Novembre 2011

aderiamo alla lettera

Il Corriere della Sera, con una campagna accanita e quotidiana, ha contribuito in modo decisivo alla distruzione dell’immagine personale di Berlusconi, e insieme alla caduta del suo governo.

E infatti adesso, fra editorialisti e banchieri proprietari, gran parte del governo “tecnico” è di area Corriere, a partire dal premier.

Ha quindi bisogno, il Corriere, di far vedere che non è poi così vorace, e oggi ha pubblicato una lettera di protesta da parte di un gruppo di persone. Nient’altro che uno specchietto per le allodole, sia chiaro, ma sempre meglio di niente.

Il testo della lettera è ottimo, ed io ho scritto al Corriere per aderire.

Facciamolo tutti: facciamo circolare la lettera e raccogliamo le adesioni!

Scriviamo a lettere@corriere.it, sromano@corriere.it

Di seguito il testo:

Governo: il passaggio di consegne (da Il Corriere della Sera 20.11.2011)

Quello che è successo e succede in Italia sembra paradossalmente ricalcare quello che è accaduto in Libia.

Un Paese extraeuropeo, con un dittatore intollerante e spregiudicato, in seguito ad alcuni disordini che, a paragone di quelli avvenuti in Siria, facevano ridere, è stato spietatamente bombardato e invaso dalle “forze democratiche Nato” alla conquista di petrolio e gas.

L’intervento è stato accoratamente invocato dal presidente Napolitano che non poteva rimanere sordo al grido di dolore.

Non potremo mai dimenticare le immagini della fine orrenda di Gheddafi, bombardato fino all’ultimo da Usa e Francia e poi volutamente lasciato nelle mani di quei macellai.

Nello stesso modo, non potendo l’Italia essere bombardata dalla UE e dagli Usa (anche perché non abbiamo petrolio o gas), lo spauracchio dello spread (ma perché non lo chiamiamo differenziale?) sui Btp è stato usato dalla Banca centrale europea e soprattutto dall’inquietante sodalizio Merkel-Sarkozy per eliminare l’altro oppositore: Berlusconi e il suo governo che si erano permessi di avere una politica estera personale con Bush, Putin e Gheddafi (la scelta del nuovo ministro degli Esteri dimostra tutto lo spasmodico desiderio di compiacere Obama che non ne ha azzeccata una fino ad ora). La Deutsche Bank per prima ha dato inizio all’operazione e via di seguito con gli Usa. La lettera della Bce, non condivisibile se non in minima parte dalle opposizioni, è stata sventolata a mo’ di vessillo per accelerare la dismissione di questo governo.

Napolitano ha preso in mano la questione e con una celerità terrificante ha nominato il nuovo premier senza neanche aspettare le dimissioni di quello precedente, accollandoci anche la spesa di mantenerlo come senatore a vita.

Tutte le procedure costituzionali sono state azzerate, un governo democraticamente eletto mandato via sotto gli insulti dei benpensanti che in Italia, da Piazzale Loreto in poi, non mancano mai: un golpe in poche parole.

Conosciamo ora i nomi dei nuovi ministri: Corrado Passera che da mesi preparava il suo ingresso e quello di Monti al governo, altri 3 o 4 banchieri, un ammiraglio, un prefetto, uno del volontariato, le università private e pubbliche, tutti doverosamente dell’area di riferimento della sinistra, che incapace di andare al potere per meriti suoi perché impresentabile ed inefficiente, si ripresenta camuffata da tecnici.

Per noi questo è un ribaltone, non un governo tecnico; per questo motivo non pensiamo più di essere in un paese democratico: non lo pensavamo prima perché c’era una forza che remava contro il governo costituita dai magistrati che hanno un poco alla volta distrutto l’immagine di un uomo che assomma grandi capacità a una vita personale non ineccepibile che avremmo potuto anche non conoscere.

Hanno grandi responsabilità anche i giornalisti perché hanno contribuito a distruggere la nostra immagine all’estero.

Il risultato finale è questo bel governo: non crediamo che potrà fare molto e comunque non è un governo scelto dagli elettori.

E’ peggiore il default finanziario o quello della democrazia?

Alberta Pertusio, Massimiliano Callori di Vignale, Marialuisa Scofone Ronga, Ingrid Scofone, Pia Dufour, Roberta Porsenna, Romano Rosazza Bertina, Paola Bernizzoni, Daniela Romani, Marinella Mordiglia, Rosanna Arbarello, Roberto Angelini, Teresa Bernizzoni, Maria Luisa Caponia.

Caro Silvio Berlusconi

Caro Silvio Berlusconi,

sono una qualsiasi dei milioni dei tuoi elettori.

Ho visto le immagini di stasera: quattro scalmanati cresciuti a odio e Santoro, che non riuscendo mai a vincere le elezioni ( e chi li vota?) si sono ridotti a festeggiare le dimissioni di una persona che invece le ha vinte tante volte. Quattro scalmanati che salutano come salvatore della patria un banchiere mai votato da nessuno (Monti), indicato da un comunista mai pentito di aver sostenuto le peggiori dittature del secolo scorso (Napolitano).

Allora ho deciso di scriverti, per ringraziarti, invece, dei vent’anni di libertà che ci hai regalato.

Ti ringrazio, perché scendendo in campo nel ’94 ci hai salvato dalla “gioiosa macchina da guerra” che avrebbe voluto fare dell’Italia un paese governato da alcune procure. Le stesse che ti hanno perseguitato per vent’anni, e se adesso quei poteri sembrano aver vinto, sappi che non potranno avere la meglio come sarebbe stato vent’anni fa, perché nel frattempo le tue incredibili vicende ci hanno aperto gli occhi. Non praevalebunt.

Ti ringrazio, perché ci hai liberato dagli inciuci della Prima Repubblica, e ci hai fatto vedere che noi cittadini possiamo scegliere il nostro premier, e anche la coalizione che ci governa. E se ci stanno riprovando, le stesse facce di allora, a ripetere la storia – figliocci della “parte oscura” della DC – adesso siamo consapevoli del fatto che quella non è l’unica politica possibile.

Ti ringrazio perché ci hai fatto vedere che quelli del cosiddetto salotto buono del paese – a partire dai direttori del Corriere, di Repubblica, insieme a tanti sussiegosi e vuoti editorialisti, incapaci di costruire alcunché nella loro vita, e insieme a vili servi dei potenti, assoldati come giornalisti “anticasta” (ma la loro è la vera casta) – ecco, quelli del cosiddetto salotto buono sono solo vogliosi di potere, sprezzanti del popolo, e per loro è insopportabile che gente al di fuori della loro cerchia possa avere accesso alle istituzioni.

Per questo non ti hanno mai tollerato: tu non sei mai stato asservito a loro, non sei uno di loro, non sei quello che ha le parole giuste, le amicizie giuste, i vestiti giusti, i modi giusti, insomma, tutto giusto al posto giusto. Tu parli come uno di noi, e, paradossalmente, pur immensamente ricco, sei uno di noi. Per questo non ti tollerano.

Ti ringrazio perché hai cercato di salvare Eluana Englaro, con un coraggio che pure certi illustri prelati se lo sognano. Chi salva una vita, o cerca di salvarla, salva il mondo intero, e Dio te ne renderà merito.  Solo tu avresti potuto farlo, quel tentativo disperato, e sta’ certo che comunque in tanti non lo dimenticheremo mai, come non dimenticheremo il vile timore di tanti che sono pronti a riempirsi la bocca di parole in difesa della vita, e che allora, invece, erano atterriti dallo scontro con il compagno Napolitano.

Un grande cardinale ha spiegato che è meglio  essere contestati che irrilevanti. Te lo voglio ripetere, in questa sera amara e dura, non per consolarti ma perché questa è la sorte di chi nella storia ci entra con tutti e due i piedi, e ci mette la sua faccia, sbagliando pure, e magari pure sbagliando tanto, ma mettendo in gioco tutto se stesso, come hai fatto tu, che di tanto puoi essere accusato ma non certo di irrilevanza.

In questi tre anni per fermarti hanno fatto di tutto, approfittando certo anche di tuoi errori, ma non è questo il punto: sei stato alla mercè delle procure, ti hanno origliato come neanche in Unione Sovietica, coperto di fango e svillaneggiato, poteri forti e circuiti mediatici e giudiziari che pur di farti fuori hanno messo in seria difficoltà il paese, e adesso, gli stessi, dicono di volere un altro governo per il bene dell’Italia. Quell’Italia che loro, e non tu, hanno gettato nel ridicolo agli occhi del mondo.

Voglio ringraziarti perché ti sei battuto come un leone, fino alla fine.

Abbiamo assistito obtorto collo ad un golpe. Non avresti potuto fare diversamente: saresti stato il capro espiatorio dello spread, dei mercati, e di tutte le altre diavolerie che hanno lanciato contro l’Italia per farti fuori, e farci fuori. Votare adesso, subito, avrebbe significato votare sotto le bombe, col terrorismo mediatico sul paese che sprofondava, e tutta la colpa sarebbe stata tua. La democrazia è stata momentaneamente sospesa.

Ma non finisce qua. Adesso comincia. Noi, intanto, teniamo gli occhi ben aperti, su Monti & C..

Per ora, un grande, grandissimo e affettuoso abbraccio: siamo in piedi sulle sedie, in tanti, a salutarti “o capitano mio capitano”, ma a questo film, stavolta, un seguito ci sarà.

Assuntina Morresi

la crisi infuria lo spread avanza.....

  1. Chi è Mario Monti, il salvatore della patria, colui in cui tutto il mondo pone speranze, chioma bianca e sguardo severo, presidente del consiglio in pectore dell'attuale vero leader del PCI - momentaneamente Presidente della Repubblica - compagno Giorgio Napolitano? E' SuperMario,  oddiocheemozione, questo nel brevissimo video qua di seguito, che da Gad Lerner spiegava amabilmente "Oggi stiamo assistendo al grande successo dell'euro. E qual è la manifestazione più completa del grande successo dell'euro? LA GRECIA!"
    Vedere per credere. Eccolo qua (grazie Patrizio!). Io speriamo che me la cavo.

2.  Come già detto, questa del governo cosiddetto tecnico – non è vero, i governi tecnici non esistono, sono tutti politici – o di larghe intese (ma l’avete visti Alfano e la Bindi ieri sera a Porta a Porta, come litigavano? E se quelle erano larghe intese, quelle strette come sono?) è la strada maestra per la totale irrilevanza dei cattolici. Per sempre, perché una volta persa, la rilevanza – o guadagnata, l’irrilevanza, fa lo stesso – è ben difficile recuperarla.

3. La crisi infuria, lo spread avanza, sul ponte sventola bandiera bianca. Stasera Napolitano e Obama – il rosso e il nero - si sono parlati, complimentandosi a vicenda per aver quasi fatto fuori il puzzone (cioè Berlusconi). Come con la Libia (e speriamo le analogie finiscano qua, con la telefonata). E domani il corrierone ci spiegherà, ditino sussiegoso alzato, toni serissimi, voce cavernosa, sguardo cattivo, che solo questa è la via di uscita, e guai a chi non obbedisce. Dotti medici e sapienti dalle colonne del Corriere del Potere ci spiegheranno che adesso basta solamente tagliare i costi della politica, e poi siamo a posto: ridurremo i parlamentari a quindici in tutto, otto di maggioranza e sette di minoranza, rigorosamente volontari, di qualche ente no-profit, in nome della sussidiarietà. Tanto ci pensano loro, quelli del corrierone, a fare il resto. E chi non ci sta, tutti in castigo a Todi, a porte chiuse, in ginocchio sui ceci, a sentire Bonanni e Natale Forlani.

4.  E adesso che mi sono sfogata, vi dico: io vorrei andare a votare. Onestamente, mi pare la cosa più giusta. E se proprio proprio mi dite che non c’è tempo, che, appunto, la crisi infuria e lo spread avanza, almeno che al governo cosiddetto tecnico, o meglio, al governo Napolitano, si dia, da parte del PdL, non più di un appoggio esterno. E’ la cosa più sensata. Il governo di Mario Monti, quello che laprovadelsuccessodelleuroèlagrecia, per favore, teniamolo a distanza, sosteniamolo dall’esterno, da fuori della porta. Almeno.

5.  Pierfurby Casini a Otto e mezzo ha detto “Io sarò il primo sostenitore” di un governo Monti ma “lo farò stando in parlamento. Non sono disponibile ad altri ruoli o a impegni di governo”. E’ vero, lo sappiamo: vuole tenersi le mani libere perché vuole fare il prossimo Presidente della Repubblica.

6. Una delle proposte in circolazione pare sia che SuperMario decida da solo la squadra di governo, senza trattarla con i partiti. Quindi, riassumendo: uno che neanche si è presentato alle elezioni, mai votato da nessuno, scelto dal segretario del Pci - momentaneamente presidente della Repubblica - compagno Napolitano (dimenticavo: però piace tanto a Obama)  dovrebbe autonomamente decidere qualche decina di ministri, così, come pare a lui, (ma al corrierone controlleranno i pedigree), e poi essere votato a larga maggioranza in parlamento e governare per un anno e mezzo l’Italia, mettendo finalmente una bella patrimoniale sulle case di tutti noi, falciando il numero dei parlamentari, il tutto con l’indubbio merito di avere dichiarato pubblicamente che prova del successo dell’euro è la Grecia. E noi dovremmo pure sentirci sollevati, perché questa sarebbe la democrazia.

7. Si tratta delle tecnocrazie internazionali e poteri forti, impressionante: ma pensate veramente che spread e mercati che vanno su e giù seguano solamente le ferree leggi dell’economia? Non vi viene il sospetto che invece siano guidati e ben orientati da chi ha il potere di farlo? E se si dice “poteri forti economici e massonici” si dice, appunto di poteri che sono veramente forti, e, diciamolo, mettono anche un po’ paura perché di democratico hanno ben poco?

una proposta, e poi notizie...

UNO: cominciamo con una proposta. Una grande giornata di preghiera per l’Italia, la  propone oggi Antonio Socci su Libero. La cosa più sensata che ho letto nelle ultime, folli settimane. Prendiamola sul serio.

DUE: la crisi politica. I giochi sono abbastanza chiari. Bersani lo ha detto ieri alla manifestazione del Pd a Roma. Il suo schema è” Una proposta politica comune di Pd, Sinistra Ecologia e Libertà, Italia dei Valori, Partito Socialista, più le culture radicali e ambientaliste”. Forze che dovrebbero stringere “un patto di legislatura con le forze moderate e di centro”.

Quindi una riedizione riveduta e corretta di Ulivo/Unione di Prodi, insomma, e al posto della Margherita l’UDC.

Ma l’opposizione non vuole le elezioni adesso: significherebbe dover dire cosa si pensa di fare degli impegni che Berlusconi ha preso con l’Europa, e questa coalizione di sinistra non può onorarli. Vorrebbero tutti, allora, (non il PdL ma le opposizioni) un governo “tecnico”, a cui far fare il “lavoro sporco”, quello che gli elettori non premierebbero mai: la patrimoniale.

Spieghiamo ancora che la patrimoniale in Italia non significa prendere i soldi dai grandi patrimoni dei ricconi con le barche a vela, ma la tassa sui beni posseduti, il primo dei quali è la casa. La patrimoniale funziona se è estesa a tanta gente, altrimenti di soldi ne arrivano pochi (ricordo che solo l’un per cento dei contribuenti denuncia più di centomila euro all’anno) . Di esempi li abbiamo già avuti: Giuliano Amato – che non a caso è un nome che circola adesso – nel ’92 varò due patrimoniali, una del 6 per mille sui depositi bancari e un’altra della metà sugli immobili e le aree fabbricabili sulla base del loro valore catastale rivalutato. Con la prima imposta si è dato il via alla fuga dei risparmi dall’Italia, mentre la seconda, che era straordinaria, si trasformò nell’ICI, e diventò ordinaria,  aggiungendosi alle altre imposte. Quell’ICI che Berlusconi ha abolito.

Sia chiaro, lo ripeto: questa patrimoniale andrà a pesare sulle famiglie italiane e non toccherà le imprese, per questo gli imprenditori la vogliono e la chiedono con forza. Non a caso i principali sponsor del governo tecnico e della patrimoniale sono il Corriere, i cosiddetti grandi imprenditori – dalla Marcegaglia ad Abete –  nel silenzio totale di chi finora ha chiesto il Quoziente Familiare, o il Fattore Famiglia, per sostenere le famiglie, appunto.

Una patrimoniale che andrà a pesare sulle spalle delle famiglie. Niente da dire, adesso?

Un “governo tecnico” per estendere la maggioranza a chi ha perso le elezioni, con quale programma non si sa, oltre la patrimoniale, appunto. Un governo tecnico non guidato da una persona del centrodestra, come Gianni Letta o Schifani: l'ha precisato oggi Bersani, con l'UdC che annuisce. Vogliono Mario Monti, lo ha detto la Bindi, lo scrive un giorno si e quell'altro pure il Corrierone, cioè i poteri forti economici,  tanto per capirci.

Ma dopo la patrimoniale, l’unica conseguenza, se si fa un governo di questo tipo, sarà l’irrilevanza – vera, stavolta – dei cattolici. Con qualche poltrona per ringraziare inutili, vecchi arnesi che si sono prestati al gioco in improbabili convegnucci di campagna.

Insomma, ha ragione Giuliano Ferrara: se così stanno le cose, meglio le elezioni subito. Che siano gli italiani a dire da chi vogliono essere governati, e che governi il più votato.

TRE: mattanza dei cristiani in Nigeria, ad opera di islamici con un nome “Boko Haram” che significa “l’educazione occidentale è un peccato”.  Nel macello sono morti anche non cristiani. Ma è una questione che interessa solo pochi. http://www.avvenire.it/Mondo/Pagine/nigeria-decine-vittime.aspx

QUATTRO:  c'è un giudice a Strasburgo. vietare l'eterologa si può. Meno male. L'ha stabilito la Corte europea dei diritti umani, e la nostra legge 40, indirettamente, ne esce rafforzata. L'ho spiegato in un editoriale su Avvenire.

che sta succedendo

Invito tutti ad ascoltare l'ultima puntata di Radio Londra, con Giuliano Ferrara che spiega bene cosa sta succedendo in questa grave turbolenza dei mercati che oggi ha segnato l'ennesima giornata nera.

Alcune precisazioni, fondamentali per capire:

1. l'attacco all'euro è dovuto al fatto che non c'è una banca centrale che lo tutela facendo da  prestatore ultimo. Ma questo lo spiega bene Ferrara. E' indipendente da chi sta al governo: oggi è andata male ad un sacco di altri paesi, oltre che all'Italia, bisogna ricordarselo.

2. Vogliono far fuori Berlusconi - e questa non è una novità - con la scusa della crisi dei mercati, chiedendo un governo di emergenza, (naturalmente senza di lui) e stanno spingendo fortemente Napolitano in questa direzione. Facciamo a capirci: il programma del governo tecnico o di unità nazionale - cioè un governo fatto non da chi ha vinto le elezioni, ma anche da chi le ha perse - ha un unico punto programmatico: la cosiddetta PATRIMONIALE. Sia chiaro: PATRIMONIALE non significa una  tassa su  grande patrimonio, ma una tassa su un BENE, e la stanno chiedendo persone come Marcegaglia e Montezemolo, tutte con un grande patrimonio. Non perché siano improvvisamente generosi e buoni, tutti novelli Babbi Natale, ma perché non tocca solo i loro patrimoni: non si tratta di togliere i soldi solo  ai ricchi, perché di grandi patrimoni in Italia ce ne sono pochi (SOLO L'UN PER CENTO DEI CONTRIBUENTI DICHIARA UN REDDITO SUPERIORE AI CENTOMILA EURO), e da una patrimoniale sui grandi patrimoni  verrebbero quindi ben pochi soldi. La cosiddetta PATRIMONIALE  in Italia, per dare soldi, per funzionare, insomma, deve prendere soldi da tutti noi: l'80% degli italiani possiede una casa, per esempio. Per prendere tanti soldi bisogna mettere le mani nelle tasche di tutti, altro che, come d'altra parte ha già fatto Giuliano Amato con i conti correnti (di tutti, indistintamente) per esempio, ai bei tempi. Alla faccia di chi ancora insiste sul fattore famiglia e quoziente familiare. Sia chiaro: la cosiddetta patrimoniale del governo di unità nazionale o tecnico o come lo volete chiamare (quello senza Berlusconi, insomma) toccherebbe tutte le famiglie, a cominciare da chi possiede la casa in cui abita. A questo stiamo andando incontro, sia chiaro.

3. Un governo tecnico o di unità nazionale ha una bella, prima conseguenza, oltre la cacciata di Berlusconi: l'irrilevanza dei cattolici. E' chiaro, no? In un governo in cui non conta l'espressione popolare, i cattolici in quanto tali non hanno alcun peso. Ifatti, quali sono i nomi che girano per questo governo nuovo? Montezemolo o Monti, o gente simile, che con i cattolici e i valori non negoziabili c’entra come i carciofini con la Nutella. Quindi, attenzione a chi in queste settimane si è autonominato rappresentante dei cattolici - dopo una vita di silenzio - e chiede il governo di unità nazionale: sta solo cercando una poltrona per sé (e non la prenderà). Tanto per capirci, la prima cosa che salta, con il governo tecnico, è la legge sul fine vita (che adesso sta facendo l'ultimo passaggio al senato).