Dicembre 2012

Togliatti, il forum delle famiglie e gli asili nido

Un anno fa scrivevo tutto il mio sconcerto per i ringraziamenti del Forum della Famiglie a Mario Monti. Speravo che fosse solo uno sbandamento "una tantum". Ma oggi, dopo aver letto l’intervista dell’amico Belletti su Avvenire, con grande dispiacere di nuovo non sono d’accordo, e non credo sia giusto tacere: c'è troppa confusione, in giro, e non è possibile che l'amicizia e la solidarietà fra cattolici militanti prevalga sulla necessità di fare chiarezza.

Qua tutto il testo dell’intervista, che vale la pena commentare nel dettaglio.

«L’Agenda Monti sulla famiglia è una buona mappa su cui lavorare» premette il presidente del Forum delle associazioni familiari, Francesco Belletti. Nel testo programmatico presentato dal premier, ci sono molte parole d’ordine assai care a chi da anni si occupa di natalità, asili nido, assistenza ai non autosufficienti, conciliazione tra casa e lavoro. «Eppure manca ancora un aspetto per noi fondamentale: il fisco. Su questo, le famiglie italiane hanno pieno titolo per far sentire la loro voce» osserva Belletti.

Se le priorità del forum sono solamente welfare e asili nido, assistenza ai non autosufficienti e conciliazione casa-lavoro, qualcuno mi spieghi che senso ha l’esistenza stessa del forum delle famiglie: tanto vale fare politica attiva nel Pd, o in SEL. E’ noto che i migliori asili nido d’Italia sono in Emilia Romagna, per esempio. E sicuramente SEL è fortemente intenzionata a garantire il welfare così com’è, forse meglio di altre forze politiche. E quale sarebbe il contributo originale del Forum? Chiedere politiche fiscali a favore della famiglia? E basta? Pare di sì.

Eppure anche su quello ci sono delle contraddizioni. Sappiamo tutti che il Forum ha fatto la voce grossa attaccando Giovanardi – che nel governo precedente aveva le deleghe alla famiglia – perché non erano stanziati soldi per il fattore famiglia, cioè il governo precedente non aveva previsto sgravi fiscali alle famiglie per svariati miliardi di euro. Giovanardi aveva approntato un Piano famiglia, che doveva essere oggetto di un accordo con le regioni: il fattore famiglia era previsto nel Piano, da attuare in futuro appena la situazione economica lo avesse permesso.

L’attuale ministro con deleghe alla famiglia, Andrea Riccardi, ha portato il Piano all’accordo con le regioni, togliendo due punti dal testo Giovanardi: il fattore famiglia – che quindi è escluso pure da qualsiasi programmazione futura – e il riferimento alla definizione di famiglia come prevista dalla Costituzione, cioè “naturale” (aggettivo voluto all’epoca da Togliatti, che quindi, buon’anima, è riuscito a fare meglio del fondatore della Sant’Egidio), basata sul matrimonio fra un uomo e una donna.

Uno pensa che il forum sbraiti, protesti, tuoni….e invece? Invece dopo alcune proteste sussurrate, eccolo qua, il seguito dell’intervista al Presidente del forum:

Cosa funziona nella mappa ideata dall’Agenda Monti? E cosa invece non vi convince?

La parte dedicata alla famiglia è in sintonia con le decisioni del Piano nazionale in materia, approvato da questo stesso governo. Si tratta di un disegno organico che riconosce la famiglia come soggetto rilevante del sociale, mettendo direttamente in agenda diverse istanze che da tempo portiamo avanti. Ciò che ancora manca è la collocazione della famiglia come motore di sviluppo, in grado di generare ricchezza dentro la comunità. Quanto al metodo, a tutti chiederemo obiettivi chiari in tempi certi.

Non crede sia decisivo capire con che risorse si faranno determinate politiche?

Non si può valutare un documento come questo sulla base degli impegni di spesa. Siamo davanti a una lista di priorità: per ora apprezziamo sicuramente il riferimento alla creazione di asili nido in una dimensione innovativa. L’offerta di servizi per i bambini più piccoli in futuro dovrà andare al di là delle formule tradizionali, dando impulso a progetti aziendali e condominiali che consentano alle donne di conciliare lavoro e famiglia. Su questi temi, siamo in piena sintonia con il premier.

Non si parla invece di Fattore famiglia...

Questo è il punto. Manca una politica finalizzata all’equità fiscale in ambito familiare, senza la quale non è possibile nessuna ripresa economica. Siamo ancora lontani da questo obiettivo e su questo tema l’Agenda Monti va migliorata e integrata. Non si può parlare di alleggerimento della pressione fiscale solo per imprese e lavoratori. Garantire meno tasse a chi ha più figli è un modo per sanare una grande ingiustizia, non è una questione di welfare.

Se l’orizzonte del premier resta l’Europa, cosa può dire l’Italia in materia di politiche familiari?

Molto, credo. Quando l’Europa difende un modello di sviluppo sociale che mette al centro la persona e difende la natalità, la prospettiva è quella giusta. Penso che, sulla partita della famiglia, avremmo un dna virtuoso da comunicare anche nei palazzi della Commissione europea, a partire dall’identità giuridica della famiglia che va preservata in tutte le sedi.

In questa intervista il Piano Famiglia è attribuito al governo Monti, anziché a Giovanardi, e non si fa nessun cenno alle modifiche sostanziali fatte da Riccardi: l’eliminazione del fattore famiglia non viene menzionata, e non ci sono neanche cenni alla difesa del matrimonio, a meno che non vi si alluda oscuramente con la formula “identità giuridica della famiglia” .

Qua non è questione di appoggio o meno a Monti, a Prodi o a Berlusconi, qua è in gioco il senso dell’esistenza delle realtà dell’associazionismo cattolico: se non sono chiari gli obiettivi da difendere, e da difendere sempre, con qualunque governo e con qualunque ministro, il rischio è di avere atteggiamenti diversi, più o meno accondiscendenti, a seconda delle opinioni politiche del gruppo dirigente di turno. La conseguenza è, chiaramente, la totale irrilevanza: quanto sarà significativa la richiesta del forum di avere più asili nido, in appoggio all’agenda Monti, se è identica alla richiesta di Bersani e se c’è solo quella? E il matrimonio – non dico addirittura religioso, che tanto oramai quello non lo difende più nessuno – ma almeno civile, sta ancora a cuore a qualcuno?

Con un’impostazione del genere non si sarebbe mai fatto il family day: è evidente.

Ma almeno una parolina in difesa del matrimonio, una richiesta di impegno, o almeno – almeno!!!! – di chiarimento sulla posizione sulle unioni di fatto, a chi aspira a “salire” in politica, ce la aspettavamo. Invece qua c’è un appoggio a prescindere. E allora, che senso ha che i cattolici si impegnino in politica? Per chiedere più asili nido?

Monti, le elezioni e i cattolici. Purtroppo.

Mario Monti ha finalmente svelato le sue intenzioni. E io che mi illudevo che diventasse il federatore dei moderati!  Ma lui ha ben altro per la testa. Sostanzialmente ha detto “Non mi candido, ma sono disponibile a essere nominato premier senza essere stato votato”. Interessante no?

E voglio proprio vedere se dà l’OK a mettere il suo nome su qualche lista. Perché se lo mettono, il suo nome, allora sarà contato per i voti che prenderà. Se non lo mettono, allora perché nominarlo presidente del consiglio? Perché ha dato la sua disponibilità in una conferenza stampa? Ma vogliamo scherzare? E che succede, se io faccio domani una conferenza stampa e dò la mia disponibilità a essere nominata ministro? Mi nominano? Mi mettono in una lista speciale, di quelli che sono così bravi che ci sono le schede elettorali precompilate? Ma non ho capito: ci sono le elezioni o la tombola? E visto che è Natale oltre ai numeri si tirano fuori pure i nomi dei ministri e dei presidenti del consiglio?

La legge attuale, tra l’altro, obbliga a mettere nella scheda elettorale  il nome del capo politico della lista o della coalizione di liste. E quindi i centristi chi metteranno, se non Monti? Montezemolo, perché le prime lettere del cognome sono uguali?

E i cattolici? Ecco cosa ne pensa, Mario Monti: lo traggo da una intervista molto significativa, oggi su Repubblica, che TUTTI dovete leggere, visto che spiega esplicitamente che il centro e il Pd dovranno allearsi dopo il voto (molto più di quello che ha lasciato capire in conferenza stampa). Di seguito, poi, uno stralcio illuminante per i cattolici:

Scalfari: Montezemolo, secondo te, rappresenta la società civile?

Monti: "Rappresenta in qualche modo le imprese. Riccardi è il fondatore di Sant'Egidio...".

Scalfari: E rappresenta la Chiesa. Anche tu sei cattolico, ma non rappresenti la Chiesa. Io non credo che la religione si debba occupare di politica e di partiti. Purtroppo vedo che se ne occupa ma non credo sia sopportabile. Carlo Azeglio Ciampi è cattolico ma ha rappresentato il laicismo dello Stato. Lo stesso fece Scalfaro che era cattolicissimo ma laicissimo. Napolitano poi è tutt'altra cosa.

Monti: "Anch'io sono laico nel senso che tu intendi".

Scalfari: Lo so e per questo dico che una lista imbottita di persone pur degnissime che fanno parte di Comunione e Liberazione o di Opus Dei, o di Acli o di altre analoghe associazioni del tipo delle cooperative bianche e dei coltivatori diretti cattolici, non è società civile ma Chiesa militante. Allora il piano cambia, si rifà la Dc.

Monti: "Nessuno di noi pensa questo e io non mi propongo un obiettivo del genere".

E più avanti:

Scalfari: Ci sono molti punti comuni con il Pd.

Monti: "Certo".

Scalfari: Tu pensi ad un'alleanza post elettorale?

Monti: "La considero indispensabile. Dobbiamo ricostruire la pubblica amministrazione e costruire lo Stato dell'Europa federale. Ti sembrano compiti che possano essere portati avanti da un solo partito? Ci vuole una grande alleanza perché si tratta di una vera e propria rivoluzione".

Quindi, ricapitolando, Andrea Riccardi è il cattolico di riferimento di Mario Monti, l’unico, e gli basta. Monti non ha certo intenzione di fare una nuova DC. Ha ben altro per la testa. Lui vuole appoggiare il governo Bersani: dei cattolici, che così ingenuamente si volevano far federare da lui, se ne infischia, anzi, proprio non li vuole, conferma le parole di Scalfari, dicendo che "nessuno di noi" (cioè, immagino, né lui né Riccardi, né Casini né Montezemolo) pensa di portare l’associazionismo cattolico in parlamento. Altro che nuova DC! Adesso sappiamo dove vuole portare il paese. E soprattutto noi cattolici sappiamo cosa ha intenzione di fare.

E i valori non negoziabili? Li affida a Riccardi? E’ lo stesso Riccardi che ha permesso, come ha detto Andrea Romano, che i valori non negoziabili fossero espulsi dal programma montezemoliano che lui ha sottoscritto? (v. questo link per leggere la notizia ). E’ lo stesso Andrea Riccardi che dal piano famiglia ha cancellato il fattore famiglia che Giovanardi aveva introdotto, e ha persino considerato troppo compromettente il riferimento all’art.29 della costituzione che parla di famiglia fondata sul matrimonio, e ha tolto pure questo riferimento dal piano famiglia (scusate le ripetizioni, ma voglio essere chiara)? Se solo e unicamente a lui saranno affidati i valori non negoziabili, allora ci sarà veramente da ridere. O forse da piangere. Il centro, e Monti in qualche modo con il centro, aprirà a sinistra, questo il senso dell’intervista data oggi a Scalfari, e pure della conferenza stampa. Altro che super-partes! Di partes ne ha abbracciata una sola, e oggi l’ha spiegato per bene.

aspettando Monti domani, B16, segnalazione

In attesa della conferenza stampa di Mario Monti, di domani, qualche considerazione sui "capitani coraggiosi" che annusano l'aria.....mie considerazioni qui su l'occidentale.

Strepitoso discorso del Papa, ieri, nel salutare la curia romana. Fra l'altro, ha ripetuto: "Ciò che essa (la Chiesa) ha individuato come valori fondamentali, costitutivi e non negoziabili dell’esistenza umana, lo deve difendere con la massima chiarezza. Deve fare tutto il possibile per creare una convinzione che poi possa tradursi in azione politica"

E sempre a proposito della questione antropologica, in riferimento alla legge 40, giovedì su Avvenire ho scritto questo pezzo. 

il totomonti

 

Impazza il totomonti. Scende in campo si, scende in campo no, ma chissà come scenderà, e chissà con chi. Venerdì dovrebbe essere il gran giorno, quando si scioglieranno le camere e Monti svelerà le sue intenzioni (e in effetti siamo tutti un po’ stufi di questa manfrina, potrebbe pure darsi una mossa, no? Che dobbiamo fare ancora, sfilargli davanti in ginocchio, cantando “resta con noi, signore, la sera”?)

Ha una grande occasione: unire tutti i moderati (mamma mia che brutta parola), ma proprio tutti, e rifare una specie di DC. Io, sinceramente, me lo auguro.

Se decidesse di mettersi in gioco, però, non può prendere una percentuale bassa di voti: una lista Monti al dieci per cento sarebbe una sconfitta. Se decide di mettersi in campagna elettorale, e quindi di “farsi contare”, poi deve arrivare a contare tanto, altrimenti è bruciato.

E per contare tanto, deve essere il più possibile inclusivo, per esempio deve tenere unito con sé tutto il PdL, non spaccarlo, perché con Casini, Montezemolo, Riccardi e frattaglie varie (tutte le formazioni dell’1 o 2%, da Fli a Giannino) oltre il sei per cento non va. E tutto l’appoggio della Germania e dell’Europa non gli ha fatto granché bene: l’impressione è stata quella, molto sgradevole, di avere davanti una scheda elettorale precompilata da stranieri.

Insomma, se scende in campo chiaramente rischia, ma lo deve far per bene, perché c’è qualcosa di peggio del suo possibile non impegno: un impegno mal fatto. E sarebbe un disastro. Per il paese, e quindi per tutti noi.

il discorso del Card. Angelo Scola

Il Card. Angelo Scola ha aperto ufficialmente le celebrazioni dell'anno costantiniano con una riflessione importante, profonda, articolata e interessante, che ha suscitato molti commenti sulla stampa  e nei media in generale. 

Qui il testo integrale.

Da alcune righe ho tratto lo spunto per un commento pubblicato oggi su Avvenire, inserto E' vita, che hanno titolato "Laicità e bioetica, in gioco il futuro dell'uomo" il link al mio pezzo eccolo qua.

SEGNALAZIONE: domenica a Roma, manifestazione di Italia Popolare, per aggregare e riaggregare i diversi popoli del centrodestra (e speriamo sia un punto di partenza, finalmente)

c'era una nuova generazione di cattolici......

Il Foglio 8.12.2012

C'era una nuova generazione di cattolici in politica. Ora ci resta la Bindi

Assuntina Morresi 

Al direttore.

Sacchetti di sabbia alle finestre. Li cominciamo a mettere noi cattolici, pensando al parlamento che verrà. Eppure da anni sentiamo l’invito pressante e continuo a un nuovo impegno dei cattolici in politica, da parte di vescovi e cardinali, su su fino a Benedetto XVI. Un’esortazione fatta da sempre, quella a una presenza pubblica dei credenti, e non solo rivolta all’Italia, ma particolarmente sentita da noi dopo che le serate del Cav. e le difficoltà del suo governo hanno raffreddato i rapporti fra parte del nostro mondo e il centrodestra. Da un paio di anni diciamo che mancano i De Gasperi, che servirebbero i La Pira, qualcuno si chiede dov’è Dossetti, e c’è pure chi rimpiange Moro, Andreotti e Tina Anselmi.

Ed eccola, la generazione per un impegno rinnovato: Todi1 e Todi2, una “cosa bianca” all’orizzonte, al governo un Rettore di un’università cattolica e addirittura il fondatore di una comunità, mentre un altro ministro corre sulla tomba del poverello di Assisi per certificarsi della partita.

Si diceva “basta con l’irrilevanza” e dentro con la nuova generazione. Eppure già c’era una leadership, un’alleanza creativa dei cattolici con laici liberi e consapevoli, che aveva vinto un referendum, portato in piazza un popolo a favore del matrimonio fra un uomo e una donna (manifestazione unica al mondo) e condotto varie altre battaglie di frontiera nel parlamento, nei ministeri e nel paese.

Occorre una nuova generazione di cattolici in politica, e intanto quelli che c’erano si indeboliscono, e quelli nuovi non pesano.

La ditta vincente Bersani&Vendola quei pochi rimasti ce li ha tutti in quarta fila, zona pre-rottamazione, e fra i giovani turchi non è proprio aria: là salutano col pugno chiuso.

Al centro vanno in Ferrari e hanno già detto – Andrea Romano – che i loro cattolici sì, che sono inclusivi, già hanno rinunciato ai valori non negoziabili nel manifesto che li rappresenta. E nel PdL degli attacchi furiosi di Bondi e Galan a Roccella-Sacconi-Quagliariello, ci sarà ancora posto per i cattolici? E se ci sarà, avranno ancora quell’agibilità politica, quello spazio di azione che ha fatto sì che un intero consiglio dei ministri sia andato a scontro con il presidente della Repubblica per cercare di salvare una vita umana?

E dopo tutte le invocazioni a una nuova generazione di cattolici in politica, speriamo che Bersani dia la deroga alla Bindi, perché il rischio vero è che nel nuovo parlamento sarà lei l’ultimo punto di tenuta.

Cosacchi a San Pietro

Difficile non condividere le preoccupazioni di Stefano Fontana su "La nuova bussola quotidiana" di venerdì scorso, considerati anche i risultati delle primarie del Pd. Gli italiani che hanno come riferimento i valori non negoziabili rischiano di non avere più rappresentanti nel prossimo parlamento. La situazione, in effetti, è drammatica.

La vittoria indiscutibile di Bersani alle primarie del Pd significa un'ulteriore spinta a sinistra del partito, e il contributo di Vendola è stato decisivo. Le forze più estremiste di quell'area, attualmente in SEL, rientreranno agevolmente in parlamento, dopo la cocente sconfitta del 2008 che aveva cancellato Rifondazione Comunista: le conseguenze nel programma politico del partito che si prepara a vincere le prossime elezioni, il Pd, sono evidenti. 

Le mie osservazioni continuano qua, su L'Occidentale.