Gennaio 2013

prolusione, rapporti e striscioni

UNO: ho commentato su Tempi la splendida prolusione del Card. Bagnasco di ieri.Più chiaro di così non poteva essere, quasi la metà del testo dedicato ai principi non negoziabili. Tutta da leggere: il testo intero qua.

DUE: ma altri vescovi si fanno sentire, per esempio Mons. Crepaldi, vescovo a Trieste, con il suo Rapporto sulla Dottrina Sociale della Chiesa nel mondo, scritto insieme a Stefano Fontana, con la collaborazione di tanti esperti italiani e stranieri. Ho avuto l'opportunità di presentarlo proprio a Trieste, sabato scorso.  Questo il sito dell'Osservatorio Internazionale Cardinale Van Thuan, sulla Dottrina Sociale della Chiesa, appunto, che ogni anno segue gli eventi della Dottrina Sociale della Chiesa nel mondo, e che fra l'altro cura il Rapporto annuale. Vale la pena frequentarlo.

TRE: notizie da Parigi. Se vincono Bersani & Vendola, considerando che Monti&C. saranno ben felici di completare la squadra di governo, PURE IO GLI STRISCIONI. E VOI?

NOZZE GAY: FRANCIA; STRISCIONI PER IL NO SUI PONTI DI PARIGI

DISPIEGATI QUESTA MATTINA MENTRE INIZIA DIBATTITO IN PARLAMENTO (ANSA) - PARIGI, 29 GEN - Gli oppositori alle nozze gay in Francia hanno dispiegato decine e decine di striscioni sui ponti di Parigi questa mattina, in concomitanza con l'inizio del dibattito in Parlamento sulla controversa legge sui matrimoni fra persone dello stesso sesso, che potranno anche adottare bambini.
'Un padre e una madre, e' elementare', 'Tutti nati da un uomo e una donna', 'No alla filiazione-fiction', 'Un figlio non e' un diritto': queste alcune delle grandi scritte che si leggono percorrendo questa mattina il Lungosenna.
'E' la liberta' di espressione - ha spiegato la portavoce del collettivo degli oppositori 'Manif pour tous', Frigide Barjot - la liberta' di coscienza. Chiediamo liberta' di voto per i deputati. Vogliamo occupazione, posti di lavoro, non la legge Taubira' (Christiane Taubira, la guardasigilli, ndr).
La portavoce ha detto che sono stati 400 giovani a dispiegare stanotte gli striscioni su 170 fra ponti sulla Senna e cavalcavia sul Peripherique, il raccordo attorno alla capitale.
La stessa Barjot ha invitato alcuni giornalisti su una 'peniche' (chiatta) che naviga sulla Senna per una conferenza stampa, scortata da due gommoni della polizia fluviale. Arrivati all'altezza della Tour Eiffel, gli oppositori che erano con la Barjot hanno dispiegato altri due striscioni, 'per un matrimonio civile' e 'un papa' e una mamma, non c'e' niente di meglio per un bambino'.
I deputati cominciano oggi la maratona per varare il progetto di legge, prima grande riforma di societa' della presidenza di Francois Hollande. Il dibattito dovrebbe durare un paio di settimane, in cui maggioranza ed opposizione sembrano destinate a uno scontro frontale a colpi di emendamenti. Oltre 5.000 sono quelli gia' preparati dalla destra. (ANSA).

campagna elettorale: MPS e liste. cosa voterò.

Ogni giorno ce n’è una.

Lo scandalo del Monte dei Paschi di Siena guasta la festa al Pd, che sicuramente non ci guadagna voti, e peggio sarà se verrà confermata l’esistenza di una tangente mostruosa pagata dal MPS in occasione dell’acquisto della banca Antonveneta (due miliardi di euro, roba che è pure difficile da immaginare talmente sono tanti, questi soldi). Dire MPS, infatti, significa dire PD, perché il controllo della banca, mediante la fondazione connessa, dipende dai poteri locali, tutti rigorosamente marcati PD. Vedremo, nei prossimi giorni, quel che succederà.

Intanto, una certezza c’è: le liste dei candidati alle elezioni. Per quanto mi riguarda, le persone di cui mi fido, quelle che hanno già dimostrato di aver lavorato in parlamento e al governo in questi anni avendo concretamente come priorità i principi non negoziabili – e cioè innanzitutto Eugenia Roccella, e a seguire Maurizio Sacconi, Gaetano Quagliariello, Raffaele Calabrò, tanto per fare i nomi di quelli per me più significativi – sono tutti inseriti nelle liste del PdL, in buone posizioni. Il programma del PdL conferma la linea già tenuta su queste tematiche. Quindi io voterò PdL, consapevole di tutti i limiti delle liste di questo partito, che non sono certo una meraviglia, nel complesso, anzi. Ma quale sarebbe l’alternativa? Votare Monti, che è prontissimo ad allearsi con il Pd, e che non ha una linea sui principi non negoziabili? Con il risultato che, se Monti va ad appoggiare il Pd – come è sempre più chiaro ogni giorno che passa – sosterrà un governo che nei primi cento giorni farà il riconoscimento delle unioni gay sul modello tedesco (come si è sposata la Concia, insomma). E voi, ce li vedete Casini, Cesa, Buttiglione, e quelli della lista Monti dimettersi e far cadere il governo Bersani nei primi cento giorni per andare contro questo provvedimento? Io no.

E intanto segnalo il mio pezzo su Tempi, che hanno opportunamente titolato: i principi non negoziabili non sono bandiere in mano a bigotti

mia lettera al Foglio, oggi

Oggi nella rubrica delle lettere del Foglio potete leggere questa mia. (Per chi non lo sapesse, Olivero è l'ex presidente delle Acli, candidato con Monti).

Il Foglio 23.1.2013

Al direttore,

Lei si chiede “cosa ci ha fatto Mario Monti”, e perché tutti gli augurino un insuccesso elettorale. Faccio parte di quel “tutti”, e le dico la mia. Io speravo lui volesse correre per vincere, raccogliendo intorno a sé la gran parte di gente ancora orientata a votare centro e centrodestra, scommettendo in un nuovo schieramento che accogliesse le tante anime e i tanti orientamenti che in questi vent’anni hanno cercato un’alternativa alla sinistra. Come cattolica, speravo che non si trincerasse dietro un comodo e inutile “rifugio delle coscienze” per i principi non negoziabili, ma dicesse esplicitamente cosa intendeva fare, una volta avesse vinto le elezioni, e mi aspettavo qualche sintonia con me.

Mi trovo invece con Monti che consapevolmente ha escluso l’idea di costruire una grande forza politica – e probabilmente la parte migliore del centro destra lo avrebbe seguito – e si è accontentato di mettere su uno schieramento minoritario ed elitario, che necessariamente non potrà che essere di supporto al vincitore – Monti non ha certamente intenzione di trascinare le folle come capo dell’opposizione a Bersani – che ha messo su un sistema “rigidissimo” di selezionare i suoi “sobri” candidati, per mettere insieme Casini, Fini, sportivi, cattolici, un direttore di siti porno-gay – messo in lista proprio per indicare un segnale di apertura, dice Olivero - e poi gente varia, in un’insalata mista che non sa di niente, a partire dai temi che interessano a me.

Io sono delusa. E perché dovrei votarlo?

Assuntina Morresi

nell'attesa, tre segnalazioni

 

In attesa di conoscere la composizione definitiva delle liste per le elezioni – il termine per la presentazione scade domani sera alle 20.00 - e quindi di capire cosa votare, segnalo tre articoli usciti in questi giorni.

Il primo è un interessante (e divertente) commento di Eugenia Roccella alle dimissioni dalle liste di Monti di Alessio De Giorgi, il proprietario dei siti porno-gay.

Il secondo e il terzo sono miei: un articolo su Il Foglio, titolato "Soluzioni finali" che spiega, attraverso le storie personali, come si sta applicando la legge sull’eutanasia nei paesi dove è ammessa (Belgio e Olanda, nel pezzo), e un commento, su Avvenire, sul numero eccessivo di parti cesarei, e sulla paura di diventare madri.

a proposito della manifestazione in Francia

E’ del tutto irrilevante che siano stati in mezzo milione oppure in ottocentomila i francesi a sfilare a Parigi, ieri pomeriggio, contro i matrimoni gay così ostinatamente voluti dalla sinistra al governo: le foto di una folla immensa e colorata (che comunque farebbero più pensare agli ottocentomila) stanno facendo il giro del mondo, mostrando l’evidenza di una grande manifestazione popolare e trasversale negli orientamenti e nelle convinzioni religiose e politiche, riunita in nome dell’evidenza elementare di essere “tutti nati da un uomo e una donna".

Che questo succeda nella laicissima Francia, patria dei Pacs, mostra quanto poco confessionale sia la battaglia che vuole difendere il matrimonio come istituzione dedicata solamente alle unioni eterosessuali: ostinarsi a confinarla in un recinto cattolico, e magari pure “conservatore”, significa non volerne proprio comprendere l’importanza, e la portata.

Riconoscere l’esperienza umana primaria che ci accomuna tutti, e cioè che ognuno di noi è nato da un uomo e da una donna, e tutelare questo fondamento della convivenza umana con il matrimonio: se quarant’anni fa qualcuno avesse detto che manifestazioni nazionali sarebbero state convocate per difendere tutto questo, in pochi ci avrebbero creduto.

Ma siamo al tempo della questione antropologica, ossia del tentativo di ridisegnare i confini dell’umano, quasi una nuova creazione consentita anche dal susseguirsi delle scoperte e delle applicazioni scientifiche e della biomedicina in particolare. E il matrimonio gay è un passo fondamentale in questa direzione, perché nega la caratteristica basilare dell’umanità, quella di essere costituita da persone sessuate, cioè da maschi e da femmine.

Fin dal concepimento ognuno di noi è stato uomo o donna: mai, neppure nei primissimi attimi dell’esistenza, esiste una vita umana che non sia già definita nel suo essere maschio o femmina (e quando alla nascita il sesso non è chiaramente attribuibile, si parla di patologie). E’dalla unione delle differenze che nasce la vita: con il matrimonio omosessuale si vuole negare questa elementare evidenza, perchè equiparare completamente coppie omosessuali ed eterosessuali e quindi riconoscere a tutte loro, indistintamente, la possibilità di adottare figli o procurarsene attraverso compravendita di gameti, uteri in affitto e via dicendo, significa stabilire per legge una menzogna, e cioè che dei figli possano nascere anche da due maschi o da due femmine, e che quindi non hanno bisogno di un padre e di una madre, distinti.

Altra elementare evidenza dai fatti francesi è che il riconoscimento delle unioni di fatto omosessuali – i Pacs – è stato, in Francia come altrove, solo il passo intermedio che porta inevitabilmente, prima o poi, anche alla legalizzazione del matrimonio omosessuale, con tutte le conseguenze del caso. Ed è importante esserne consapevoli, adesso che in Italia siamo in piena campagna elettorale: l’apertura al riconoscimento delle unioni di fatto tentata dal governo di sinistra presieduto da Romano Prodi, bloccata allora dal Family Day, e attualmente riproposta dalla “ditta” Bersani&Vendola, non può essere sottovalutata da chi ha a cuore la famiglia come definita dalla nostra costituzione, unione naturale fra un uomo e una donna.

E da ultimo, la manifestazione francese sta a dimostrare che è illusorio poter pensare di escludere i temi etici dall’agenda politica: sarebbe come dire che chi si candida a governare intende lasciare alle iniziative dei singoli eletti e alle loro coscienze le politiche sanitarie, o il welfare, o l’ambiente. Semplicemente, non sarebbe neppure preso in considerazione dall’elettorato.

E’ necessario perciò che nei programmi elettorali sia chiara la direzione che i partiti seguiranno in questo ambito: se così non fosse, quei raggruppamenti che non volessero definire una linea politica a riguardo, dimostrerebbero tutta la propria inadeguatezza a governare.

QUESTO COMMENTO E' STATO PUBBLICATO IERI SU L'OCCIDENTALE

 

è successo di tutto

Sono andata una settimana in Germania per lavoro e qua è successo di tutto: dall’annullamento dell’appuntamento di Todi3, all’intervista caustica di Forlani – portavoce di Todi1 – al Corriere, fino alla performance di Berlusconi da Santoro: a questo proposito, mentre ero ancora in giro per Hannover ho cominciato a ricevere sms da amici italiani che stavano guardando la tv, che definire entusiasti è dire poco.

E poi il direttore del sito gay.it nelle liste di Monti (ma non è l’unico omosessuale dichiarato fra i candidati del Prof.), che ha definitivamente archiviato la nobile idea del Prof. che sale in politica, a favore di quella di un politico come tanti altri, né più né meno.

Bisogna essere, però, intellettualmente onesti: è vero che le candidature di noti attivisti del mondo gay, e di loro sostenitori (come Irene Tinagli), annullano di fatto la presenza dei cattolici nelle stesse liste, e confermano quanto già scritto (anzi, non scritto) nell’Agenda Monti, e cioè che i valori non negoziabili non fanno parte del programma politico del Prof. Ma allo stesso tempo una ottima performance televisiva del Cav. non è certo sufficiente – almeno per me – per dargli il mio voto, anche perché il suo successo rafforza oggettivamente quella parte del PdL che ha sempre insistito per il suo ritorno in politica, opponendosi alle primarie, e cioè le Santanchè, i Bondi, i Galan, i Verdini. Tutta gente che non mi rappresenta.

E allora? Allora io aspetto di vedere le liste, innanzitutto. Voglio vedere – e lo dico chiaramente – se e come candideranno Eugenia Roccella, la persona cioè che aveva avuto deleghe specifiche e concrete in ambito di “temi etici”, e poi chi intorno a lei si è ritrovato, cioè Maurizio Sacconi, Gaetano Quagliariello, Raffaele Calabrò, tanto per fare qualche nome.

Per “come candideranno”, voglio dire in quale posto nella lista, visto che sono quelli nelle prime posizioni ad avere le maggiori probabilità di essere eletti.

Se queste persone dovessero mancare, o essere in posizioni “a rischio”, sarebbe un preciso segnale per le politiche del partito.

Poi, voglio leggere il programma.

A quel punto deciderò.

Per ora, qualche segnalazione. Innanzitutto, a proposito di elezioni, il contributo di Antonio Simone su Tempi, per chi ancora non lo avesse letto.

E poi la manifestazione parigina contro il matrimonio gay: è il loro family day, lo hanno fatto oggi pomeriggio ed è stato un successo. Qua potete vedere qualche foto.

Qui invece potete leggere il pezzo di oggi di Antonio Socci, su Libero, che spiega cosa sta succedendo in Francia, sul tema, e chi sono i protagonisti della manifestazione, e qua un pezzo analogo di Nicoletta Tiliacos su Il foglio di venerdì, sullo stesso tono.

una domanda per i cattolici di Todi

Oggi Monti su Sky24 ha dichiarato, rispondendo a una domanda sulle unioni di fatto:

«La dignità della persona va profondamente rispettata. Questi sono temi importantissimi, anche di più delle riforme economiche e sociali. Su questi temi che sono meno urgenti ma non meno importanti, ci sarà credo un grandissimo ruolo del Parlamento e non necessariamente una convergenza».

Allora, visto che il prossimo 10 gennaio i cattolici di Todi incontreranno Monti, mi rivolgo loro pubblicamente e chiedo: su cosa vi confronterete con Monti?

Parliamoci chiaro: per i cattolici in politica il principale banco di prova sono i valori non negoziabili. Per il resto: tutti sono per la crescita dell’economia, nessuno vuole impiccare i poveri, l’inquinamento fa male a tutti. Le ricette per arrivare agli obiettivi condivisi sono diverse, e fanno parte del negoziabile, pur dipendendo anche dalla visione che abbiamo della società che vogliamo costruire, e per questo i valori non negoziabili sono la cornice essenziale di tutto.

Dire, come ha detto Monti, che di certi temi se ne occupa il parlamento, significa che la sua lista si comporterà come l’UdC, e cioè non avrà una posizione come partito, e su questi temi non metterà in gioco le proprie alleanze. E il prossimo parlamento avrà una maggioranza di sinistra – e le liste di Bersani&Vendola sono molto, molto a sinistra – e non dimentichiamo i grillini.

Se la lista Monti non prende posizione su questi temi, e non ne fa condizione per le proprie alleanze, mi dite che senso ha votarla?

Non bisogna confondere la libertà di coscienza dei singoli parlamentari – che c’è sempre stata – con la linea del partito, che, se non c’è, significa che su quei temi il partito in quanto tale non è disposto a combattere. Ci sono ottimi cattolici anche con il Pd, che hanno votato liberamente anche sulla legge sul fine vita, per esempio, ma non per questo io ho votato il Pd. Non voterò l’UdC perché Casini e i suoi hanno già detto che sono pronti ad allearsi con la sinistra, e quindi a sostenere un governo di sinistra, indipendentemente da quello che faranno su questi temi: che me ne faccio della testimonianza dei singoli politici, pur meritoria, se poi il loro partito non fa battaglia, e li lascia soli, in minoranza?

Qualche esempio: la legge 40, all’epoca, è passata perché i partiti che governavano l’hanno voluta e votata. La legge sul fine vita invece si è fermata appena è cambiata la maggioranza, perché questa nuova non aveva nessuna intenzione di impegnare il parlamento su un tema divisivo. E i singoli parlamentari non hanno avuto voce in capitolo, anche se erano tanti a volere quella legge: vi ricordo che al Senato la maggioranza assoluta dei senatori ha chiesto che se ne concludesse l’iter, ma la legge non è mai andata in aula.

Un partito può dire: voto questo provvedimento se tu, partito alleato, voti quello. Le scelte dei singoli parlamentari, invece, sono meno determinanti.

Le scelte dei partiti, insomma, contano moltissimo.

E quindi, se il 10 gennaio fossi insieme a quelli di Todi a incontrare Monti, chiederei: ci dica esplicitamente se intende impegnarsi o no, come lista, in difesa di vita, famiglia basata sul matrimonio fra uomo e donna, libertà di educazione.

Lo chiarisco con la mia solita, ruvida franchezza: qualche foto accanto al Papa e una stampa amica, qualunque sia, non mi bastano per decidere a chi dare il mio voto. 

un bambino non nasce da due donne

Può esistere un bambino con due mamme? No. Da quando esistono gli esseri umani, su questo pianeta, ognuno è nato dall’incontro del seme maschile con un gamete femminile. Un padre e una madre, appunto. Ma all’ospedale di Padova pare non siano più d’accordo su questa elementare verità (tuttora valida, per quanto ci risulta), e hanno deciso di “riconoscere” la convivente di una donna, che ha partorito un figlio in quella clinica ostetrica, come suo “partner”, dandole un braccialetto analogo a quello che usualmente viene dato ai papà, ma con su la scritta “partner”, appunto, invece che “padre”. 

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