Agosto 2013

Vite in vendita - Uteri in affitto

 

Vite in vendita- uteri in affitto. Avvenire ha aperto un’inchiesta sul mercato dei figli. Ieri un mio pezzo, sul fenomeno in India, e oggi la seconda puntata, sul traffico russo.

Di seguito due box interni, sempre nella pagina di Avvenire ieri sull’India, che non sono riportati nel link:

1.     A te il denaro. A me il bebè: dramma dopo il parto

Dall’inchiesta emerge che il momento peggiore nell’esperienza di una madre surrogata è proprio quello in cui si abbandona il neonato, nonostante durante tutta la gravidanza si sia sentita dire che quello non è suo figlio, ma di chi lo ha pagato. “Ripetevo a me stessa: questi non sono i miei bambini, questi non sono i  miei bambini”,  ha raccontato al Washington Post la ventiquattrenne Komal Kapoor, una madre surrogata che vive in uno slum di New Delhi. Dopo aver partorito due gemelli “molto belli, con la pelle chiara e i capelli neri” ha ricevuto da una coppia americana 8000 dollari, con cui vuole assicurare un futuro a sua figlia: normalmente lei guadagna 54 dollari al mese, in una ditta di abbigliamento, e suo marito 85, trafficando con la spazzatura. Chi commissiona il figlio è solitamente una coppia occidentale e benestante, in cui la donna ha più di 40 anni, entrambi con un titolo di studi elevato e un lavoro stabile, che vogliono un bambino ad ogni costo e che si sono decisi a ricorrere a questa pratica dopo aver conosciuto storie analoghe di altre coppie. La maggior parte è decisa ad abortire se il bambino “non corrisponde alle attese” – cioè se presenta anomalie.

2.     Il “listino”.

Vuoi i tratti caucasici? 10mila dollari in più

Interessanti i prospetti per la maternità surrogata:  è il caso del sito newlifeindia.com, che offre pacchetti completi e dettagliati.

Innanzitutto i costi sono diversi a seconda che si debbano acquistare o meno anche gli ovociti, ed il prezzo dipende dalla popolazione di provenienza: gli ovociti indiani sono meno costosi di quelli caucasici. Proprio di recente in un articolo su The Times of India  si spiega come siano gli stessi indiani a chiedere, nelle cliniche, “donatori” di gameti con la pelle chiara. “Siamo così grati che nostra figlia Vani sia bianca come il latte”, dichiara al giornale una coppia che ha cercato “donatori” con la pelle più chiara della propria, perché “non si può negare che è più facile far sposare ragazze con la pelle chiara”.

La scelta degli ovociti – donne indiane o caucasiche -  va discussa a parte con il “program manager”, fermo restando che per la caucasica c’è un costo addizionale di 10.000 dollari.

I pacchetti di maternità surrogata comprendono anche offerte con due madri surrogate in contemporanea, differenti a seconda che il risultato finale sia di una o due gravidanze confermate, cioè se si vogliono uno o due figli. Il pagamento viene effettuato in quattro rate: la prima alla selezione della donna, e include anche le “spese di trasporto della surrogata” (400 dollari, per la precisione); la seconda prima della fecondazione in vitro, la terza alla conferma della gravidanza e la quarta dopo il parto.  Il totale è di 28.550 dollari se il bambino è uno, che diventano 42.200 se invece se ne commissionano due (insomma, per due insieme c’è lo sconto).

Sono anche indicati eventuali costi “incidentali”, per servizi aggiuntivi, non previsti: oltre alla ripetizione dei tentativi di trasferimento degli embrioni, una gravidanza gemellare costa 1000 dollari in più, mentre per una riduzione embrionaria selettiva se ne pagano solo 500. Se la madre surrogata dovesse perdere l’utero, si prevede un compenso aggiuntivo di 1500 dollari, e se invece il bambino nascesse prematuro ci saranno costi proporzionati alla sua permanenza nei reparti di terapia intensiva.

Non faremo la fine della DC

Non faremo la fine della DC. Urge uno scatto di orgoglio e di consapevolezza, e di seguito spiego perché.

Uno degli articoli de “Il Fatto” in prima pagina oggi titolava “La lunga vittoria del pm De Pasquale da Bettino a Silvio”. Il pm De Pasquale è quello che aveva detto a Gabriele Cagliari, ex presidente di ENI, un indagato di Mani Pulite sbattuto per quattro mesi in galera preventiva, che lo avrebbe scarcerato, e invece il pm se ne andò in ferie lasciandolo dentro. Cagliari si suicidò, lasciando una lettera molto commovente e altrettanto chiara, che invito tutti a leggere, tanto per rinfrescarsi le idee. De Pasquale venne indagato e chiaramente ne uscì pulito, la colpa non era la sua (non hanno potuto dire che Cagliari era morto di freddo, perché era estate).

Che la magistratura italiana sia un problema, anzi, IL problema del nostro paese, è una questione oramai acclarata, che conoscono anche i bambini dell’asilo. Da vent’anni la magistratura italiana – e adesso basta col dire che è la minoranza: anche se fosse, siccome la maggioranza è silente e connivente, si tratterebbe comunque di una minoranza decisiva e che agisce come fosse maggioranza – ha deciso che siamo governati da delinquenti, dicendo di conseguenza che gli italiani sono stupidi, perché questi delinquenti che ci hanno governato ce li siamo scelti noi – da Andreotti a Berlusconi passando per Craxi – e fortuna loro, i magistrati, che “correggono” gli errori degli elettori italiani e decidono loro chi è bene che ci governi. E guarda caso, sono sempre i rappresentanti dei moderati a essere colpiti.

Tutto questo è inaccettabile.

Una magistratura che decide che l’industria siderurgica europea se ne esce dall’Italia e se ne va all’estero (v. caso ILVA di Taranto) oppure che, con trecento ordinanze decide che trattamenti non sperimentati secondo la legge vadano comunque somministrati a pazienti di tutti i tipi (v. caso Stamina), e via dicendo.

Tra parentesi, se passasse la legge sull’omofobia così come è scritta adesso, sarebbero questi giudici a decidere se un’opinione personale su omosessualità e matrimoni gay è mera opinione o reato punibile penalmente. Perché questo succederebbe se passasse la “clausola di salvaguardia” che alcuni parlamentari pensano risolutiva per la legge stessa. Cioè sarebbero una Boccassini o un De Pasquale a decidere se uno che cita San Paolo è da mettere in galera oppure no. Sarebbero la Boccassini, De Pasquale, o i giudici del caso Englaro, o i magistrati che sfornano sentenze a raffica per abbattere i limiti della legge 40. Siamo sicuri di volere tutto questo? Io no.

Non so cosa succederà al governo. Ritengo che una caduta del governo adesso sia un disastro per il paese. Ma non so cosa succederebbe se lasciassimo ancora una volta che i soprusi della magistratura passassero senza colpo ferire. (A proposito: premio Speedy Gonzales alla Cassazione, che ha velocizzato persino gli adempimenti burocratici, per la sentenza del puzzone, complimenti!!!!).

Abbiamo già avuto un miracolo: quando DC e PSI sono stati distrutti a colpi di sentenze, e noi moderati eravamo senza più riferimenti politici, l’arrivo di Berlusconi ha fatto argine. Adesso un altro Berlusconi non c’è a salvarci dai giudici. Dobbiamo salvarci noi. E dobbiamo mettercela tutta. Non faremo la fine della DC.