Febbraio 2014

a proposito di utero in affitto

segnalo un mio editoriale su Avvenire, di giovedì: Lo tsunami antropologico ci sta investendo in tutta la sua portata, con un’opinione pubblica che oscilla fra sconcerto, rassegnazione e indifferenza, mentre la politica arranca, e alle sue indecisioni sopperiscono frequentemente magistrati sempre più "creativi", che di fatto stanno assumendo il ruolo di legislatori sulle questioni cosiddette "eticamente sensibili" (e non solo, vedi il caso Stamina). L’ennesima dimostrazione è la sentenza con cui il tribunale di Milano, in buona sostanza, ha legittimato un percorso di maternità surrogata di una coppia italiana, che per questo si è rivolta a una clinica in Ucraina. il pezzo continua qua.

Socci, legge 40, appello sul Foglio

prima segnalazione: strepitosa intervista su Tempi, a Antonio Socci "Basta aspettare il consenso dei preti o del mondo. Tocca a noi, padri e madri, affrontare il caos".  seconda segnalazione: domani, 19 febbraio, la legge 40 sulla procreazione assistita compie dieci anni. Era il 2004. L'anno successivo, il referendum con cui volevano abbatterla. Noi proponemmo l'astensione, avevamo contro tutti: grande stampa, opinion leaders, e chi più ne ha più ne metta. Fu il referendum più disertato della storia: una vittoria clamorosa, la nostra. E adesso, a dieci anni di distanza, ancora la vogliono eliminare. Ne ho scritto domenica in un editoriale su Avvenire. terza segnalazione: vi ricordo l'appello sul Foglio. La lettera aperta a Papa Francesco ha ricevuto tantissime adesioni. Eccole qua, testo e firme.

a proposito di Dino Boffo

Le convulsioni politiche italiane, di cui ci occuperemo nei prossimi giorni, hanno fatto passare in secondo piano una brutta notizia: la “risoluzione del contratto” di Dino Boffo, direttore di TV2000 – canale televisivo della CEI. Il licenziamento di Boffo è stato raccontato da Sandro Magister nel suo blog. Sconosciute le motivazioni. TV2000, rilanciata proprio da Boffo, ha raggiunto con la sua direzione percentuali di ascolti di tutto rispetto, e dall’elezione di Papa Francesco ha dedicato gran parte del suo palinsesto alla figura del nuovo Papa, seguito con attenzione in tutte le sue attività. Evidentemente, però, Papa Francesco non ha visto la TV della CEI, e nessuno gliene ha parlato. Gad Lerner, a proposito di questo fatto, ha twittato "Il mio amico Dino Boffo è stato il laico più vicino al cardinal Ruini. Perciò è ovvio che la sua stagione abbia termine", come se si trattasse di un normale spoil system per Boffo. Ma lo spoil system, – cioè il sistema americano per cui al cambio del vincitore politico si cambiano gli uomini di fiducia nei posti chiave dell’apparato amministrativo e burocratico – non dovrebbe far parte dei metodi della Chiesa, soprattutto di quella di Papa Francesco, considerata la sua visione del governo come servizio: TV2000 funziona, ha migliorato gli ascolti, ha aiutato i fedeli a conoscere e seguire il nuovo Papa. Dov’è il problema? Vorremmo saperlo, sia perché quel canale televisivo è finanziato, tra l’altro, anche con il nostro 8 per mille – almeno di chi lo dà alla Chiesa cattolica, come la sottoscritta – sia perché proprio il nuovo corso di Papa  Francesco – decentramento, collegialità, partecipazione, misericordia  – ci incoraggia a farlo. Dino Boffo è arrivato alla direzione di TV2000 dopo la brutta storia delle false accuse da parte de Il Giornale di Vittorio Feltri, che lo indussero alle dimissioni da Avvenire, per evitare che una storiaccia patacca (come poi si è visto) coinvolgesse una chiesa già minata da gravi problemi interni. Una storia mai chiarita pienamente, condita da articoli firmati con nomi farlocchi – ricordiamo bene l’inesistente Diana Alfieri su Il Giornale – e soprattutto dalle rivelazioni del libro di Nuzzi, quello con i documenti rubati a Papa Benedetto. La nomina a direttore di TV2000 è stata una “riabilitazione” pubblica di Dino Boffo, riconosciuto innocente. E’ facile ritenere che tale giudizio sia stato non solo della CEI presieduta da Angelo Bagnasco, ma anche condiviso da Papa Benedetto, evidentemente informato sui fatti, che probabilmente avevano a che fare con quella parte della Curia che si era dimostrata inadeguata a supportare Papa Benedetto, e che papa Francesco vuole fortemente riformare. Ma adesso Benedetto non può più proteggere Boffo. E i metodi usati per mandarlo via – dall’oggi al domani, senza neppure una spiegazione – assomigliano proprio a quelli della Curia vecchia maniera, ricordano per esempio la cacciata di Ettore Gotti Tedeschi dallo Ior. Seguiremo con molta attenzione gli sviluppi della vicenda. Per ora, tutta la nostra solidarietà a Dino Boffo.

nel mezzo della piena, un appello a Papa Francesco

Intanto che si decidono le sorti del governo, e rischiamo addirittura di avere Renzi Presidente del Consiglio - e chissà che succederà a questo nostro povero paese - sta passando la piena dello tsunami antropologico. Si sono rotti gli argini, e ogni giorno ce n'è una. La prima è stata un violentissimo attacco alla Chiesa da parte dell'Onu, che a partire dalla questione della pedofilia vuole mettere il bavaglio alla libertà di espressione della Chiesa tutta. Intanto in Italia circolano storie per bambini dell'asilo con protagonisti omosessuali, distribuite, appunto, alle scuole materne, tanto per abituarli fin da piccoli; si moltiplicano le scuole in cui "mamma" e "papà" sono sostituiti da espressioni "neutrali"; e circolano pure libracci a spese del contribuente - sotto l'egida della Presidenza del Consiglio, per la precisione - per educare al gender e alla cosiddetta "anti-omofobia" in tutte le scuole di ogni ordine e grado, e guai a chi scappa: leggete qua, ve lo spiega Avvenire. Un anno fa le apocalittiche dimissioni di Papa Benedetto, che ci lasciarono senza fiato, e anche adesso nonostante la guida certa di Papa Francesco, a guardarsi indietro vengono i brividi per il gesto grandioso e umilissimo e possente e misterioso insieme. Nel mezzo di tutto questo, che si fa fatica a raccontare in poche righe, è spuntato un appello, proposto da Il Foglio, a cui anche io ho aderito. E' una lettera a Papa Francesco, firmata oggi da Alain Besancon, Roger Scruton, Nicoletta Tiliacos, Giuliano Ferrara, Ilaria Occhini, Giancarlo Cesana,  e da me (Assuntina Morresi), e alla quale si stanno aggiungendo tante altre adesioni.  Inizia così: "Padre Francesco, noi cattolici e laici crediamo che la chiesa cattolica non debba subire il ricatto delle avanguardie fanatizzate del mondo secolare sulla questione dell’infanzia." Leggetela tutta quanta, e aderite anche voi!  

vince la Manif in Francia

Grande vittoria del laico popolo francese, che ha fermato la nuova legge sulla famiglia, con cui il governo Hollande voleva introdurre utero in affitto e accesso alla fecondazione assistita ai gay, dopo aver approvato la contestatissima legge sul matrimonio gay. Il laico popolo francese, dicevamo, perché di tonache in piazza ne sono scese ben poche, e adesso vogliamo assaporare la vittoria degli amici francesi,  che consideriamo uno sprone per tutti noi. Alla faccia dei cosiddetti grandi giornali italiani, corriere e repubblica in testa che, inginocchiati al solito politicamente corretto, servi del potere, parlano della Manif pour tous paragonandoli ai “tea party” e alla “destra conservatrice” – memorabili certi pezzi di oggi, che a chiamare “notizie” certi articoli e “giornalisti” certi pavidi servi ci vuole coraggio - perché non sono abituati a donne e uomini liberi, e non vogliono vedere la verità, e cioè che la gente non ne può più di questa ideologia che vuole distruggere la famiglia, negare la differenza fra uomini e donne, cancellare la libertà di espressione e di parola. Noi non ne possiamo più di un’ideologia pervasiva e violenta, che ci vuole tappare la bocca con il "metodo Barilla", e vuole indottrinare i nostri figli togliendoci la libertà di educarli.  Un grazie agli amici francesi per l’esempio che ci hanno dato. Esempio di tenacia, perseveranza, libertà. Laica tenacia, laica perseveranza, e laica libertà. Tutti al sito della Manif pour tous, nella versione francese e in quella italiana.

segnalazioni e commenti

Stasera si segnalano molte letture. Segnalazione n.1: una polemica. Una settimana fa ho spiegato su Avvenire i problemi della diagnosi preimpianto sugli embrioni, un test genetico tutt'altro che sicuro, attualmente vietato dalla legge 40, ma che gli oppositori della legge vorrebbero invece introdurre. Ci sono state proteste e obiezioni, per esempio questa, a cui ho risposto giovedì scorso, di nuovo su Avvenire.  Segnalazione n.2: nuova serie di articoli sul fenomeno dell'utero in affitto, su Avvenire. Qua il mio pezzo, con cui è iniziata la nuova serie, e qui il link all'intero dossier. Segnalazione n.3: in Francia c'è un gran fermento. La rivolta contro la legge sul matrimonio omosessuale ha dato il via a una vera e propria rivoluzione, potremmo giustamente chiamarla la nuova rivoluzione francese, oppure la rivoluzione delle Sentinelle. Non solo continuano le proteste e le manifestazioni, come si può vedere dal sito della Manif, a sostegno della famiglia; adesso una volta a settimana tante famiglie non mandano a scuola i propri figli per protestare contro l'introduzione della teoria del gender nei programmi scolastici. I laici si organizzano, autonomamente: la speranza di una rinascita europea, insperata, nella laicissima Francia che, dopo aver attraversato il deserto della scristianizzazione, sembra voler riallacciare quel legame con la cristianità troncato nel secolo dei lumi....leggete qua, su Il Foglio,, e pure qua, sempre sul Foglio, e troviamo anche i musulmani... E comunque domani, due fabbraio, manifestazioni anche in Italia, con la Manif pour Tous italiana, tutte le informazioni qua.