Maggio 2013

Manif a Parigi e unioni gay

La manifestazione a Parigi contro il matrimonio gay è stata splendida. Altro che 150.000, erano un milione, guardate le foto. La spianata des Invalides (circa otto ettari!) era stracolma: come si fa a negare l’evidenza?

Eugenia Roccella ha partecipato alla manifestazione, è stata invitata dagli organizzatori a parlare sul palco, potete leggere qui il suo intervento, e sulla sua pagina Fb trovate le foto della Manif. Ai manifestanti, dal palco, ha dichiarato: “Sono fiera della vostra battaglia che è anche la mia, perché è quella di un’Europa che non vuole tradire la sua cultura e le sue radici cristiane”.

Una manifestazione strepitosa, coloratissima, strapiena di famiglie e soprattutto di giovani, e di energia. Una manifestazione laica – niente preti all’orizzonte – pacifica e democratica. Non si fermeranno qua, anzi, non ci fermeremo qua.

Intanto in Italia il dibattito sull’argomento si è riaperto: prendendo spunto da una lettera pubblicata su Repubblica, e firmata da un minorenne omosessuale (che evidentemente per definizione va ascoltato con maggiore attenzione di quella riservata a una minorenne eterossessuale, che magari viene bullizzata e spinta al suicidio), ecco, prendendo spunto da questa lettera l’on. Bondi, del PdL ha pensato bene di attaccare esplicitamente Eugenia Roccella (oramai per lui è diventata una fissazione), e quanti, dentro il suo partito, sono contrari al riconoscimento delle unioni omosessuali.

Sono con lui i soliti laiconi, cioè Galan e Capezzone, mentre un Giovanardi piuttosto confuso ha confermato di aver presentato un progetto di legge sull’argomento. Contro il riconoscimento delle unioni omosessuali si sono dichiarati Maurizio Sacconi, Gasparri, la Saltamartini e Pagano, tutti del PdL.

E mentre il dibattito si accende dentro il PdL, silenzio tombale da parte degli altri – pochi ma ben noti – cattolici in parlamento. Calma piatta dalle parti di Scelta Civica (da Sberna a Marazziti passando per la Binetti e Buttiglione, non si è sentito volare una mosca), nessun segno di vita neanche dai pochi resti cattolici del Pd. Dove è andata a finire la trasversalità dei cattolici in politica? Silenzio pure fuori dal parlamento: in due giorni neanche un comunicato da parte dell’associazionismo ufficiale. Vedremo se ci saranno segni di vita la settimana prossima.

Ma sarà bene darsi una svegliata, perché stavolta non si può certo dare la colpa a Berlusconi, se poi certe posizioni sono in minoranza in parlamento, visto che oramai solo una parte del suo partito le segue, grazie ad una miope campagna moralista dei mesi passati, che sta mostrando adesso i suoi risultati.

Negli ultimi due anni una parte del mondo cattolico ha preso le distanze da Berlusconi, per via dei suoi presunti comportamenti privati, ritenendoli inaccettabili proprio per i cattolici, confondendo giudizi sul privato e nelle scelte pubbliche (nonostante le sempre chiarissime parole in merito, ad es., del Card. Camillo Ruini) e prendendo a calci la buona politica fatta dal PdL proprio in ambito dei cosiddetti "temi eticamente sensibili".

Il meraviglioso risultato è stato l’indebolimento dei cattolici del PdL e la scomparsa di una presenza viva dei cattolici negli altri schieramenti. Pochi quelli eletti, e pure silenti.

Meditate gente, meditate.

scosse di assestamento

Scosse di assestamento in politica: il nuovo governo, nonostante tutto, sembra reggere. Lo speriamo, perché un suo crollo, adesso, sarebbe un disastro per il paese. La politica ruota tutta intorno alle iniziative di riforma istituzionale, a quelle per far ripartire l’economia, e per rianimare il mercato del lavoro, in forte sofferenza. Ed è giusto che sia così.

Attenzione, però: il fatto che l’azione di governo riguardi essenzialmente le riforme istituzionali, i temi economici e il lavoro, non significa che intanto non succeda nient’altro.

E’ bene ricordare che mentre il governo, come abbiamo già scritto, è sostanzialmente un monocolore democristiano con qualche innesto esterno ed è intenzionato ad affrontare solo le riforme condivise, e a non mettere sul piatto iniziative divisive (dalle coppie di fatto alla revisione della legge 40 al fine vita, tanto per rinfrescare le idee), nel parlamento i cattolici sono in minoranza, in assoluta minoranza, a differenza di quello eletto nel 2008.

E siccome le proposte di legge possono essere presentate anche e soprattutto per iniziativa parlamentare, intorno ad alcuni provvedimenti si possono creare maggioranze, indipendentemente dagli orientamenti governativi.

Tanto per fermarci alle cronache degli ultimi giorni: la recentissima giornata contro l’omofobia si è trasformata nella giornata nazionale per la richiesta del riconoscimento delle unioni di fatto.  Pareva fosse quella un’emergenza nazionale. Tanto che parlamentari come Eugenia Roccella e Maurizio Sacconi sono intervenuti per mettere i puntini sulle i. Qua la dichiarazione della Roccella , e qui quella di Sacconi.

Noi stiamo ancora aspettando che qualcuno ci spieghi quali sono i “diritti negati” alle persone che convivono. Finora nessuno ne ha trovati. Sappiamo bene, invece, che una qualsiasi legalizzazione di “unioni di fatto” interessa solo agli omosessuali ed è un ponte per un inevitabile, successivo, riconoscimento del matrimonio gay.

Ma se nel parlamento si avviasse la discussione intorno a una legge sul riconoscimento delle convivenze, sarebbe facile formare una maggioranza a favore: basterebbe mettere insieme Pd e grillini, a cui si aggiungerebbe qualche laicista fra PdL e Scelta Civica.

Tra l’altro, proprio in questi giorni Grillo ha serenamente dichiarato “noi siamo la vera sinistra”, e ha spiegato che i sostenitori del M5S hanno “le stesse idee degli elettori di sinistra”.

Altra notizia, quella della creazione di linee staminali cellulari embrionali umane per clonazione. Potete leggere qua l’editoriale che ho scritto a proposito su Avvenire.

Insomma: attenzione a non abbassare la guardia.

E non perché siamo fissati. Ma perché siamo al tempo della questione antropologica: mentre in primo piano ci sono l’economia, la finanza, le istituzioni che cambiano, sullo sfondo, ma sempre presente, c’è il sovvertimento delle relazioni fondanti la nostra società, che sta stringendo l’Italia in un vero e proprio “assedio antropologico”. Pensare che tutto questo sia secondario rispetto alla crisi economica, oppure che non ci saranno minacce in parlamento, è una pia illusione.

Pensiamo veramente che per una società sia indifferente avere o meno matrimoni gay, fecondazione assistita senza regole, suicidio assistito su richiesta, e via dicendo?

Al contrario: dobbiamo approfittare di questa “tregua governativa”, sempre vegliando attentamente sull’attività del parlamento, per consolidare il nostro pensiero in merito ai nostri tempi, che potremmo chiamare, più in generale, quelli dell’ecologia umana.

Siamo sicuri – tanto per fare qualche esempio – che la faccenda della violenza sulle donne (e sui bambini, direi) sia estranea a tutto questo? Siamo sicuri che tutta questa esasperazione dell’autodeterminazione, e del “diritto ad avere dei diritti” contribuisca alla costruzione di una società solidale? Quale welfare si può costruire se si pensa che non tutte le vite umane sono degne di essere vissute?

Restiamo all’erta!

Socci, Mieli, Card. Ruini

Venerdì 10 maggio 2013, ore 17.30

Aula Magna Giovanni Paolo II Pontificia Università della Santa Croce

Piazza di S. Apollinare 49 ROMA

PRESENTAZIONE del libro

LETTERA A MIA FIGLIA - Sull'amore e la vita al tempo del dolore 

di Antonio Socci

con l'autore intervengono

PAOLO MIELI

S. Em. Card. CAMILLO RUINI

modera Roberto Fontolan

trentuno, sono trentuno

La notizia principale oggi è chiaramente il TRENTUNESIMO (si 31, 31, 31, e ancora 31) SCUDETTO alla Juve!!!!!!!!!!! GRANDISSIMA!!!!!!!!!!!

Crepate invidiosi.

E passiamo a notizie secondarie.

Per esempio al capolavoro di Micaela Biancofiore, che ha rischiato di essere il sottosegretario con l’incarico più breve della storia della repubblica, facendosi nemici sia le associazioni gay che i cattolici.

Le prime si sono sentite offese per alcune sue dichiarazioni tipo “i gay si autoghettizzano”, e gli altri, cioè noi, abbiamo letto esterrefatti una sua intervista in cui lei dice no ai matrimoni gay, ma si a una legge sulle unioni civili, perchè questa sarebbe la linea di Silvio Berlusconi (nel programma del PdL non c’è neanche una parola a riguardo) e "le elezioni le ha vinte Silvio, non la componente cattolica del Pdl".

Più veloce della luce,  Enrico Letta le ha ritirato le deleghe alle pari opportunità. Lo ha fatto perché lei è stata inopportuna, nel modo in cui in generale ha affrontato la faccenda: tra l’altro, mai Enrico Letta, nel programma del suo governo, ha minimamente accennato a una legge sulle unioni civili. I giornali, però, hanno raccontato una storia diversa: il ritiro delle deleghe sarebbe dovuto solo alle frasi omofobe della Biancofiore. Come a dire: attenzione alle dichiarazioni sui gay: se non sono allineate al politicamente corretto, sono guai.

Interessante, poi, il post di Sandro Magister sul sottosegretario agli Esteri, Mario Giro, targato Sant’Egidio, la quale Sant’Egidio pare aver combinato pasticci vari proprio sul fronte delle mediazioni di alcuni conflitti, che cerca di “vendersi” come successi.