che casualmente, papa Francesco si pronuncia con un tweet: "Il cristiano e' necessariamente misericordioso; questo e' il centro del Vangelo". (ANSA)

Come volevasi dimostrare

Come volevasi dimostrare.  La decisione di non rendere pubblici i testi dei Padri Sinodali e lasciare invece liberi per le interviste ha portato, ovviamente, a una gran confusione (non per dire, ma perché non fare il contrario, solo i testi e niente interviste, almeno durante il Sinodo?), come ha anche dichiarato il Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, Card. Gerhard Ludwig Müller, che ha contestato questa decisione: Trovo che sia una vera contraddizione il fatto che fuori dal Sinodo i vescovi possano dare libere interviste, mentre i loro interventi in aula non sono pubblici. Si è voluta così rompere una tradizione della Chiesa. Non importa se alcuni non sono d’accordo con questa mia opinione. Io dico ciò che voglio, ma soprattutto ciò che devo dire come Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. Inoltre, non ho fatto altro che dare voce alle proteste di molti fedeli che mi hanno scritto da vari Paesi e che hanno diritto di conoscere il pensiero dei vescovi. Perché́ si è dovuto cambiare? Lo stesso Muller che oggi ha criticato duramente la relazione finale, definendola “indegna, vergognosa, completamente sbagliata”.  Contrasti descritti ieri anche da Rusconi, nel suo blog “Rosso porpora”, con la presa di distanza fra Erdo e Forte.. Dure anche le dichiarazioni del Presidente della Conferenza Episcopale Polacca (con questo documento ci si allontana dall'insegnamento di Giovanni Paolo II e si vedono le tracce dell'ideologia antimatrimoniale) così come l’intervista al card. Burke,  mentre altri partecipanti al Sinodo, per esempio due “moderatori “dei circoli -  i cardinali Filoni e Napier - che stanno discutendo il documento, hanno fatto una consistente frenata: sul tema degli omosessuali, per esempio Napier, afferma, "la mia preoccupazione è che il messaggio che è uscito non sia vero”, e lo stesso Napier ha sollevato il sospetto che i responsabili del sinodo non siano “impegnati a esprimere le opinioni di tutto il sinodo anziché di un gruppo particolare”: la relazione finale dovrebbe contenere una “chiarificazione”.  "C'è sempre il cartello di 'lavori in corso' e sarebbe poco prudente prevedere sin da ora il risultato finale". Specifica il cardinale Fernando Filoni. Uno strumento di lavoro, non un testo definitivo, insomma, come riassume Avvenire, che pure indica alcune correzioni di rotta, fermo restando che, secondo altre fonti, l’impianto finale  della “relatio” resterà sostanzialmente quello attuale. Insomma: visto e considerato che il Papa si pronuncerà l’anno prossimo, alla fine del Sinodo Ordinario, e che abbiamo davanti un anno di lavoro e confronto che lo stesso Papa ci ha chiesto schietto e libero – ha detto espressamente che devono parlare tutti, liberamente, in totale franchezza, quindi, please, AAA astenersi perditempo che vogliono mettere il bavaglio a chi la pensa diversamente -  non sarebbe stato meglio limitarsi ai testi scritti e firmati, per sapere con precisione chi ha detto cosa, con il tempo necessario per poterci riflettere sopra, ed evitare tutto questo putiferio? Le interviste rilasciate durante i lavori, invece, hanno messo la comunicazione dei lavori stessi del Sinodo nelle mani dei giornali, che troppo spesso mirano a una interpretazione strumentale.

Sinodo I settimana

Due segnalazioni, da parte mia, dopo una prima settimana di lavori sinodali. La prima è il documento ufficiale intermedio, la "Relatio post disceptationem". Vediamo cosa ne rimarrà nel documento finale di questo Sinodo. La seconda è un intervento estremamente chiarificatore del Card. Ruini, assente dal Sinodo, ma sempre presente nei nostri cuori. Come dice Sandro Magister, un Cardinale che "ha ritenuto doveroso non tacere". E noi lo ascoltiamo, come sempre. 

una bandiera nera a San Pietro

La bandiera dell’Isis in piazza san Pietro. Un fotomontaggio, certo, ma che campeggia sulla copertina di Dabiq, il magazine on-line dell’Isis. Già, proprio così, avete letto bene: una vera rivista on-line del Califfato, tradotta in diverse lingue, che inneggia alla guerra con frasi del tipo “Questo non è l’inizio. È la fine. Il culmine di una guerra secolare che presto crescerà e consumerà tutto. E’ l’apocalisse. Ed è in arrivo”. Leggere per credere: qua una descrizione del magazine, con link ai diversi numeri dell’agghiacciante pubblicazione, che potete sfogliare. Fatelo, per favore. E questa, invece, la copertina dell’ultimo numero., con la scritta "la crociata fallita" (the failed crusade) Cosa altro devono fare per convincerci che ce l’hanno con noi, che ci vogliono conquistare, sottomettere, distruggere, loro che identificano l’occidente con Roma, perché è la sede della cristianità? Che altro significa, una bandiera del Califfato in piazza San Pietro? E noi? Ci vogliamo fare un bel dialogo pacifico? Mettiamo su un bel progetto educativo? Scambi culturali? Sicuramente. Basta che accanto ci mettiamo un bel po’ di Kalashnikov, però. Anche la città di Kobane sta soccombendo all’Isis, nonostante l’eroica resistenza curda,  nell’indifferenza dell’occidente, grazie anche alla disastrosa politica estera di Obama – il peggior presidente degli USA che si ricordi – e alla solita inconcludenza europea. E pare che l’esercito del califfato stia per rivolgere le sue gentili attenzioni verso Bagdad: “Bagdad sotto assedio in 10 giorni”, titolava oggi il Corriere, dove leggiamo del cambio di strategia dei jihadisti. Sembra adesso che puntino sulla capitale, nella quale, intanto, continuano gli attentati: ieri tre autobombe hanno fatto circa 50 morti e più di 120 feriti. Ma a qualcuno importa ancora qualcosa? La guerra c’è. In un lungo commento oggi Panebianco sul Corriere ha scritto: “L’Europa corre dei rischi grandissimi. Siamo sulla linea di tiro. Le ripetute minacce del Califfo all’Europa non sono sbruffonate. Nella sua tragicità la situazione è semplice: o i jihadisti verranno fermati in Medio Oriente o la guerra, prima o poi, ci raggiungerà”. E mentre qua si parla di dialogo, di educazione, di pace, loro fanno le prove con la bandiera nera che sventola a San Pietro. 

era meglio pubblicare tutti i testi...

Pare che questo sia un teologo (chiaramente al Sinodo): Intervenuto al briefing quotidiano, ha risposto a diverse domande sul vasto tema della pastorale famigliare il teologo argentino Victor Manuel Fernandez, padre sinodale, rettore dell’Università Cattolica di Buenos Aires, vice-presidente della commissione che scriverà il messaggio finale del sinodo. Il matrimonio cristiano è un “bellissimo ideale”, ma quando si parla di “gradualità” si intende che bisogna prendere in considerazione “la realtà concreta delle persone che non possono arrivare a quell'ideale”, ha spiegato Fernandez, rimandando alla categoria di “bene possibile” evocata da Papa Francesco nella Evangelii Gaudium, da perseguire “anche con il rischio di sporcarci nel fango del cammino”. Insomma: il matrimonio è una gran bella cosa, ma la realtà, ragazzi miei, è altro….. E chi fa tutti i giorni la fatica di vivere il proprio matrimonio e di tenerlo cristianamente vivo, allora??????? Frasi di questo tipo, come possono motivare a vivere il matrimonio cristiano? O forse questa frase è stata estrapolata male? Ma senza testi originali, e solo con interviste o riassunti, cosa capiamo di quel che veramente si sta dicendo nel Sinodo? Leggo che hanno parlato Bagnasco, Muller, Caffarra: cosa hanno detto? come faccio a saperlo?  

e-campagna: #iostoconAlfano

Oggi Alfano è stato ferocemente attaccato perché ha ricordato, da Ministro degli Interni, che la legge italiana non prevede il matrimonio omosessuale, e quindi non è possibile registrare in Italia questi matrimoni celebrati all’estero, come invece avevano fatto a Bologna e in altre città. Diversi sindaci – a Milano, Bologna, Napoli, Empoli, Udine (ricordo che questo di Udine è Honsell, che ha giocato un ruolo fondamentale per la morte di Eluana Englaro) – si sono ribellati, con un grave atto di disobbedienza alla legge che loro per primi dovrebbero rispettare, e dovrebbero far rispettare. E’ il momento di un fortissimo e chiaro sostegno ad Alfano, che ha fatto un gesto molto coraggioso, considerando le condizioni  politiche, le maggioranze parlamentari, e pure il clima all’interno della Chiesa, che non è quello del Family Day. Se non c’è adesso sostegno di popolo ad Alfano, tutti diranno che lui non rappresenta nessuno, se non se stesso, e succederà quindi quello che è successo in Spagna con la legge sull’aborto, dove un tentativo coraggioso di tornare indietro rispetto alle posizioni zapateriane è naufragato perché l’aggressione è stata molto più forte del sostegno. Tutta la nostra solidarietà ad Alfano, quindi, e sostegno PUBBLICO, sui social, in rete, con mail ai giornali, una e-campagna pro-Alfano, ovunque! Cominciamo con la cosa più semplice: #iostoconAlfano 

oggi Sinodo, Sentinelle e Manif pour Tous

Oggi è iniziato il Sinodo straordinario sulla Famiglia. Sempre oggi, in Italia in cento piazze centinaia di persone hanno manifestato silenziosamente e pacificamente contro la legge sull’omofobia di Scalfarotto. In diverse città sono state contestate con violenza, con l’intolleranza tipica di certi paladini dei “nuovi diritti”. Precisamente: aggressioni a Rovereto, con due persone che hanno avuto bisogno dell’ospedale; aggressioni a Pisa, dove la manifestazione è stata interrotta dopo 35 minuti dalla Digos che non era in grado di garantire l’incolumità delle sentinelle, leggiamo di seguito un estratto da un post della Manif pour Tous di Empoli che ce ne dà conto:  “appena giunti in piazza abbiamo notato una massiccia presenza di contro-manifestanti e al momento del discorso iniziale delle Sentinelle siamo stati letteralmente aggrediti da una crescente folla di attivisti LGBT e probabilmente membri di centri sociali. Urla nelle orecchie, bestemmie, insulti, cartelli con volgari slogan, derisione, applausi polemici, canzoni blasfeme e volgari, accerchiamenti e anche qualche spinta, sfiorato più di una volta lo scontro. Dopo il primo momento faccia a faccia gli attivisti sono entrati nelle nostre file disturbando pesantemente e prendendosi gioco di chi manifestava leggendo testi di Amato, Adinolfi ed altri autori. Siamo stati fotografati uno ad uno probabilmente per schedarci - e questa non è una battuta - poi la protesta è salita nei toni e, dopo averci impedito di proseguire, ci hanno accerchiato e cacciato dalla piazza, quasi scortandoci in fila indiana.. sembrava di ricordare foto di analoghe situazioni di circa 70 anni fa. Fra i nostri manifestanti c’erano donne e bambini che sono stati accerchiati e insultati. Davanti ai bambini alcuni attivisti LGBT hanno voluto provocare baciandosi. Fra le vittime degli spintoni anche una ragazza incinta di Viareggio. Vergognoso il mancato intervento delle forze dell’ordine. Nessuno si è mosso per mettere in sicurezza l’area occupata da chi aveva per tempo avvisato di questa manifestazione pacifica. Nessuno ha difeso i nostri figli. Addirittura la Digos ci ha chiesto di terminare anzi tempo la veglia per motivi di ordine pubblico” E poi un’ora di insulti, tafferugli e spintoni a Torino (leggete qua e guardate anche il video interno, per capire il clima)  e sempre su Torino guardate anche questo video; si sfiora lo scontro fisico ad Aosta, a Bologna le sentinelle se ne vanno tra gli insulti e si scatena una vera e propria caccia all’uomo, e sempre in riferimento a Bologna, riporto di seguito un commento da fb, di Gianluigi Veronesi, che rende l’idea:  “Grazie di cuore alle Sentinelle che hanno vegliato in piazza Galvani a Bologna in un clima surreale. Checché ne dicono i quotidiani locali, le contestazioni (a forza di lanci di uova, bottiglie, sputi, bestemmie, ingiurie e alla fine anche sassi) sono state pesantissime fin dall'inizio. L'arrivo di 5 manifestanti di Forza Nuova (che NULLA hanno a che fare con le pacifiche e silenziose Sentinelle) hanno contribuito a surriscaldare un ambiente comunque già abbondantemente reso invivibile dai cosiddetti tolleranti (PRC, TPO, Lgbt e altre sigle). GRAZIE a tutte le sentinelle per aver mantenuto i nervi saldissimi e per il comportamento esemplare!" Dure contestazioni e problemi a Napoli e a Genova. Le agenzie di stampa riferiscono e minimizzano in maniera vergognosa: proviamo a immaginare cosa avrebbero scritto, se fosse successo l’inverso (manifestanti LGBT e comunque di sinistra contestati e disturbati violentemente, costretti a farsi difendere dalla polizia). Leggete come riporta la notizia l’agenzia ANSA: Momenti di tensione, in diverse piazze di varie citta' italiane, tra le 'Sentinelle in piedi' - movimento ultraconservatore ostile ai diritti dei gay e delle coppie di fatto, appoggiato anche da Forza Nuova - e gruppi della comunita' glbt e di studenti e cittadini che difendono i diritti della galassia omosessuale, lesbo e transgender, e anche quelli delle coppie conviventi, a non essere discriminati. E, anzi, a ricevere piu' tutela come prevede il ddl Scalfarotto che introduce il reato di omofobia: e' questo il vero obiettivo delle 'Sentinelle'. A Bologna la situazione si e' surriscaldata e una 'sentinella' avrebbe riportato un taglio. Ma nulla piu'. In generale, la situazione non e' degenerata. In realta', gli appuntamenti che gli ultra' della 'famiglia tradizionale' si sono dati per una sorta di sit-in con letture pubbliche di brani da loro scelti, non sono stati molto partecipati. Solo qualche decina di supporter e' scesa in piazza per aderire alle 'veglie' programmate, ma e' bastato per far scattare le contromanifestazioni con lanci di uova, urla e flash mob. Torino, Aosta, Napoli e Bologna, sono stati i centri piu' nevralgici della contrapposizione che, in alcuni casi, e' stata 'tamponata' da provvidenziali cordoni delle forze dell'ordine. In particolare, a Torino, nelle centralissima piazza Carignano, ci sono stati urla e spintoni, tra 'Sentinelle' e alcune centinaia di Antagonisti dei centri sociali nella centrale piazza Carignano. "Torino non e' omofoba. Vergogna", hanno scandito i 'contromanifestanti'. La piazza e' stata transennata, per il timore di scontri. Si e' comunque svolta l'ora di lettura delle 'Sentinelle'. A Napoli, alcune decine di ragazzi dei movimenti a tutela dei diritti degli omosessuali hanno lanciato uova contro una cinquantina di 'Sentinelle' senza colpirle. Ad Aosta, la comunita' 'arcobaleno, con in testa l'Arcigay, ha manifestato - con un flash mob insieme a partiti della sinistra e associazioni - nella stessa piazza dove c'era il sit-in delle 'Sentinelle'. Anche in questo caso il cordone ha funzionato. A Bologna, invece, un po' di contatto tra le 'Sentinelle' affiancate da elementi di Forza Nuova e i 'contromanifestanti' c'e' stato, in piazza Galvani. Ma si e' trattato solo di un parapiglia tenuto a bada dalla polizia. "L'istigazione all'odio non e' liberta' d'espressione - ha sottolineato Camillo Villagran, responsabile nazionale lgbt della Rete della Conoscenza - Contestiamo le 'Sentinelle in piedi' perche' hanno la pretesa di spacciare per scientifica e legittima la loro paura e il loro odio verso gay, lesbiche e transgender". "Le 'Sentinelle' - ha aggiunto Villagran - si professano pacifiche ma cio' che rivendicano e' il diritto di discriminare e opprimere. Invocano la negazione di liberta' per tante e tanti che considerano 'diversi' solo perche' assolutizzano il modello di 'normalita'' che sentono di incarnare e che la societa' propone come tale". Gli studenti della Rete della Conoscenza sono scesi in piazza anche a Genova, Torino, Bari e in altre citta' per contestare chi difende l'omofobia. Per Maurizio Gasparri del Pdl, invece, "le pacifiche e utili iniziative delle 'Sentinelle' hanno portato allo scoperto l'intolleranza violenta di settori della sinistra e delle associazioni gay". "Purtroppo chi difende Costituzione, leggi e diritto naturale - ha proseguito - e' vittima di un'intolleranza che denuncero' anche con interrogazioni parlamentari". Sulla stessa scia anche il senatore Carlo Giovanardi dell'Ncd che promette battaglia, in Parlamento, "per affossare il liberticida disegno di legge Scalfarotto". E sempre oggi a Parigi e a Bordeaux, più di 500.000 persone sfilano per la famiglia e contro l’utero in affitto.  Sono i francesi della Manif pour tous.  Speriamo che i padri sinodali prendano in considerazione anche tutti questi fatti.