Ottobre 2013

pensieri notturni. cupi. una preghiera

Pensiero notturno cupo numero uno: e adesso mi aspetto che il parlamento approvi un provvedimento nel quale si stabilisca, per legge, che Berlusconi vada eliminato fisicamente, subito, che il suo corpo sia cremato, le ceneri sparse al vento, e poi, sistematicamente, che venga eliminata qualsiasi traccia del suo passaggio sulla terra. Suo, dei suoi parenti e di tutti coloro che hanno avuto a che fare con lui, per annientarne anche la memoria. E quindi che si proceda pure alla distruzione sistematica del pianeta pur di ottenere l’agognato risultato.

Pensiero notturno cupo numero due: contento Renzi, che si va alle elezioni anticipate, perché se aspettava troppo era bollito.  Invece così, il Grande Cinicone Che Ci Ha Deluso, vincerà e – lo spero proprio – finalmente distruggerà la sinistra per fare un partito rosso sbiadito-grillino. Contenti i falchi del PdL, perché in questo modo i governativi sono sconfitti, mentre i vari Capezzone-Bondi-Galan potranno regnare sulle macerie fumanti del centro-destra.  Contenti i morti di Scelta Civica, perché è proprio grazie al voto di una di loro – la Lanzillotta – che oggi si è stabilito il voto palese per la decadenza di Berlusconi. Tanto quelli avevano solo uno scopo: contribuire alla distruzione di Berlusconi. Ce l’hanno fatta. Complimenti. Auguro loro con tutto il cuore di continuare così, ai giardinetti per pensionati, fuori per sempre dalla politica, insieme a Fini e a quel che resta di Casini, a lanciare le molliche di pane ai piccioni (ammesso che se le mangino). Peccato che al prof. Monti pagheremo noi lo stipendio di senatore a vita.

Pensiero notturno cupo numero tre, e una preghiera: siamo sommersi dall’odio seminato a palate in questi anni. Affogheremo nell’odio. Abbiamo urgentemente bisogno di un segno di pacificazione che oramai non può venire più dalla politica, ammorbata dall’odio sparso a piene mani. Anche i migliori, quelli che vogliono costruire – v. cosiddette colombe del Pdl insieme a altri sparsi di buona volontà-  pare non riescano non dico a prevalere, ma neppure a pesare un po’. E allora? Allora ricordo a tutti la Grande Preghiera per l’Italia, di Giovanni Paolo II. Era il 1994: affidiamoci di nuovo, e leggiamo anche il messaggio che, insieme alla preghiera, il Papa inviò al Card. Ruini, allora Presidente della CEI, con la "costante sollecitudine che nutro per la diletta Nazione Italiana".

stamina, Ru486, Papa Francesco

Travolta dagli eventi, dal semestre riesco solo a fare qualche segnalazione e commento:

UNO: oggi su Avvenire ho scritto della vicenda Stamina e delle proteste dei malati. Da notare che i paladini dell’autodeterminazione e della libertà di cura di qualche anno fa (ricordate Piergiorgio Welby ed Eluana?) adesso hanno cambiato idea, ma fanno finta di niente, e dicono che non bisogna dare retta ai malati e alle loro famiglie, quando chiedono di curarsi come vogliono, e non si possono certo obbligare i medici a fare quello che chiedono i malati, se è inappropriato, e poi i giudici sbagliano….meditate, gente, meditate, ci torneremo su, e faremo un bell’elenco di frasi e dichiarazioni, con nomi e cognomi. Sarà divertente, vedrete…..

DUE: morta l’ennesima donna dopo aver abortito con la RU486, ma oramai non importa più niente a nessuno.  Anche in questo caso, ne ho scritto su Avvenire.

TRE: fatalità, stavolta che il Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede – difficile pensare che l’abbia fatto in disaccordo con il Papa, che ne dite? – ha ribadito la dottrina della Chiesa su matrimonio, risposati e sacramenti, i giornaloni non ne hanno parlato. Tace Repubblica, tace il Corriere, tace Scalfari, e pure Odifreddi, per non parlare della compagnia cantante che in questi mesi si è impegnata su tutti i fronti a dipingere un Papa che avrebbe fatto chissà quali rivoluzioni dottrinali. Ecco, vogliamo leggere adesso, e trarne le conclusioni?

Tutti a sottolineare le differenze fra Francesco e Benedetto, come se nel passato i Papi fossero stati fotocopie l’uno dell’altro. A proposito di continuità, che dire di Paolo VI e Giovanni Paolo II? E Pio XII e Giovanni XXIII? Difficile pensare persone più diverse. Eppure hanno tessuto la medesima trama, partecipato allo stesso disegno, concorso tutti alla costruzione della stessa Chiesa, ognuno con la sua persona, e con i talenti che Dio gli ha dato. E così sarà anche per Papa Francesco, con le sue scarpe nere, con la veste bianca e il suo “Buongiorno” e “Buonasera”. 

Manif, legge 40, matrimonio

tre segnalazioni:

1. Grandi!!!! Le "Sentinelle in piedi" italiane - come i Veilleurs francesi contro il matrimonio omosessuale - contro la legge sull’omofobia hanno manifestato in diverse città, ecco qua le foto da Milano

Perché è meglio morire in piedi che vivere in ginocchio

2. Quando si parla di legge 40, per le sentenze dei giudici cambiano i criteri. due pesi e due misure. Di seguito un mio commento su Avvenire, giovedì scorso. 

3. Il matrimonio, questo sconosciuto. È ufficiale: chi si sposa è minoranza. Almeno negli Usa e in Gran Bretagna, e il fenomeno è in espansione. Su Repubblica.

pensieri notturni

Settimane intense e piene, difficile commentare tutto come si dovrebbe, per ora solo due pensieri.

UNO: ennesima strage di migranti. Il problema non può essere solo dell’Italia: è tutta l’Europa che se ne deve far carico. Pensare che il nostro paese possa accogliere dignitosamente, da solo e senza aiuti,  tutti i profughi del mediterraneo è una pia illusione che non risolve niente, anzi. Perché i paesi europei, con la Merkel in primis, girano la testa dall’altra parte quando non si parla dei nostri conti e della nostra economia? Che ce ne facciamo di un’Europa come questa?

DUE: quel che è successo ieri all’interno del PdL è stata innanzitutto un’iniziativa dei politici cattolici, che NON hanno tradito Berlusconi, ma hanno semplicemente deciso che per il bene dell’Italia questo governo – non il migliore possibile, ma il migliore a disposizione adesso – deve andare avanti e avere il tempo di traghettarci fuori dalla crisi. Ad essere sconfitti sono stati i falchi (per lo più laiconi: v. Bondi, Capezzone, Verdini, Galan), cioè quelli che, dentro il PdL hanno come obiettivo impadronirsi del partito ora che il ruolo di Berlusconi non potrà che essere marginale. Con elezioni immediate, un Pdl anche ridotto all’8% è sufficiente a mantenere i loro seggi in parlamento, con il porcellum (basta mettersi ai primi posti in lista).

Questo tanto per rispondere, con i fatti e non con le chiacchiere -  magari fatte da comode redazioni di giornali, e pure profumatamente pagati per editoriali su commissione - a quelli che amano definire  “servi” e “camerieri” di Berlusconi i politici del PdL.  E anche per rispondere, con i fatti e non con le parole, a chi per anni ha continuato la noiosa litania sull’irrilevanza dei cattolici in politica (parlando evidentemente innanzitutto per se stesso).

Sacconi, Roccella, Calabrò, Quagliariello, Alfano, Lupi, Formigoni, Giovanardi…devo continuare? Sono tutti cattolici. A differenza di Fini e Casini, non se ne sono andati rinnegando il loro passato e attaccando personalmente Berlusconi: hanno condotto una battaglia politica a testa alta, apertamente e lealmente, mettendoci la faccia e continuando ad essere berlusconiani, anche se “diversamente” – come ha detto Alfano. Hanno convenuto insieme che l’Italia ha bisogno di un governo, adesso, e non di elezioni, sono andati fino in fondo affrontando una durissima battaglia interna (che ancora non è finita) e rischiando personalmente tutta la loro carriera politica, senza mai rinnegare il loro leader, al quale però hanno chiesto di sostenere quel governo che proprio lui aveva tanto voluto.  Possiamo dire che ieri è nato un nuovo PdL, a netta impronta cattolica e liberale.