Giugno 2011

tempi duri e confusi

26 Giugno 2011

Tempi duri e confusi – uno

 Non capisco perché chiedono di essere rispettati quelli che, per dimostrare quanto sono tolleranti e rispettosi loro, esibiscono cartelli come questo,  con il Papa seminudo, in reggicalze, un’immagine disgustosa e laida con la scritta “veste Prada ma è amica di Satana”. Stava all’Europride di Roma, e pure a Milano, ieri. Con violenza e prepotenza arrogante offendono, e pretendono che tutti gli altri subìscano in silenzio, pena l’accusa di omofobia. E lo chiamano progresso dei diritti. Io no, e dico che è un aumento dei soprusi.

Nessuno fra i rappresentanti delle istituzioni che ha sfilato ai vari cortei tristo-carnevaleschi – dalla Polverini, a Roma, fino ai neo-assessori milanesi, che hanno rivendicato orgogliosamente la loro presenza, il patrocinio del Comune di Milano, e il prossimo registro per le coppie di fatto, è il vento nuovo di Pisapia, bellezza – nessuno dicevo, ha sentito l’esigenza di condannare o almeno dissociarsi. Eppure, quanto vogliamo scommettere che se la stessa immagine fosse stata usata per il papa laico, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, sarebbe venuto giù il mondo?

 Tempi duri e confusi – due

Da New York, a Napoli e Milano, e Roma la settimana scorsa, e poi le esternazioni di Veronesi – l’amore più puro è quello omosessuale – si moltiplicano gli spot per le unioni omosessuali. Attenzione a sottovalutare queste carnevalate. Ricordo che a New York nel 2004 solo il 37% della popolazione era a favore del matrimonio gay, che invece adesso ha l’approvazione della maggioranza e pure il riconoscimento della legge. Ci vuole poco a cambiare l’andazzo, se non si tiene alta la guardia.

 Tempi duri e confusi – tre

Per favore, non facciamoci imbrogliare dal fattore famiglia e dai tanti sostegni economici alla famiglia che vengono chiesti in continuazione. Richieste legittime, naturalmente (chi scrive ne ha quattro di figli e sa bene di che parla), ma attenzione: le amministrazioni come quella di Pisapia e De Magistris attueranno sicuramente provvedimenti in questo senso. E poi diranno che si applicano a tutte le nuove famiglie, al plurale, e che questo non intacca il valore della famiglia tradizionale. Secondo questo ragionamento, neanche chi chiede per sé l’eutanasia intacca la libertà di chi non la chiede, oppure chi si droga non intacca la libertà di chi non lo fa, e possiamo continuare così per un bel pezzo. (Le Acli hanno già provato a dirlo, a proposito del provvedimento di Pisapia). Attenzione, non facciamoci fregare.

Tempi duri e confusi – quattro.

Immondizia a Napoli: stavolta ha ragione la Lega, che protesta al trasferimento dei rifiuti di Napoli nelle altre regioni.  Certo, in presenza di emergenze sanitarie il governo dovrebbe intervenire. Ma dovrebbe farlo, secondo De Magistris, per portare i rifiuti di Napoli in altre regioni: il governo dovrebbe cioè  con un decreto aggirare una sentenza del Tar che ha bloccato il traffico di rifiuti fra Campania e Puglia, ma è bene ricordare che quella sentenza è nata da un ricorso di Vendola, e non della Lega. Così come è bene ricordare che i soldi dall’Europa non sono arrivati perché De Magistris per primo li ha bloccati, per fare un dispetto a Berlusconi.  Possiamo leggere su Libero:   il 26 gennaio del 2011, il gruppo Alde (la cosiddetta “sinistra indipendente”) al Parlamento europeo presenta una risoluzione particolarmente dura in materia di rifiuti, al cui paragrafo 5 si legge: «Il Parlamento europeo chiede alla Commissione di prolungare sine die la sospensione dei fondi Ue stanziati per i progetti nel settore dei rifiuti della regione e mantenerli congelati fino a quando non sarà pronto un piano per la gestione dei rifiuti stessi verificabile e concordato da tutte le parti interessate». Indovinate chi è stato il primo firmatario della risoluzione? L’eurodeputato dell’Idv Luigi De Magistris. Si parla dei “famosi” 145 milioni di euro di fondi Fas bloccati a Bruxelles, destinati alla Campania per la regolarizzazione del ciclo dei rifiuti: soldi, si badi bene, destinati all’intera regione e non solo a Napoli città come da più parti si è detto, soprattutto in campagna elettorale.

De Magistris dice che in pochi mesi arriverà alla fantasiosa soglia del 70% di raccolta differenziata (in Germania siamo al 60%....), che tra l’altro, come è noto, non si può riciclare del tutto. Del restante 30% non si sa bene che succeda, visto che non la vuole bruciare e neppure seppellire. Se la mangerà?

Tempi duri e confusi – cinque

Non se ne può più di intercettazioni buttate sui giornali, senza uno straccio di reato ma solo per infangare. Ma perché non ci scappa mai qualche intercettazionuccia di gente, che so, tipo Paolo Mieli, Gianfranco Fini, Vendola, Pierferdinando Casini, Ilda Boccassini, Vietti, tanto per fare qualche nome a caso? Così, tanto per gradire, spendiamo qualche milioncino di euro pure per questi qua, e vediamo che viene fuori…..

...riprendiamo il filo con Antonio Socci.

22 Giugno 2011

Riprendiamo il filo, scrivevamo nel post precedente, e lo facciamo con il pezzo di Antonio Socci sui cattolici, pubblicato domenica scorsa su Libero che lo ha titolato "Bisogna uscire dalle sacrestie, ma come?"

Veramente superbo. Lo condivido tutto quanto. Specie quando, citando Newman, spiega cosa significa che la chiesa è necessariamente un partito.

Tanti cattolici hanno rivendicato con orgoglio il loro contributo decisivo alla vittoria sui referendum per fratello acquedotto (perché quello è stato, un referendum sui tubi, o forse sarebbe meglio dire un referendum del tubo), un contributo del quale sinceramente non ci siamo entusiasmati, viste le scemenze che ci siamo dovuti sorbire da parte di gente che non sapeva neanche di cosa parlava, tranne il fatto che voleva votare contro Berlusconi (ma se l’acqua è sorella,  perché per questi cattoliconi Berlusconi non è non dico fratello, ma neanche cugino di secondo grado? Tutta la loro tolleranza va solo in un verso, quello sinistro? Tutta la loro passione per la pace e per la tolleranza, come si concilia con l’odio per Berlusconi? Non potrebbero considerarlo alla pari almeno di un tubo di un acquedotto? ).

Socci però fa una riflessione che va ben al di là di tubature e bunga bunga, centrando invece la vera posta in gioco.

Attenzione: qua non si tratta di un’analisi del voto dei cattolici – Berlusconi si o no – ma di una proposta concreta per rispondere alla domanda del Papa e del Card. Bagnasco, quando chiedono una nuova generazione di politici cattolici. E mi resta veramente difficile pensare che Benedetto XVI voglia indicare i tubi degli acquedotti come icona del nuovo impegno dei cattolici in politica.

riprendiamo il filo....

22 Giugno 2011

Dopo un paio di settimane di impegni in giro per il mondo - letteralmente - cerchiamo di riprendere il filo dei pensieri.

Berlusconi finito? Dicono tutti così, è un coro da giornali, tv (e meno male che adesso c’è la programmazione estiva e certe lagne ce le risparmiamo) e quant’altro….e ieri lui ha avuto di nuovo la fiducia, una maggioranza assoluta che non si vedeva da tempo.

Ma diciamo pure che:

  1. non mi si venga a dire che adesso sono tutti comprati i parlamentari. Ricordo che il secondo governo Prodi è caduto miseramente dopo due anni, mentre il primo, anche se è caduto durante la legislatura, è stato sostituito da altri senza passare per le urne. Che significa: comprati i parlamentari del primo Prodi, e liberi quelli del secondo? No di certo. La verità è un’altra: finché c’è una maggioranza in parlamento, il parlamento è legittimato ad andare avanti. Si va al voto quando di maggioranze non ce ne sono più. E adesso di alternative a questo governo, che piaccia o meno, non ce ne sono.
  2. Questione Bisignani e P4. Ridicola. O gravissima, che dir si voglia. Con gli stessi criteri, ognuno di noi potrebbe appartenere ad una P27, P125, con una numerazione tanto maggiore quanto meno è importante il giro di chiacchiere. Buono il pezzo di Franco Bechis sul suo blog.
  3. Diciamo pure che dopo le amministrative e i referendum, il rumore delle manette è aumentato, e non a caso: si cerca di dare la “sberla” finale. E’ un film già visto, referendum inclusi: erano i primi anni ’90. Speriamo che il Paese non ne esca a pezzi, e che Berlusconi resista. E speriamo veramente che la politica tutta esca dall’imbarbarimento a cui stiamo assistendo. Ogni volta che apro il Corriere della Sera – la Nuova Pravda, il giornale veramente espressione dei poteri forti, molto peggio di Repubblica, che almeno sai che è nemica dichiarata, mentre il Corrierone si ammanta di un’aria sussiegosa, sempre con quel ditino alzato a fare la morale, e da che pulpito…. – bene, ogni volta che apro il Corriere  (si salvano giusto i commenti di Massimo Franco) mi torna in mente il periodo di Mani pulite. Meditate, gente, meditate….
  4. Pillola dei cinque giorni dopo. Qua un mio editoriale su avvenire, "La scorciatoia bugiarda dell'aborto inconsapevole". Ci torneremo su presto.

pensieri politici notturni

5 Giugno 2011

Passata l’ondata di commenti a caldo sulle elezioni, vediamo quelli a freddo.

Pensiero politico n.1

Non venitemi a dire che la gente si è scocciata dei toni sopra le righe e ha votato i moderati. Trovatemi un moderato fra Pisapia, De Magistris e Zedda (quello che ha vinto a Cagliari). Il fatto che Pisapia abbia un aspetto gentile e sorrida non significa che sia moderato: si possono fare tante cose con il sorriso sulle labbra e parlando a bassa voce. De Magistris è nato dalle trasmissioni di Santoro – il che come moderazione è tutto dire - e si è candidato contro il suo stesso partito. Zedda è un giovanotto sconosciuto, che porta in dote una faccia pulita, un’amicizia di famiglia con Giorgio Napolitano e una militanza vendoliana.

La campagna elettorale del centro destra è stata surreale – avessero fatto un comitato per perdere le elezioni, non gli sarebbe venuta così bene – e sicuramente la faccenda di Ruby non ha aiutato, specie a Milano. Ma abbiamo perso perché non ci sono state le riforme promesse, il centro destra ha deluso, e tanti elettori non sono andati a votare. A sinistra hanno vinto facce nuove ma con fisionomie precise e ben note, quelle della sinistrasinistra, senza il centro, insomma, ma non ha vinto certo il Pd, che quelle candidature vincenti le ha subìte.

Pensiero politico n.2

L’Udc come partito ha votato a sinistra, come tutto il cosiddetto Terzo Polo, e infatti adesso arrivano le cambiali: pare che Tabacci, ora API, ma ex dc, Presidente della regione Lombardia fra il 1987 e il 1989, (alla faccia del nuovo che avanza) vada al Bilancio a Milano , e danno anche Pasquino, a Napoli (candidato sindaco del terzo polo) in forse come Presidente del Consiglio Comunale. Questi del cosiddetto centro hanno votato a sinistra e non l’hanno voluto dire pubblicamente. E così, mentre l’UdC in Parlamento votava contro la legge sull’omofobia, a Milano si schierava con Pisapia e a Napoli con de Magistris, che come punto qualificante nel loro programma hanno il Registro delle coppie di fatto. Tanto per capirci, Pisapia in consiglio comunale ha portato gente come come Marco Cappato – lo conoscete – Marilisa D’Amico  - docente di Diritto Costituzionale, anima dei ricorsi contro la legge 40 e contro le linee guida della 194 fatte da Formigoni, abolite, a seguito di quel ricorso, dal Tar Lombardia), e Anita Sonego, fondatrice di Soggettività Lesbica. Ma quanta bella gente, eh?

Affidabili, eh, quelli dell’UdC?

Pensiero politico n.3

Vogliono usare i prossimi referendum come arma contundente contro Berlusconi. E siccome se lo dicono prima hanno paura che la gente non va a votare, e non si raggiunge il quorum, eccoli lì a sbracciarsi a dire che no, i partiti non c’entrano niente. Basta leggere, per esempio, il Corriere della Sera di oggi – bisogna sempre leggere il Corriere, la voce del Padrone, per capire che aria tira nelle stanze del potere economico vero, quello che vuole far fuori Berlusconi e ha fatto ponti d’oro a Pisapia & C., per capirci -  il Corriere di oggi, dicevamo, che è tutto un rassicurare che i partiti non c’entrano neanche un po’, non sentono, non vedono, non guardano maquandomaisignoramiacomecipuoipensare. E infatti alla manifestazione dei promotori del referendum il 10 giugno, “una manifestazione non dei partiti ma di popolo” si parla di gente  come Saviano, Dario Fo, Bersani e Di Pietro…. Ma come puoi pensare che c’entrino i partiti?

Pensiero politico n. 4 Referendum

Io non vado a votare, proprio per l’uso strumentale che vogliono fare di questi referendum, e perché è ridicolo far decidere in questo modo questioni complicate, per le quali la stragrande maggioranza della gente decide non nel merito – che solo in pochissimi sanno – ma per sentito dire, o per appartenenza politica.

Un esempio? I referendum sull’acqua. Ridicoli. L’acqua E’ PUBBLICA e CI RIMANE ANCHE SENZA REFERENDUM. Quello che è in gioco è la sua gestione, l’amministrazione del sistema, che il referendum vorrebbe impedire anche ai privati. Per capirci, è come la scuola: è sempre pubblica, ma per le paritarie la gestione è affidata anche a soggetti diversi dallo stato, con le regole che però lo stato controlla.

Per l’acqua servono investimenti che il pubblico non ha, e far fuori i privati significa rinunciare agli investimenti. Per la cronaca: sapete chi ha “inventato” in Italia la co-gestione pubblico-privato per l’acqua? La regione toscana. E adesso gli stessi sono in grande imbarazzo a smantellare un sistema che hanno messo su. Interessante, eh?

Chi è per il SI al referendum sull’acqua (come Di Pietro, Bersani e i cattolici alla Zanotelli, per intendersi) non vuole che i privati ne abbiano la gestione, neppure in compartecipazione. Sono gli stessi che sparano a palle incatenate contro le scuole paritarie (che chiamano private).

Sul nucleare, un dibattito serio sarebbe troppo lungo. Ma un paio di cose è bene metterle in chiaro.

Compriamo a caro prezzo energia nucleare da altri paesi.

Non è vero che siamo paese denuclearizzato: abbiamo le centrali nucleari a tutti i confini, e quindi un eventuale incidente ci riguarderebbe tutti. Che pensiamo, che se c’è un incidente in Francia, le radiazioni rimangono là, e le ferma la dogana?

Quindi, se il nucleare sarà bloccato in Italia, continueremo comunque ad usare l’energia nucleare, ma non la produrremo, e quindi avremo tanti costi ma non potremo controllare le centrali.

Le rinnovabili per ora non possono certo sostituire il nucleare, e neanche fra breve. La Germania, che dice di chiudere gli impianti, potenzierà le centrali a carbone – si, avete capito bene, a carbone. Perché se non è nucleare, è solo petrolio e carbone, non c’è altro, per ora.

E l’ultimo quesito, sul legittimo impedimento, è solo per picchiare duro Berlusconi.

IO NON VADO A VOTARE.