Settembre 2011

il Kennedy del centrodestra italiano

Superbo editoriale oggi, sul Foglio: Berlusconi scandaloso. Che spiega bene perché Berlusconi risulta, effettivamente, scandaloso. E agisce da animale braccato. Ma la responsabilità è dei bracconieri. Da leggere tutto.

E Berlusconi ha risposto con una bella lettera al Foglio, denunciando il tentativo - da anni, ormai,  - da parte di un circuito mediatico giudiziario impazzito, di trasformare la sua vita privata in un reato.

E per completare il quadro oggi Antonio Socci, su Libero, scrive che Silvio Berlusconi, che di cose ne ha sbagliate tante, nella scelta più importante ha dato il meglio. E ci spiega perché Angelino Alfano potrebbe essere il Kennedy del centrodestra italiano. E noi condividiamo.

Tutto va nel peggiore dei modi

Francamente: tutto va nel peggiore dei modi.

UNO: La magistratura italiana è definitivamente inaffidabile e irrecuperabile, in totale impunità: con l’imputazione coatta con cui oggi Silvio Berlusconi è stato accusato di “concorso in fuga di notizie” per la famosa frase di Fassino “Abbiamo una banca” pubblicata su “Il Giornale”,  abbiamo oramai superato ogni limite di decenza. Sui giornali vanno liberamente paginate e paginate di intercettazioni, tutte rigorosamente contro Silvio Berlusconi – ma intercettano solo lui, in Italia? – e oramai nessuna è connessa a reati, si fanno solo per mettere in pubblico conversazioni private, per infangare. Tutti pubblicano cose vietate, ma solo Berlusconi è accusato di “concorso in fuga di notizie”, perché avrebbe dato l’assenso alla pubblicazione dell’unica intercettazione fatta a un comunista in tutta la storia dell’Italia unita.

Perché quelli a sinistra NON SI DEVONO INTERCETTARE MAI, almeno finché la magistratura può contare sulla loro acquiescenza.

Sia chiaro: non è la sinistra a tenere sotto schiaffo la magistratura, ma il contrario. Il problema è che la magistratura vuole campo libero, ed oramai è in grado di tenere sotto ricatto la classe politica tutta. E la sinistra non sarà coinvolta, e ne uscirà indenne come ne è uscita nel ’93 da Mani Pulite, finché  non si opporrà allo strapotere della magistratura. Ma quando a sinistra si accenna ad appoggiare una qualsiasi riforma che potrebbe ridimensionare la magistratura, ecco che da questa arriva un avvertimento: adesso questo avvertimento è l’inchiesta su Penati.

Ci torneremo su, perchè questa della giustizia è una questione che va capita bene, se ci si vuole orientare nel caos intorno a noi.

Adesso bisogna infangare, seppellire il Presidente del Consiglio sotto palate di letame. E se il paese viene giù, e chissenefrega? L’importante è far fuori lui. Il CSM (Consiglio Superiore della Magistratura), organo di autogoverno – ma che battuta! – della magistratura, chiaramente non interviene, complice in tutto del degrado. Caro – si fa per dire – Presidente della Repubblica, e Presidente del CSM (e quindi della Magistratura tutta) o meglio, compagno Giorgio Napolitano, aspettiamo ansiosi un Suo intervento autorevole in merito, pronunciato con quel linguaggio della verità che Lei ha tanto invocato al Meeting di Rimini. Questo è il momento di dimostrare che le Sue parole erano vere. Quali provvedimenti intende prendere per arginare una magistratura impazzita, in qualità di Presidente del CSM? Aspettiamo.

DUE: l’attacco alla cosiddetta “casta” è partito da due giornalisti del Corriere della Sera, Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, e basterebbe questo fatto per prenderne le distanze e sospettarne fortemente. Il Corrierone è la massima espressione mediatica di quei “poteri forti”, soprattutto economici, che costituiscono l’unica vera intoccabile casta di questo paese, per la quale il solo argine è proprio il Parlamento degli eletti.

E’ disgustoso, e pericoloso, il qualunquismo forcaiolo che oramai sembra averla avuta vinta. E al Corriere del Potere fra poco cominceranno a scrivere che i parlamentari potrebbero essere più che dimezzati: ridotti di dieci, venti, trenta volte …. tutti fuori, tranne uno. Un solo stipendio, un solo segretario, un solo autista, una piccola auto. Un costo ridottissimo, per l’Unico. Il Dittatore (copyright Alfano).

TRE: attenzione, che dopo la Casta, l’attacco è alla Chiesa. Non vi illudete.

QUATTRO: il 20 settembre all’ONU si proporrà il riconoscimento della Palestina. Israele è sempre più isolato, mentre cresce quel fondamentalismo islamico, mascherato da “primavera araba”, a cui qualche sciocco, o ingenuo, ancora crede. Un riconoscimento di questo tipo sarebbe una vera e propria tragedia. Se accadrà, reagiremo.

CINQUE: il governo dei cosiddetti “ribelli” di Gheddafi ha stimato in 50.000 i morti della guerra in Libia. Una guerra che doveva servire a non fare morti. E Amnesty International ha pubblicato un rapporto  "La battaglia per la Libia: uccisioni, sparizioni e torture", nel quale si denunciano violazioni dei diritti umani sia da parte dei pro-Gheddafi che da parte dei cosiddetti "ribelli" (quelli che abbiamo armato anche noi). Il comunicato è in italiano, e il rapporto è di 107 pagine in inglese. Leggetelo.
Ma il Presidente Napolitano era d’accordo con la guerra, e quindi il governo italiano non è attaccato per aver partecipato. Sempre a proposito del linguaggio della verità.

inverno arabo

La primavera araba non c'è più, e forse non c'è mai stata, e le violenze  dei giorni scorsi in Egitto contro l'ambasciata d'Israele, al Cairo, assaltata e devastata, lo dimostrano senza ombra di dubbio. L'ombra dei Fratelli Musulmani avanza cupa.

Per saperne di più, invito a leggere questo pezzo di Giulio Meotti, da il Foglio, e le cronache, puntuali, da Asia News, a cui p. Rafic Greche, portavoce della Chiesa cattolica egiziana, parla di una situazione “davvero terribile” che ha creato “spavento e preoccupazione”.  Ancora Asia News che spiega come in Egitto oramai la divisione è fra partiti laici e islamici, con i Fratelli Musulmani che vogliono trasformare il paese in una repubblica islamica basata sulla sharia. E intanto cresce la paura fra i cristiani.