Febbraio 2013

l'addio

"Dove state andando, padrone?" gridò Sam, benchè avesse finalmente capito quel che stava succedendo.

"Ai Rifugi, Sam", disse Frodo.

"E io non posso venire"

"No, Sam. Non ancora, comunque, non oltre i Rifugi. Benché sia stato anche tu Portatore dell'Anello, per poco tempo. Forse verrà la tua ora. Non essere troppo triste, Sam [...]."

"Ma", disse Sam, e le lacrime incominciarono a sgorgargli dagli occhi " credevo che anche voi voleste godervi la Contea, per anni e anni, dopo tutto quello che avete fatto".

"Anche io lo credevo, un tempo. Ma sono stato ferito troppo profondamente, Sam. Ho tentato di salvare la Contea, ed è stata salvata, ma non per merito mio. Accade sovente così, Sam, quando le cose sono in pericolo: qualcuno deve rinunciare, perderle, affinchè altri possano conservarle. Ma tu sei il mio erede: tutto ciò che ebbi e che avrei potuto avere io, lo lascio a te; e poi tu hai Rosa, ed Elanor, e verranno anche il piccolo Frodo e la piccola Rosa, e Merry e Cioccadoro e Pipino, e forse altri che ancora non vedo. Le tue mani e il tuo cervello saranno necessari dappertutto. [...].

Coraggio, ora cavalca con me!"

JRR Tolkien

fermo restando

Fermo restando che siamo l’unico paese al mondo in cui chi arriva primo alle elezioni perde e vincono quelli arrivati dopo tranne l'ultimo, e comunque nessuno governa;

fermo restando che lunedì pomeriggio quando si sono visti i primi dati veri e abbiamo capito che non era un sogno, a casa mia i telefoni hanno cominciato a squillare, è arrivato un vicino con vino e patatine e abbiamo stappato la bottiglia e tutti insieme abbiamo brindato felici, alle sei del pomeriggio, con un bicchiere in mano e nell’altra il telefonino, perché è sempre bello e rinfranca l’anima vedere la sinistra che perde;

fermo restando che Gianfranco Fini che amministra il patrimonio di Gaucci (l’ex della sua compagna Tulliani) dalla panchina dei giardinetti è il trionfo della giustizia e dà speranza per il futuro dell’umanità;

fermo restando che la probabilità che cadessero un meteorite in Russia e un fulmine a San Pietro (tra l’altro subito dopo la rinuncia del Papa) era comunque superiore alla resurrezione politica di Berlusconi;

fermo restando che quando vedi e senti i consiglieri di Bersani, per esempio Gotor (ma dove lo hanno rimediato?) ma pure la Moretti e i cosiddetti giovani turchi, pensi che il compagno Napolitano al confronto è un giovane, moderno e brillante riformista, e comunque capisci finalmente perché per il Pd è andata a finire così;

fermo restando che leggendo Andrea Riccardi che ricorda a tutti che lui a scanso di equivoci comunque non si è candidato e adesso “io torno alle mie cose, alla società civile, alla cultura, a occuparmi della pace”, capisci perché per Monti è andata a finire così;

fermo restando che è oramai scientificamente provato che la Merkel porta male e che i politici tedeschi sono antiitaliani;

fermo restando che l’UAAR (unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti) ha subito diramato un comunicato festeggiando il parlamento più laico dagli anni ‘70, il che la dice lunga sui risultati di Todi1+Todi2 etc., nonostante le poltrone che alcuni di quei protagonisti hanno conquistato;

fermo restando che è veramente divertente assistere allo spettacolo di Bersani&Vendola che dicono “mai con Berlusconi, apriamo a Grillo” e quello gli sbatte la porta in faccia e li accusa di essere “stolker” politici (cioè di essere molestatori insistenti);

fermo restando che tutti questi schifati da Berlusconi impresentabile, assisteranno impotenti alle consultazioni di Grillo e Casaleggio con il compagno Napolitano;

ecco, fermo restando tutto questo, chi si opporrà al governissimo PdL+Pd per fare le riforme necessarie per cercare di diventare un paese normale (cioè la riforma costituzionale e dell’architettura istituzionale, poi quella elettorale, nell’ordine, senza perdere tempo sullo stipendio dei parlamentari, please, che quello non salva l’economia del paese), e poi tornare a votare, insomma, chi si opporrà al governo costituente si prenderà la responsabilità storica dello sfascio del paese.

abbiamo visto cose che voi umani......

In un futuro lontano potremo forse dire ai nostri nipoti: a quella campagna elettorale del 2013, dopo la profezia dei Maya sulla fine del mondo, io c’ero, e abbiamo visto e udito cose che voi umani non potete neppure immaginare……

Oggi ne abbiamo sentite di tutti i colori.

Per Monti è stata una giornataccia. Stamattina ha cominciato con Emma Bonino, dichiarando candidamente quel che pensa e cioè:

(da TMNEWS): "Emma Bonino sarebbe una candidata molto buona al Quirinale": lo ha detto a Radio Anch'io il leader di Scelta Civica Mario Monti ricordando che "in Commissione Ue insieme abbiamo fatto un ottimo lavoro. E' una di quelle persone di cui ce ne vorrebbero di più". E tanto per gradire, ha aggiunto: E' necessario "un rafforzamento" dei diritti delle coppie gay, ma "l'adozione e' un passo ulteriore al quale la mia coscienza non si sente preparata". 

Poi qualcuno probabilmente gli ha fatto notare che il Pd ha perso il Lazio candidando la Bonino, ed era quella volta che ha vinto il PdL che la lista neanche ce l’aveva, e quindi Monti è tornato precipitosamente sui suoi passi e si è corretto, al video forum di Repubblica ha dichiarato:

(da DIRE): Bonino e' la candidata di Monti al Quirinale? "No, assolutamente no. Ho detto che ho un candidato, non e' donna, conosce bene quel palazzo dove ha esercitato l'altissima funzione di presidente di repubblica ed e' Giorgio Napolitano, che puo' sembrare una persona anziana ma sappiamo tutti che non lo e'". Cosi' Mario Monti torna sul nodo Quirinale e dice che voterebbe Napolitano "con vera gioia".

La ciliegina sulla torta poi l’ha messa Mario Mauro, europarlamentare e candidato al Senato per la lista Monti, che stasera all’agenzia AGI ha dichiarato:

"Ci sono tante personalità che si possono indicare per la carica di presidente della Repubblica e la proposta di nominare una donna va benissimo. A mio avviso però un'ottima candidatura sarebbe quella di Andrea Riccardi, ministro dell'Integrazione nel governo Monti e apprezzata figura istituzionale, nonché uomo del dialogo tra varie religioni, culture e forze partitiche, storico delle persecuzioni cristiane e uomo di frontiera, vicino ai sofferenti e ai poveri con il suo impegno nella comunità di Sant'Egidio".

Ricapitolando: Monti stima tantissimo la Bonino, magari ce ne fossero, come lei, ma poi no, è meglio Napolitano che pare vecchio ma lo sanno tutti che non lo è, un vero giovanotto, insomma, e Mauro folgorato sulla via di Sant’Egidio lancia appassionatamente la candidatura di Riccardi…..ma che si fumano, quelli di Scelta Civica?

Non basta. Sempre Monti è riuscito addirittura a farsi smentire dalla Merkel.

Stamattina il Prof., ospite di “Adnkronos confronti” ha dichiarato :  'La Merkel teme l'affermarsi di partiti di sinistra soprattutto in un anno elettorale per lei' e 'credo che non abbia nessuna voglia di vedere arrivare il Pd al governo'.

E’ chiaramente successo un putiferio. Tanto che dopo poco le agenzie si sono precipitate a rilanciare un’intervista della Merkel al giornale tedesco Straubinger Tagblatt, e segnalato via twitter dal suo portavoce. La Merkel, bontà sua,  ha specificato: "Spetta agli italiani scegliere il proprio governo. Io non mi immischio con consigli o raccomandazioni. La Germania e l'Italia sono Paesi amici e partner e siamo pronti a collaborare costruttivamente insieme a qualsiasi governo italiano" esca dalle urne.

Intanto si è scoperto che Oscar Giannino, quello della lista “Fare per fermare il declino”  non ha le due lauree che comparivano in rete nel suo curriculum, e quindi non poteva aver superato gli esami da magistrato come invece era andato dicendo (un posto che poi, secondo lui, aveva rifiutato), e non ha preso mai nessun master in economia a Chicago come aveva detto pubblicamente. E chissà quante altre cose si sarà inventato….ma che gli è venuto in mente?

E intanto Bersani smacchia giaguari, si prepara a riconoscere unioni gay e a cambiare la legge 40, Grillo vuole sfasciare tutto, e il più sano, nonostante tutto, continua a essere Berlusconi. Il quale, a scanso di equivoci, ha rilasciato una lunga intervista al settimanale Tempi in cui parla chiaramente del suo programma di governo, chiarendo la linea di partito anche sui temi etici.

per il Papa, elezioni e cattolici di rito montiano, Card. Caffarra

Stiamo accompagnando gli ultimi giorni di pontificato di Papa Benedetto, innanzitutto con la preghiera, per lui e per il Papa che verrà. Molte le iniziative, per esempio questa per il 27 febbraio a Roma, o anche l'appuntamento a San Pietro domenica prossima per l'ultimo angelus. Ne riparleremo.

E si stanno avvicinando le elezioni, mentre certa magistratura italiana è impegnatissima nel cercare di seppellire il mostruoso latrocinio del Monte dei Paschi di Siena – la banca da sempre sotto l’ala del PCI-DS-PDS-PD – nascondendolo dietro un mare di arresti e scandali di persone del centro-destra. Ma anche su questo torneremo, perché c'è una sproporzione pazzesca fra Mps e il resto, come quantità e qualità degli scandali, che non si equivalgono affatto.

Intanto la Germania e Obama trattano gli italiani da sudditi (o da scemi) cercando di convincerci che solo con Monti le cose andranno bene. E il compagno Napolitano conferma. Tanto valeva darci una scheda precompilata, no?

Il quale Monti si sta preparando a governare con Bersani&Vendola. Bersani ha già detto che sarà lui a dirigere il traffico, fra Monti e Vendola al governo. Interessante, per questo, l’intervista di oggi su Avvenire ad Andrea Riccardi, braccio destro di Monti: innanzitutto parla di misure economiche a sostegno della famiglia e richiama alla definizione di famiglia della nostra costituzione. Interessante, dicevo, perché è stato proprio il cattolico di rito montiano Andrea Riccardi, in quanto ministro con deleghe alla famiglia, a togliere questi due punti (precisamente il fattore famiglia insieme al riferimento alla costituzione) dal piano famiglia redatto dal governo precedente, precisamente da Giovanardi e Roccella. Sarebbe interessante, quindi, chiedergli perché li ha tolti, visto che adesso li vuole rimettere.

Tutto da leggere, poi, il passaggio che segue:

Domanda: Eppure, ministro, una delle eventualità è che tra qualche giorno dovrete discutere proprio con Bersani un possibile programma di governo condiviso…ci saranno le unioni gay tra un anno e la legge sull’omofobia tra sei mesi, come dice il segretario PD?

Riccardi: Mi lasci dire che questo chiacchiericcio sulle alleanze non rende merito alla nostra proposta politica. Prima di ogni discorso, vogliamo che gli italiani diano una dimensione elettorale al nostro progetto. E dico una cosa molto chiara: la sera del 25 febbraio noi avremo come punto di partenza e di arrivo una piattaforma irrinunciabile, la nostra agenda riformista. Lo ripeto: è una piattaforma irrinunciabile. E insieme all’agenda noi portiamo un’ipotesi solidissima e credibile di leadership, quella di Mario Monti. Nel merito poi della sua domanda, vale quanto detto dal nostro candidato premier: sui temi etici il potere d’iniziativa spetta al parlamento, non è materia di patti di governo. Quanto all’omofobia, è evidente che ci sono stati casi di violenza e discriminazione inaccettabili.

E quindi, direttamente dalla preziosa bocca di Andrea Riccardi abbiamo la conferma del fatto che ad essere irrinunciabile (ripetuto e specificato) per i cattolici di rito montiano, è la loro agenda riformista, della quale però non fa parte alcun principio non negoziabile. Dei temi etici non se ne parla fra alleati, deciderà il parlamento e ognuno voterà per sé, il che significa che il partito di Monti non farà niente per evitare certe leggi, e tanto meno per mettersi di traverso. Neanche una parola, un ni, una smorfia, un colpo di tosse, niente di niente sui riconoscimenti alle unioni omosessuali (ricordo che il matrimonio gay non è nel programma di governo del Pd, mentre lo sono le unioni di fatto alla tedesca), e poi un si alla legge sull’omofobia. Tutto chiaro, no?

Ma d’altra parte, anche per la legge 40 sulla fecondazione assistita, i cattolici di rito montiano non si sono certo fatti venire l’ernia dagli sforzi per difenderla. Ne ho scritto dettagliatamente su Tempi, per spiegare quello che sta succedendo, fra linee guida e sentenza europea.

Da ultimo, ma non certo per importanza, segnalo il lucidissimo intervento del Card. Caffarra di Bologna, sui criteri di voto per le prossime elezioni, - Orientamento per il prossimo appuntamento elettorale - tutto da leggere, mi raccomando.

salutiamo Papa Benedetto

Domenica 24 febbraio con la mia famiglia andremo a Roma a salutare Papa Benedetto al suo ultimo angelus. Lo abbiamo deciso lunedì appena i figli sono tornati da scuola, e ci siamo messi tutti a guardare la TV con un groppone in gola, storditi e increduli. Quasi non credevamo ai nostri occhi e orecchie, non riuscivamo a realizzare bene cosa stesse succedendo, e ce lo ripetevamo l’uno con l’altro – si è dimesso? possibile? e perché? - mentre i telefoni squillavano, gli amici chiamavano e tutti eravamo smarriti e confusi come neanche l’11 settembre dopo il crollo della seconda torre in diretta.

E ogni volta che rifacevano vedere le immagini della sua elezione, quell’aprile del 2005  - e chi se lo scorda? Era morto il don Gius, c’era stata l’agonia di Terry Schiavo, e poi i funerali di Giovanni Paolo II, la campagna per il referendum sulla fecondazione assistita, e in tutto questo l’elezione di Papa Ratzinger ci parve una benedizione divina – mi veniva letteralmente da piangere.

Sono ancora frastornata, ma guardare oggi il video della sua udienza, risentirlo parlare e rileggere ancora una volta le sue parole mi ha rasserenato. Benedetto non è solo, e non ci lascia soli.

Sulle motivazioni del suo gesto, che ha già cambiato il corso della storia, abbiamo letto tanto. Sappiamo che la Chiesa contempla questa possibilità, ed è chiaro che la causa è quella che lui stesso ci ha detto: si è reso conto di non avere più il vigore necessario per svolgere bene il suo compito.

Il paragone con Giovanni Paolo II è naturale, così come la domanda: e allora perché Woityla ce l’ha fatta, invece, e non se ne è andato? Non riusciva neanche a parlare!

La risposta è semplice in modo imbarazzante: perché per svolgere il suo compito lui il vigore ce l’aveva.

Evidentemente in quel momento storico Giovanni Paolo II era consapevole che quel che gli era chiesto per svolgere il suo ministero petrino era testimoniare fino in fondo la sua sofferenza, al mondo intero. E lui quella forza ce l’aveva.

Con altrettanta evidenza, quello di cui ha bisogno la Chiesa adesso è qualcosa che Benedetto XVI non ha le energie per fare, e per questo lui lascia.

Probabilmente capiremo meglio il senso di questi giorni man mano che passerà il tempo. Dobbiamo fidarci di Dio. Un po’ come si vede – non voglio essere irriverente, ma per capirci – in un film di Indiana Jones quando Harrison Ford deve attraversare l’abisso passando sul ponte invisibile e allunga il piede a occhi chiusi, sperando con tutto il cuore che il ponte ci sia davvero, e in effetti c’è.

Per ora dobbiamo solo ringraziare Benedetto per esserci stato, in questi anni, e pregare per lui e per il Papa che verrà.

Per questo domenica 24 andrò a Roma, a salutarlo. E spero proprio di incontrare tanti di voi, in Piazza San Pietro, all’angelus.

Intanto linko qua di seguito il breve filmato dell’udienza di oggi. Il calore degli applausi e la serenità nello sguardo mite del grande Papa Benedetto.

Quattro anni fa

Il 9 febbraio di quattro anni fa moriva Eluana Englaro. Non era una malata terminale. Era una gravissima disabile in buone condizioni fisiche, a cui una sentenza di alcuni magistrati, su richiesta di suo padre, ha consentito di sospendere l'alimentazione e l'idratazione, causandone la morte.

La politica italiana ha visto in quei mesi, dal luglio 2008 al febbraio 2009, uno dei suoi momenti più intensi, culminati in quel consiglio dei ministri del governo Berlusconi che approvò il decreto che avrebbe salvato Eluana, dopo che la politica e tanta parte di società civile avevano tentato - inutilmente - ogni strada per impedire l'esecuzione della sentenza.

Sappiamo bene che il compagno Napolitano non volle firmare quel decreto, perchè disse che non ce ne era l'urgenza, mentre Eluana stava morendo. Eluana dunque morì. E' lo stesso compagno Napolitano che un paio di giorni fa, a 87 anni, bontà sua, ha riconosciuto che il comunismo è fallito. Ci ha messo una sessantina d'anni per ammetterlo. Per analogia, non potendo viverne altri 60 per fare una riflessione analoga sulla sua firma mancata in calce a quel decreto, probabilmente non ammetterà mai il suo gravissimo errore. Ma la sua responsabilità rimarrà immutata, insieme a quella di tutti coloro che hanno contribuito alla stesura e all'esecuzione di quella sentenza.

La morte di Eluana è stata una pagina dolorosa e lacerante per il nostro paese, una ferita che è rimasta aperta, e se è vero che un fatto così tragico non va strumentalizzato, è altrettanto vero che il silenzio imbarazzato di tanti, oggi, è comunque ingiusto e sbagliato, e anch'esso una strumentalizzazione.

La morte tragica di Eluana noi la ricordremo sempre. Io la ricorderò per sempre. In quei mesi ero consulente al Ministero guidato da Maurizio Sacconi, insieme al sottosegretario Eugenia Roccella. Quelle settimane, quei mesi, quei giorni, io non li scorderò mai.

Li ricorderò sempre finchè giustizia non sarà fatta, e non sarà riconosciuta pubblicamente la mostruosità di quella sentenza e la tragica ingiustizia di quella morte, a cui non si doveva arrivare.

Su richiesta delle associazioni dei familiari delle persone in stato vegetativo, il governo Berlusconi ha indetto per il 9 febbraio di ogni anno la Giornata Nazionale degli Stati Vegetativi. E' il modo migliore per ricordare Eluana viva, e con lei tutte le persone che si trovano nelle sue condizioni, o molto simili, e le loro famiglie. La politica, la buona politica, non si è fermata quel 9 febbraio 2009, ma ha continuato il suo lavoro, arrivando ad approvare un accordo stato-regioni (maggio 2011) per l'assistenza alle persone in Stato Vegetativo e Minima Coscienza nel quale, oltre a stabilire il percorso di assistenza e riabilitazione, per la prima volta si sono riconosciute proprio le Associazioni dei familiari come interlocutori per le istituzioni. In due anni, fino al 2011, sono stati anche stanziati 140 milioni di euro per queste persone, destinati a "progetti ad hoc". Il Ministero della Salute ha anche pubblicato un libro bianco curato proprio dalle Associazioni dei familiari.

Non sarà mai fatto abbastanza per chi si trova in queste condizioni e per le loro famiglie,  ma Eluana ha acceso un faro su tutti quelli che sono stati colpiti da questa gravissima disabilità, e il modo migliore per ricordare Eluana è non dimenticarsi di loro, e far di tutto per sostenerli.

La legge sulle dichiarazioni anticipate di trattamento, invece, quella per impedire altre morti come quella di Eluana Englaro non è arrivata a buon fine, arenata nel suo ultimo passaggio al Senato con il nuovo governo tecnico. 

Oggi sulla stampa ci sono state due interviste, di due protagonisti di allora: Eugenia Roccella (su Avvenire, potete leggere qua) e Maurizio Sacconi (sul Corriere, potete leggerla qua)

Eluana, sei sempre nei nostri cuori, e non ti dimenticheremo mai.

piccolo pro-memoria

Avvenire 8.2.2013

Piccolo pro-memoria sull'impegno a tutela del matrimonio uomo-donna

Per non ridurci a recitare slogan sul deserto che avanza

Assuntina Morresi

Il nostro Paese ha un primato: nel 2007 per primi abbiamo avuto una imponente manifestazione nazionale a favore del matrimonio fra un uomo e una donna.

Era il "Family Day", animato da credenti e non credenti, uniti nel voler distinguere la famiglia basata sul matrimonio da altre forme di convivenza che riguardano il piano dei rapporti personali, ma che non hanno natura matrimoniale. Lo Stato non può e non deve entrare nel merito degli affetti e del privato dei propri cittadini – se non in presenza di reati, ovviamente – ma ha il dovere di indicare con chiarezza qual è il volto della società che intende costruire e promuovere e per questo la nostra Costituzione, all’articolo 29, parla di famiglia naturale fondata sul matrimonio, intendendolo con chiarezza fra uomo e donna, come ha rimarcato anche la Consulta.

È bene ricordare queste elementari verità, che abbiamo letto ripetutamente, per anni, sulle colonne di Avvenire, adesso che lo tsunami dei matrimoni gay sta investendo il cuore dell’Europa, dalla Francia alla Gran Bretagna, minacciando di stravolgerne le fattezze sociali e le basi antropologiche.

Quando fu convocato il "Family Day" non si parlava di matrimonio omosessuale, ma di riconoscimento di convivenze, anche omosessuali: era in discussione la legge sui "Dico" promossa dal governo di centrosinistra, che i sostenitori dicevano essere una normativa solidale per le «nuove famiglie», che non avrebbe intaccato il matrimonio ma dato tutela a soggetti deboli. Eppure la mobilitazione fu massiccia e immediata, perché – sostenevano i contrari ai Dico – la famiglia è una soltanto, quella della nostra Costituzione, e qualsiasi cambiamento finisce sempre per stravolgerne i connotati, irreversibilmente: una volta modificata a livello istituzionale la definizione di famiglia difficilmente i governi successivi, anche di orientamenti politici differenti, possono tornare indietro, come abbiamo visto per la Spagna, dove il marchio di Zapatero ha lasciato un segno indelebile.

Perché, ha avvertito ieri ancora una volta il presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, «anche solo l’apertura, apparentemente piccola, di una fessura può trasformarsi nell’inizio di una voragine».

La definizione dei cosiddetti "diritti civili" delle coppie omosessuali, e dunque non il riconoscimento di diritti individuali delle persone omosessuali, in realtà è funzionale solo alla legittimazione di queste convivenze, un passaggio intermedio finalizzato al matrimonio gay: si dà tempo all’opinione pubblica di abituarsi alla non differenza sessuale legittimata dalla legge dello Stato (uomo/uomo e donna/donna e uomo/donna sono equivalenti), in attesa del "gran passo" finale, quello appunto delle nozze gay. E infatti in Francia e Gran Bretagna il matrimonio gay arriva dopo anni di riconoscimento normativo delle convivenze "omo", accompagnato da fenomeni mediatici alla Elton John (che tutti ormai pensano "sposato", a dimostrazione della equiparazione già percepita fra convivenza e matrimonio).

I diritti individuali delle persone coinvolte in legami affettivi sono tutelati dalla legge in ambito privatistico, dove già esistono gli strumenti per regolare la condivisione di beni e proprietà – per esempio – e nel quale è possibile inventarne di nuovi, nel caso in cui se ne individuasse la concreta necessità, senza invocare per questo legittimazioni furbesche di unioni simil-matrimoniali.

E intanto ci si sposa sempre meno, in Europa, e nascono sempre meno figli: anche nei Paesi in cui si è investito in politiche per la natalità i matrimoni scarseggiano, le nascite sono aumentate di poco, e i tassi di natalità non raggiungono mai il cosiddetto tasso di sostituzione.

Non è un caso, allora, che lo slogan francese per la nuova legge sia "il matrimonio per tutti", che sa tanto di volantino per le liquidazioni: l’offerta a buon mercato di fine stagione, quella in cui si svuotano gli scaffali prima di chiudere. Non ci si può rassegnare a considerarlo l’ultimo slogan sul deserto demografico che avanza.

qua il link al sito

matrimoni gay ed elezioni

UNO: in Francia e Gran Bretagna, con maggioranze schiaccianti, i rispettivi parlamenti hanno approvato il matrimonio omosessuale dimostrando che il riconoscimento delle unioni di fatto è solo un passo intermedio verso l’introduzione delle nozze gay.

Sia in Francia che in Gran Bretagna, infatti, le unioni civili anche omosessuali erano già riconosciute da tempo (per esempio con i Pacs), ma questo è servito per arrivare al matrimonio omosessuale e non per impedirlo. Per difendere il matrimonio come definito dalla nostra Costituzione, quindi, NON bisogna introdurre riconoscimenti di unioni di fatto. Con il matrimonio gay in queste due importanti nazioni si stravolgono, nel cuore dell’Europa, le fondamenta della natura umana e lo si fa in modo irreversibile: come abbiamo visto per la Spagna da questi provvedimenti NON si torna più indietro.

E quindi OCCHIO alle prossime elezioni. Il governo Bersani & Vendola aprirà a tutto questo, votando loro o chi si prepara ad appoggiarli – come Monti, tanto per essere espliciti (oggi l’ennesima dichiarazione di disponibilità reciproca a governare insieme dopo il voto) - ci si accoda nella stessa direzione. E poi non venite a lamentarvi: su questo blog non ci saranno sconti per nessuno.

DUE: Segnalo l’interessante intervista su Avvenire a Francesco Belletti, Presidente del Forum delle Associazioni Familiari, che, fra l’altro, ha detto a chiare lettere che nel piano per la famiglia approvato dal governo Monti sono spariti il riferimento alla definizione della famiglia così come scritto nella Costituzione, e il fattore famiglia.

Ricordo che è stato il Ministro Andrea Riccardi –  fulgido esempio di politico cattolico di rito montiano - con deleghe alla famiglia, a togliere questi due importanti punti dal piano elaborato precedentemente da Giovanardi e Roccella. Un paio di interessanti aggiornamenti a proposito, oggi, da Sandro Magister: qua il primo e qui il secondo.

TRE: saranno le votazioni al Senato in Lombardia e in Sicilia a decidere il futuro governo in Italia. Se la sinistra – insieme a Monti – avrà abbastanza senatori, avrà i numeri per  governare (alla camera, infatti, Bersani&Vendola saranno autosufficienti, perché il premio di maggioranza va alla coalizione con più voti a livello nazionale). I cittadini di Lombardia e Sicilia sono avvertiti.

QUATTRO: premio la-coscienza-ce-l'ho-a-sinistra-ma-non-lo-posso-dire a Monti (segnaliamo in particolare a tutti quelli che pensano di votarlo)  che ieri ha dichiarato quanto segue:

(ANSA) - ROMA, 04 FEB - ''Credo che in questo come in altri temi dobbiamo andare nella direzione dell'Europa e credo che queste questioni debbano essere piu' oggetto delle coscienze individuali e per quanto riguarda la politica di decisioni prese dal Parlamento''. Cosi' Mario Monti, ospite di 'Rtl 102,5', a proposito del riconoscimento delle coppie gay e piu' in generale dei temi etici. Nel mio schieramento, ha detto il leader di Scelta Civica, ''ci sono sensibilita' diverse, le rispettiamo tutte, poi in Parlamento si esprimeranno. Io ho le mie idee personali ma non voglio condizionare quelle degli altri''.