Gennaio 2012

comunicazioni

Stiamo ristrutturando e riorganizzando il sito, che quindi nei prossimi giorni potrebbe essere non accessibile, o comunque non aggiornato. Nel frattempo potete trovare eventuali commenti, segnalazioni, post  sulla mia pagina personale (Assuntina Morresi) su facebook.

Lo spread, il governo Berlusconi, Cosentino.

UNO: lo spread oscilla fra 520 e 530, con punte pure superiori, machissenefrega, tanto Berlusconi oramai se n'è andato! La paura dello spread serviva solo a quello, a farci i titoloni per cacciare Berlusconi (fa pure rima). Esemplare, quindi, il pezzo di Ferrara di ieri, sul Foglio, titolato: "I coglioni anonimi dello spread una piccola storia sinistra".

DUE: il governo Berlusconi? Una rovina. Il governo Monti? La salvezza. Questo vogliono farci credere. Ma è il governo Monti a dover certificare che le cose non stanno proprio così. Lo hanno dovuto dire al Consiglio dei Ministri lo scorso 23 dicembre, ma chiaramente la cosa non ha meritato titoloni sui giornali. Ecco di seguito un estratto dal comunicato ufficiale del Consiglio dei Ministri dell'antivigilia di Natale:

"Il Consiglio ha poi approvato la Relazione generale sulla situazione economica del paese per il 2010, su proposta del Presidente del Consiglio e Ministro dell’economia, Monti.

Dopo le contrazioni dei due anni precedenti, nel 2010 l’economia italiana è tornata a crescere, anche se il ritmo di sviluppo è stato contenuto. Nella media dell’anno il prodotto interno lordo è aumentato dell’1,3 per cento. Il miglioramento dell’attività economica ha riguardato gran parte dei comparti produttivi.

Il mercato del lavoro ha beneficiato in misura limitata dei segnali di miglioramento dell’economia, con conseguente riduzione dell’occupazione, anche se si è registrato un miglioramento rispetto al 2008-2009. Il tasso di disoccupazione complessivo si è portato all’8,4 per cento, in aumento di sei decimi di punto rispetto al 2009, mantenendosi più contenuto rispetto alla media dell’area dell’euro. L’inflazione, misurata in base all’indice armonizzato a livello europeo, è cresciuta dell’1,6%, in linea con quello medio dell’area dell’euro.

Per quanto riguarda il bilancio pubblico, l’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche si è attestato al 4,6 per cento del PIL, con una riduzione di quasi un punto percentuale rispetto al risultato del 2009 (5,4 per cento in rapporto al PIL) e in lieve miglioramento in confronto alle previsioni contenute nella Decisione di finanza pubblica del settembre 2010. Il saldo primario è risultato in sostanziale pareggio. Il debito pubblico ha raggiunto il 119% del PIL, in aumento di quasi tre punti percentuali rispetto al 2009, ma con un incremento inferiore di quasi tre punti percentuali rispetto alla media dell’area dell’euro"

TRE: Cosentino. Cioè il deputato Pdl, nonchè riferimento Pdl in Campania, per il quale la Giunta delle autorizzazioni a procedere ha dato parere favorevole all'arresto chiesto dalla procura di Napoli. Di seguito, il testo del comunicato del radicale Maurizio Turco, membro di quella giunta. Tanto per capire di che cosa si sta parlando (è un radicale, loro si muovono autonomamente, e non devono niente al PdL, tanto per capirci)

Oggi purtroppo ancora una volta nulla si precisa e si contesta che alla mia lettura appaia penalmente rilevante come tale all’on. Cosentino, allo stato dei fatti e degli atti ritengo che la richiesta di esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare nei confronti del collega a me pare infondata e frutto di un obiettivo fumus persecutionis, se si fa sforzo di serietà e omaggio alla legge.

Colgo l’occasione per rivolgere a Roberto Saviano un auspicio al grande contributo di lettura e conoscenza che ci può sicuramente venire dalla sua attenzione anche a questo momento della vita parlamentare e della giustizia, temi sui quali noi radicali gli facciamo grande fiducia.”

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Dichiarazione di voto del deputato radicale Maurizio Turco sul caso Cosentino che sarà depositata prima del voto della Giunta per le autorizzazioni.

Il contesto ed il testo nel quale maturano le accuse rivolte al collega Cosentino fanno riferimento all’esistenza, storicamente accertata e giudiziariamente cristallizzata, del gruppo camorristico denominato ‘clan dei Casalesi’.

La natura, la struttura, i protagonisti e le dinamiche del ‘clan dei Casalesi’ sono state approfonditamente delineate nelle sentenze conclusive e definitive dei processi denominati Spartacus 1 e Spartacus 2, oltreché nel saggio “Gomorra”.

Sia le citate sentenze, sia il noto saggio, prendono in esame ed approfondiscono un lungo arco temporale di vita dell’associazione criminale di Casal di Principe, paese nel quale è nato ed ha lungamente vissuto l’on. Cosentino. Ciò nonostante e sino al 2005, cioè sino a quando l’on. Cosentino non ha ricoperto un ruolo politico di livello nazionale, le strade del clan dei Casalesi e dell’on. Cosentino non si sono mai, neppure per sbaglio, incrociate. Nessuna traccia nei procedimenti e nei saggi.

Oggi l’on. Cosentino viene accusato di condotte che non hanno, in sé, a alcun rilievo penale e delle quali l’on. Cosentino ha fornito ampia ed esaustiva spiegazione nelle memorie depositate presso questa commissione e che, se vorrà, mi incaricherò di rendere pubbliche.

Gli inquirenti prima ed il GIP poi, vestono queste condotte di rilevanza penale in relazione alla circostanza per la quale l’on. Cosentino sarebbe addirittura il referente politico nazionale del Clan dei Casalesi; affermazione questa che però appare essere del tutto apodittica e slegata da qualsiasi accertamento concreto di un qualsivoglia fatto specifico.

Le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia che svolgono chiamate di correo nei confronti del collega, senza peraltro attribuirgli mai fatti concreti specifici, oltre a non essere supportate da alcun riscontro obiettivo ed individualizzante- per quanto emerge dalla stessa lettura dell’ordinanza di custodia cautelare – appaiono essere in diversi punti platealmente smentite da dati storicamente accertati di segno assolutamente diverso.

Ritengo pertanto che la richiesta di esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare nei confronti del collega sia infondata e frutto di un obiettivo fumus persecutionis.”

Socci e Napolitano

Il problema non è tanto, o meglio, non è solo, la crisi, lo spread, la Merkel, e via dicendo. Il problema è quando la gente porta il cervello all’ammasso, cioè quando non ragiona, quando si adegua al pensiero dominante e non se ne accorge neanche più.

Un esempio? La continua, costante, e oramai imbarazzante “ode a Napolitano”.

Oramai è un coro continuo, una corsa a lodare ed osannare il Presidente della Repubblica, ad agitarsi per dire “pure io, pure io, sono qua, quanto ci piace, l’eroe!”.

Non si tratta di mancare di rispetto a una carica istituzionale, considerando comunque che quando si trattava di colpire il Presidente del Consiglio Berlusconi se ne sono tutti fregati, e l’hanno massacrato incuranti del danno all’istituzione e al paese.

Per quello che riguarda Giorgio Napolitano, si tratta di non dimenticare e tenere ben presente chi si ha davanti. In questo sito lo abbiamo sempre chiamato “il compagno Napolitano”, per diversi motivi: è lui il vero leader della sinistra italiana, ma soprattutto non si è mai pentito di quel che ha fatto, cioè di aver sostenuto le più sanguinarie dittature del secolo scorso, cioè quelle comuniste, e di averlo fatto anche ben dopo il crollo del muro di Berlino. Un comunista convinto e mai pentito, ecco chi è Giorgio Napolitano.

Un comunista mai pentito che si è rifiutato di mettere la firma al decreto (approvato all’unanimità dal governo Berlusconi) che avrebbe salvato Eluana Englaro, dicendo che non c’erano i requisiti d’urgenza, mentre Eluana stava morendo.

Io questo lo ripeterò finché campo.

Nell’affollata prima fila che si spella le mani per applaudire Napolitano ci sono pure tanti cattolici, che preferiscono “dimenticare” quanti ne ha perseguitati, di cristiani, quel comunismo per il quale il compagno Napolitano è vissuto, e per il quale non ha mai detto “mi sono sbagliato”.

Antonio Socci l’altro giorno su Libero ha cercato di fare chiarezza, in un pezzo mirabile, in cui a partire da quello che sta succedendo in Ungheria ricorda qualche fatto, ma soprattutto cita l’”autobiografia politica” del compagno Napolitano, un libro del 2005. Un pezzo tutto da leggere.

i fatti ungheresi

Un leader stravotato dal suo popolo che prende una maggioranza stratosferica in parlamento, e si appresta a fare importanti riforme.  Che in nome di quella maggioranza scrive la costituzione del suo paese, esaltandone l’identità, anche cristiana. Una protesta di minoranze, fortemente appoggiata da una campagna stampa internazionale denigratoria. Ricorda qualcosa?

E’ l’Ungheria. Quel paese che nella costituzione ci ha appena messo la difesa della vita dal concepimento alla morte naturale, e pure del matrimonio fra un uomo e una donna. E guarda caso, lo attacca la grande stampa internazionale – a partire dal Corriere della pasSera (copyright Dagospia) – e lo difende Giuliano Ferrara. Ricorda qualcosa? Leggete qua,  e poi qua, e  poi meditate, gente, meditate.

2012 si ricomincia

Cominciamo con due segnalazioni e un quiz.

Segnalazione n.1: siamo all'inizio dell'anno nuovo, lasciamo perdere gli oroscopi e vediamo di prendere in considerazione le profezie. Ce ne ricorda qualcuna Antonio Socci, con un pezzo su Libero con cui ci rinfresca la memoria su Fatima e dintorni. Ne aveva già scritto, e adesso aggiunge qualche conferma. Da leggere, e tenere bene a mente.

Segnalazione n.2: il giardino degli angeli, a Roma. Chi non avesse ancora visto la puntata di Radio Londra di stasera, è bene che lo faccia cliccando qua. Ne vale veramente la pena.

Quiz: quando si dice parlare a vanvera. L'ottimo Sandro Magister ha letto un articoletto su Famiglia Cristiana, e ha notato che valeva la proprietà commutativa, come in matematica: cambiando l'ordine delle frasi, il risultato non cambia. Indovina indovinello chi è l'autore del pezzo (ma questo le vedete subito cliccando qua) e quale è la versione originale.....