Maggio 2012

attentato, lettera ai parlamentari su eterologa, caso Dino Boffo

Di fronte a un attentato come quello di oggi, difficile trovare parole diverse dalla preghiera. Preghiera per la ragazza uccisa e tutti i suoi, preghiera per l'altra in fin di vita, preghiera per i feriti. E poi preghiera, perchè tutto questo male sia spazzato via. E per gli assassini, che si pentano, e che capiscano l'orrore che hanno fatto.

Volevo poi segnalarvi un documento importante, e un articolo.

Il documento è una lettera ai parlamentari, in cui Eugenia Roccella spiega nel dettaglio che se la Corte Costituzionale martedì prossimo dichiarerà illegittimo il divieto all'eterologa, ci sarà bisogno di una legge a colmare il vuoto legislativo che si creerebbe. Ai parlamentari la Roccella spiega in dettaglio su quali punti bisognerebbe legiferare ed annuncia una sua proposta di legge, se la funesta ipotesi si avverasse. Interessante la lettera, per il quadro dettagliato che disegna, e che fa capire cosa sarebbe messo in gioco se la Consulta togliesse il divieto. Potete leggere tutto qua, sull'Occidentale.

L'articolo è un mio pezzo di commento a una delle tante carte fatte uscire da ignoti, purtroppo, dal Vaticano, e pubblicate in questi giorni. Precisamente, riguarda un fax personale di Dino Boffo al Card. Bagnasco, da cui si vede di che stoffa è l'ex direttore di Avvenire. Anche questo potete leggerlo  su l'Occidentale.

torna il partito del Far West

Avvenire 17 maggio 2012

Il nodo «fecondazione eterologa»

Torna il partito del far west

Assuntina Morresi

​Il referendum 2005 sulla legge 40 che regola la procreazione medicalmente assistita prevedeva quattro quesiti, ma i proponenti ne avevano chiesto un quinto per abolirla interamente. La Consulta lo giudicò inammissibile, ritenendo che una norma in materia fosse «costituzionalmente necessaria».

Gli interessi in gioco – economici ed ideologici – sono però troppo forti, e gli oppositori della legge non si sono mai rassegnati alla bruciante sconfitta referendaria. Il loro obiettivo è rimasto immutato, ed è quello del quinto quesito: smontare tutta la 40, perché siano il "mercato" e le "volontà dei singoli" a decidere cosa è possibile e cosa no in questo delicatissimo ambito. E poiché non riescono a modificare la legge neppure in Parlamento, cercano di farlo per via giudiziaria. Con scarso successo, finora.

C’è stata qualche sentenza nei tribunali civili, valida solamente per i singoli casi, e la Corte Costituzionale è intervenuta su un solo passaggio, quello che (per evitare le tante vite congelate, pratica subito ripresa) prevedeva il numero massimo di tre embrioni da creare e trasferire contemporaneamente in utero, lasciando sostanzialmente invariato l’impianto della legge, che nel frattempo si è dimostrata un serio compromesso fra i diversi orientamenti culturali: ha consentito a tante coppie di accedere alla fecondazione assistita (contrariamente a quanto prevede la dottrina cattolica), ma ha anche mostrato una buona tutela dei soggetti coinvolti, limitandosi alla fecondazione omologa ed escludendo manipolazioni degli embrioni come anche pratiche eugenetiche.

La prossima settimana la Corte dovrà pronunciarsi sulla legittimità della fecondazione eterologa, che prevede l’uso di gameti estranei alla coppia. Se l’attuale divieto dovesse essere abolito, le conseguenze non sarebbero marginali.

L’eterologa rafforza infatti l’idea del diritto al figlio a tutti i costi e determina una drammatica frammentazione delle figure del padre e della madre, scisse e ridotte a contributi biologici e sociali. Ma avere tanti "padri" e "madri", purtroppo, di solito equivale a non averne nessuno. Chi chiede l’eterologa spiega che molte coppie solo per questa via possono avere un figlio: secondo costoro non è giusto permettere solo certe procedure vietandone altre, perché in questo modo alcune coppie infertili sono escluse dai trattamenti di procreazione assistita. Ma se l’argomento fosse accolto, una volta consentita la fecondazione in vitro tutte le tecniche dovrebbero essere permesse, a cominciare – magari con un’altra iniziativa giudiziaria – dall’utero in affitto, vale a dire la gravidanza in conto terzi: per alcuni infatti sarebbe questo l’unico modo per avere un figlio.

Se fosse abolito il divieto di eterologa si aprirebbe, poi, anzitutto un vuoto legislativo che non potrebbe essere colmato in poco tempo: essendo l’eterologa vietata, solo poche regole già in vigore possono essere evocate per regolamentarla. Servirebbe dunque una legge ad hoc per l’eterologa (se il nato da eterologa ha diritto a conoscere le modalità del suo concepimento, ed eventualmente l’identità dei "genitori biologici" e dei suoi consanguinei, tanto per cominciare) e per tutti i suoi aspetti sanitari (le modalità di cessione dei gameti, i test obbligatori e quelli facoltativi, con relativi costi e rimborsi), scongiurando ogni possibile forma di commercio. Il Parlamento sarebbe costretto a legiferare, ma i tempi ovviamente non sarebbero brevi: le questioni in gioco sono troppo sensibili per tollerare un iter-lampo.

Facile a questo punto capire dove si andrebbe a parare: in attesa di una legge si diffonderebbe l’eterologa senza regole, consolidando prassi da cui sarebbe sempre più difficile tornare indietro. Sarebbe vicino, a quel punto, il vero obiettivo: ricostituire una situazione prossima a quella precedente alla legge 40, di totale arbitrarietà. Una situazione intollerabile e inammissibile per la mancanza di tutele su coppie e bambini, che il Parlamento prima, i cittadini poi, e la Consulta finora, hanno scongiurato. E che nessuno oggi si augura.

l'etica dopo il bunga bunga

Oggi c’è stato un convegno, la “Giornata Internazionale della famiglia”. Il Forum delle Famiglie l’ha organizzata fin dal 2002, e quest’anno ha coinvolto alcune istituzioni: Camera dei Deputati, Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministro per la Cooperazione internazionale e l’integrazione (che ha anche le deleghe alla famiglia).

Qua il programma.

E nel pomeriggio arriva il ministro Fornero – intervento programmato – e subito dopo l’intervento del Presidente del Forum, serenamente spiega che:

"La famiglia e' in crisi. Una crisi innanzitutto di identità: la famiglia tradizionale rischia di diventare un'eccezione, non più la regola. Oggi le famiglie di fanno e si disfano, le coppie di fatto chiedono di essere considerate famiglie, ci sono coabitazioni di persone dello stesso sesso che chiedono la stessa cosa. Dobbiamo sforzarci di distinguere la parte riconducibile a un sistema di valori tradizionali e una visione aperta in cui tutti chiedono diritti. Io sono anche ministro per le pari opportunita, non mi pronuncio a favore di una cosa o dell'altra, ma esiste un problema di identità familiare e non possiamo far finta di niente. Abbiamo il dovere di riflettere".

Insomma: la Fornero con somma tranquillità va ad un evento istituzionale promosso dal Forum delle Famiglie e gli dice in faccia che il Forum è superato dagli eventi, è sostanzialmente vecchio,  deve avere una visione aperta e che lei, insomma, da ministro delle pari opportunità deve per esempio porsi il problema delle coppie omosessuali.

E adesso affondo il coltello nella piaga: dove sono quelli che col sopracciglio alzato avevano obiettato a che Berlusconi presentasse la Conferenza Nazionale delle Famiglie (che il suo governo organizzava e finanziava)?

Quelli scandalizzati per i comportamenti privati di Berlusconi, che non si sentivano rappresentati da un cotale Presidente del Consiglio, adesso che fanno, con gli irreprensibili comportamenti pubblici della professoressa Fornero? Si sentono rappresentati, adesso?

La verità, paradossale solo in apparenza, è che insieme al re del bunga bunga e al suo governo sono caduti tutti gli argini in politica sui temi eticamente sensibili. Piaccia o meno – probabilmente a certi non piace affatto - le cose stanno così. Già lo stiamo vedendo chiaramente: oggi il Ministro Profumo ha invitato i presidi a celebrare nelle scuole la giornata contro l’omofobia; sulla Fornero abbiamo già detto; non si riesce a discutere al Senato la legge sul fine vita; le linee guida sulla legge 40, pronte da mesi, non sono ancora state firmate dal Ministro Balduzzi, che evidentemente sta aspettando speranzoso la sentenza sull’eterologa; Pigi Battista sul Corriere scrive che, insomma, il matrimonio fra omosessuali non è mica una minaccia, il che significa che questa è la nuova parola d’ordine del “salotto buono” italiano; i radicali rilanciano il testamento biologico via web, e questo solo per dire le principali degli ultimi due giorni.

E non venitemi a dire, per favore, che in tempi di crisi economica dei temi eticamente sensibili non gliene frega niente a nessuno. Non è vero, e non è neanche vero che si usano per distrarre l’opinione pubblica: se così fosse, il governo Monti spingerebbe per portare la legge sul fine vita in parlamento, affronterebbe le leggi su coppie di fatto, e così via, per non far riempire le pagine dei giornali di tasse e suicidi.

Ma non lo fa, anzi: evita come la peste di discutere di questi temi, che scatenano ogni volta un putiferio e metterebbero sicuramente in difficoltà il suo governo.

Il fatto è che questi SONO temi fondamentali, che ognuno sente inevitabilmente come dirimenti, non eludibili. La vita, la morte, l’amore, i figli: per quale strano motivo non dovrebbero interessare, in tempo di crisi economica? Forse non si nasce più, non si muore più, non si desidera più avere figli? E d’altra parte, c’è una pressione fortissima del mondo ormai senza fede, per abbattere l’antropologia cristiana, per annichilire un orientamento cristiano diffuso anche fra i non praticanti, e sostituirlo con un triste individualismo nichilista assoluto, ed indifferente a qualsiasi credo religioso.

Per quale motivo un governo tecnico dovrebbe rimanere estraneo a questi temi? Non è la politica a decidere di metterli al centro. Sono loro a mettercisi: eutanasia, matrimoni gay, fecondazione assistita, arrivano da soli, nessuno li chiama sulla scena del dibattito pubblico.

E mentre tutto sembra venir giù, nel nuovo assetto politico i cattolici marciano serenamente verso l’irrilevanza.

P.S. qua il comunicato di risposta alla Fornero della Roccella. Alle 21.00 di stasera, se non erro, avevano risposto solo in tre. Speriamo che domani qualcun altro si svegli.

strepitoso editoriale di Avvenire

oggi, in prima pagina, da Avvenire

Pensieri davanti al carcere

LA FORZA DELLE MADRI

Marco Pozza

Le contempli sotto la pensilina attonite e mute, coi loro fagotti di bucato profumato e qualche pacchetto di biscotti da recare oltre le sbarre. Senza trucchi o abiti ricercati, sotto il sole cocente d’agosto come sotto la nebbia padana d’inizio inverno. Quei figli che oggi stanno dietro le sbarre di un carcere sono usciti dal loro grembo: per il mondo sono delinquenti e briganti, per loro rimangono pur sempre figli da amare e custodire. Dietro le sbarre abitano i figli, davanti alle sbarre stazionano le loro madri, splendide donne capaci di rimettere in scena ogni primo mattino all’esterno delle carceri la riedizione di quella prima Madre sotto la croce. Stabat mater dolorosa: ieri, oggi e sempre. Le chiamano povere donne, di loro qualcuno s’intenerisce, qualche altro forse le prende sottilmente in giro: eppure non cambia nulla dentro quel cuore capace solo di amare a oltranza. Perchè una cosa è il delitto, altra cosa è l’uomo che lo compie. Il primo va condannato, il secondo va amato senza giustificarlo.

Anche in carcere si celebra la festa della mamma, di quelle splendide eroine che campeggiano statuarie fuori dalle sbarre per stringere una mano, carezzare la barba, baciare quel figlio del quale si prova evidente nostalgia. Le loro occhiaie stanche parlano di fatiche e lunghi viaggi, le loro rughe raccontano di notti insonni e pensieri vagabondi, nelle loro scarpe ci sono andate e ritorni senza più certezze. Sono donne speciali, le mamme dei carcerati, perché donne capaci di rimetterli al mondo due volte: la prima volta quando li fecero entrare in questo spendido palcoscenico dell’esistenza, la seconda volta quando, il giorno dopo un misfatto, si sono rimboccate le maniche e han trovato il coraggio di scendere pure loro negli inferi delle galere; per amare quei figli quando forse meno se lo meritavano. Loro hanno capito che è proprio quello il momento in cui hanno più bisogno.

La geografia del Vangelo ambienta la vita di Maria tra Nazaret e Gerusalemme, tra la ferialità nascosta dei primi anni e la nostalgia di Risurrezione degli ultimi tre anni. Da quel giorno in ogni mamma abita l’inimitabile capacità di unire la quotidianità con l’eternità, il profumo della farina con le lacrime di nostalgia, la ricetta del minestrone con l’alfabeto della misericordia, lo sgranare la corona del rosario con il rimboccarsi le maniche in fronte a una cella. Gli uomini hanno paura delle donne: basta un loro sguardo per piegare delinquenti di vecchia data. Non è una questione di forza fisica, ma di forza del cuore perché la donna, a maggior ragione se madre, spinge il mondo un passo oltre le capacità dell’uomo. E gli uomini lo sanno perchè Dio nel loro grembo ha deposto la custodia della vita fino al suo ritorno. Ecco perchè le mamme tremano ma non disperano, hanno paura ma non si rassegnano, piangono ma non soccombono. E se qualche volta danno l’impressione di scomparire dalla vita di un figlio è solo per farsi trovare più forti un attimo dopo, come i torrenti carsici che s’inabissano e improvvisi ritornano più lontano.

Per vent’anni Emanuele, ergastolano costretto al regime del 41bis, ha fatto i colloqui con la madre da dietro un vetro: nemmeno l’emozione di stringerla quella donna. Dopo 8.000 giorni di galera gli hanno tolto il 41bis e ha fatto il primo colloquio attorno ad un tavolino. Sono tre giorni che Emanuele non si lava il volto: non vuole perdere il profumo lasciato dalla madre sul suo collo mentre lo baciava. Dentro il ventre della galera è il profumo della mamma a tenere accesa la vita.

lettere dal carcere, eterologa

UNO: sul sito del settimanale Tempi possiamo leggere una lettera dal carcere di Antonio Simone. Interessante la sua domanda a Repubblica. Immagino sia la prima di una serie di lettere, una serie che gli auguro con tutto il cuore di continuare a scrivere il prima possibile da casa sua, con un nuovo titolo: "Lettere da Antonio Simone".

DUE: il 22 maggio la Corte Costituzionale si pronuncerà sul divieto di eterologa nella legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita. Se quel divieto venisse considerato illegittimo, e fosse tolto, la Consulta farebbe il peggior regalo avvelenato al governo dei tecnici: il parlamento dovrebbe velocemente mettersi a legiferare per regolare l'eterologa, con tutto il putiferio che possiamo immaginare. Sarebbe una legge dello stesso peso della legge 40. Ho cercato di spiegare su cosa dovrebbe pronunciarsi il parlamento, eventualmente,  in un pezzo su Avvenire.

E' arrivata la bufera (zapatera)

Hanno vinto Stella & Rizzo, i fustigatori della Casta, quelli che lavorano per la Casta vera, i padroni dei Corrierone: tanto per capirci, i banchieri, i tecnocrati, i confindustriali padroni del Corrierone e amici dei padroni suddetti.

A Grillo i voti glieli hanno portati loro, non è stato il comico a guadagnarseli. Sarebbe rimasto con percentuali da prefisso telefonico o poco più, se non fosse stata scatenata una feroce campagna dai principali centri di potere mass-mediatico, e pure da tutti quelli che, per vendere qualche copia in più dei loro inutili giornaletti, hanno portato il cervello all’ammasso e hanno cavalcato la demonizzazione dei partiti insieme a un’ondata moralista che anche i più convinti puritani se la sognano. Cromwell, in confronto, era un liberale.

Per mesi e mesi il problema dell’Italia è stato lo stipendio dei parlamentari (meno di 5000 euro al mese, al netto), insieme alle personali e private abitudini sessuali di Berlusconi.

Pagine e pagine di giornaletti di tutti i colori politici, destra, sinistra e centro – ma sempre guidati dall’ammiraglia del Corriere del Potere – hanno tuonato contro il Male Assoluto, cioè i partiti, possibilmente di centro-destra, oramai sinonimo di corruzione, malgoverno, e ricettacolo di tutti i mali possibili.

I buoni, sono gli altri. Quelli fuori dai partiti, che si sentono così bravi, onesti, puri, mai parcheggiato in seconda fila, mai un dito nel naso, mica fanno rumore quando sorseggiano elegantemente la minestra, mai saltata una fila, quelli che quandosimettonoafarepolitica, ossignoramia MAQUANTOSARANNOBRAVI, perché, si sa, tutti questi che sbraitano si sentono così capaci, così pronti a fare politica, così abili, hanno la ricetta in tasca per tutto, basta farceli entrare, in parlamento, o anche solo in consiglio comunale.

E sai poi, che meraviglia.

Il risultato è quello di stasera: sta arrivando Zapatero, cari miei.

Non è il Pd che ha vinto, anche se, chiaramente, ha perso meno del PdL. Sta arrivando Zapatero nella versione peggiore – casomai ne fosse possibile una peggiore di quella spagnola.

Quando lo zapaterismo entrerà in parlamento – perché ci entrerà, ci entrerà, vedrete – saranno tutti pronti e rassegnati.

Basta vedere il mite Hollande, il moderato francese, che ha rassicurato persino i mercati, salutato dai nostri TG insieme alla sua compagna come “la prima coppia di fatto all’Eliseo, e anche questo è un segno dei tempi”, e che per prima cosa ha confermato che, prima dei provvedimenti economici, benedirà laicamente il matrimonio omosessuale e l’eutanasia.

In Italia, quando con le prossime elezioni arriverà lo zapaterismo, tutti saranno pronti a chinare il capo, anche i cattolici, impegnati a purificarsi dal periodo berlusconiano, che non alzeranno neppure la testa. E nessuno più si impegnerà in battaglie politiche e pubbliche. Ci saranno testimonianze personali,  qualche dichiarazione e qualche articolo, ma di battaglie, niente più: del referendum sulla legge 40 e del Family Day, o della battaglia parlamentare su Eluana Englaro e del decreto governativo che l’avrebbe salvata, rimarrà solo un ricordo confuso.

E i cattolici, come è evidente dai risultati di queste elezioni, si avviano verso una serena irrilevanza.

elezioni, CL, eterologa

SCUDETTO ALLA JUVE!!!!! GRANDE!!!!!!

Già stasera abbiamo un assaggio di quel che sarà la settimana prossima, tutta dedicata ai commenti delle elezioni in Francia, dove sappiamo che ha vinto la sinistra con Hollande (e Sarkozy non ride più), in Grecia, dove hanno vinto gli estremismi, e soprattutto in Italia, nelle amministrative che, anche se coinvolgono tutto sommato pochi comuni, saranno sicuramente utili a capire, più che le tendenze dell’elettorato (i comuni sono pochi, le liste civiche tante, ogni campanile ha la sua storia), quale sarà il gioco dei partiti e delle alleanze future.

Quindi stasera dedico un po’ di spazio ad altre considerazioni.

Innanzitutto, la lettera che don Carron ha scritto il primo maggio su Repubblica, e tutta la questione Formigoni & CL.

Nel merito della lettera, scriverò in un prossimo post.

A quell’intervento ne sono seguiti diversi altri e nell’insieme la situazione è abbastanza confusa. Particolarmente significativo all’indomani un articolo di Gad Lerner, ancora su Repubblica, in cui il giornalista, addirittura virgolettando dichiarazioni anonime di “dirigenti ciellini a lui (Carron) più vicini”, ci rivelava che “da un decennio almeno c’era chi, dall’interno, invano si opponeva al disegno politico impersonato da Formigoni e , in seguito, da Maurizio Lupi”, una situazione in Lombardia che Carròn “sopportava ma non apprezzava”, e insieme a lui la quasi totalità dei responsabili di CL, da Savorana a Vittadini.

Affermazioni involontariamente comiche: se almeno da dieci anni tutta la dirigenza di CL non sosteneva Formigoni e tradiva l’insegnamento di Don Giussani, si può sapere chi ha guidato il movimento, intanto? Tra l’altro, quel periodo ha coinciso con la gran parte della “reggenza” di Formigoni in Lombardia, che CL ha sostenuto sempre, elettoralmente.

Da quel che scrive Lerner, il responsabile dei “cattivi” pare sia stato solamente Luigi Amicone, l’unico a sostenere Formigoni e Lupi, in un cupo disegno berlusconiano. Veniamo a sapere da Repubblica quindi che Amicone è stato il potentissimo (e oscuro) leader di CL che “da un decennio almeno”  ha condizionato la politica lombarda e tutta la guida del movimento, imponendo con una determinazione straordinaria la sua volontà a tutti, da Don Carròn a Vittadini a Savorana. Di cosa pensasse Don Giussani (che è morto sette anni fa, e quindi nel periodo indicato da Lerner in parte ancora c’era), non è dato sapere.

Insomma, per almeno dieci anni Amicone ha gestito con pugno di ferro tutta CL, in totale solitudine, e nessuno se n’era accorto. Fortuna che Lerner ci ha illuminato.

A smentire questa versione - veramente divertente - è stato Il Fatto quotidiano, ma a questo punto lascio la ricostruzione dei fatti ad Antonio Socci che oggi in un  bel pezzo su Libero, ha ricostruito l’unica possibilità logica di quanto accaduto, detto e scritto. 

Ci sono due notizie in più da registrare. Il primo è che a leggere il Corriere della Sera, oggi, della presunta venuta del Papa a Rimini al Meeting non ne sapeva niente nessuno: l’invito era stato fatto, ma i responsabili del Meeting aspettano ancora la risposta. Almeno fino ad oggi, in Vaticano nessuno ha smentito l’autenticità dei documenti pubblicati dal Fatto, e quindi non sappiamo cosa stia succedendo.

Il secondo fatto è che Lerner continua  a dire – ieri rispondendo ad Intiglietta, e pure sul sito di Tempi – che quelle affermazioni che lui ha virgolettato sono vere. Magari Lerner dovrebbe verificare l’attendibilità delle sue fonti. Comunque Amicone risponde per le rimeVedremo se qualcun altro smentisce.

Il prossimo 22 maggio la Corte Costituzionale si pronuncerà sulla legittimità o meno del divieto di fecondazione eterologa. Alberto Gambino, nell’inserto E’ Vita di Avvenire, giovedì scorso, ne ha indicato i principali nodi giuridici: perché siamo contrari all’eterologa, e perché diciamo no al figlio con tre genitori.

SCUDETTO ALLA JUVE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! GRANDE!!!!!

evento - Mons. Luigi Negri

Presentazione del volume "Fede e Cultura. Scritti scelti" , Ed. Jaca Book , di S. E. Mons. Luigi Negri

interverranno

- Sua Eminenza Card. Julian HERRANZ   - Sen. Marcello PERA   sarà presente l'autore.   Giovedì 3 maggio ore 17,30 Sala Vasari Palazzo Cancelleria - P.zza Cancelleria, 1 ROMA.