la voce del padrone

Quando si dice la voce del padrone.

Ieri su Avvenire è stato pubblicato in prima pagina un appello ai parlamentari per l’approvazione della legge sulle dichiarazioni anticipate di trattamento (DAT), il cosiddetto biotestamento.

Un appello firmato da dodici persone:  Vinicio Albanesi, Dino Boffo, Paolo Bustaffa, Francesco D’Agostino, Giuseppe Dalla Torre, Stefano De Martis, Assuntina Morresi, Lorenzo Ornaghi, Antonio Sciortino, Antonio Socci, Marco Tarquinio, Francesco Zanotti

Come si può vedere, rappresentanti di diverse anime del mondo cattolico: da Don Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana, a Dino Boffo ed Antonio Socci, a Marco Tarquinio (attuale Direttore di Avvenire) al Rettore dell’Università Cattolica Lorenzo Ornaghi e a quello della LUMSA Giuseppe Dalla Torre. Ci sono anche io. Insomma, la logica delle firme è che tanti cattolici, anche quelli da sempre espressamente critici nei confronti di questo governo, sono uniti ai loro vescovi nella richiesta di una legge sulle dichiarazioni anticipate di trattamento, e nella richiesta di questa specifica legge.

Insomma: una notiziona!

E che fa la voce del padrone, cioè il Corriere della Sera?

Dopo che per mesi ogni intervento di Famiglia Cristiana contro Berlusconi è stato amplificato, sottolineato, ripreso, titolato e controtitolato, e dopo che per settimane hanno pubblicato un falso dibattito sulla legge sulle DAT, con interviste a “confronto” fra un laico contro la legge e un cattolico pure lui contro la legge, tanto per far intendere che questa legge, secondo loro, non la vorrebbe nessuno e che la Chiesa è divisa, ecco che arriva un appello di cattolici di destra e sinistra, compreso il Direttore di Famiglia Cristiana, pubblicato sulla prima pagina del quotidiano della CEI: e cosa ti fa il Corrierone?

SILENZIO assoluto sull’appello. La notizia non esiste, oggi non dedica neanche una riga. Potete immaginare cosa sarebbe successo se ci fosse stato un appello di dodici cattolici “disobbedienti”, anche se rappresentavano solo se stessi, e non, come in questo caso, i media cattolici e le principali università cattoliche.....

Al tempo stesso, però, il Corriere una risposta la dà, con un paginone su Scanavino, il vescovo dimissionario di Orvieto, che appena date le dimissioni su espressa disposizione della Chiesa, si è messo a rilasciare interviste contro la decisione della Chiesa stessa, il che non depone certo a suo favore.

In altre parole: ci dimostrate che i cattolici sono uniti intorno ai  loro vescovi su una legge importante sulle dichiarazioni anticipate di trattamento, indipendentemente da chi appoggia o no questo governo? E noi vi facciamo vedere quanto i cattolici sono divisi, cercando disperatamente la prima notizia di cronaca localissima (e chi mai sapeva prima come si chiamava il vescovo di Orvieto?) che serva allo scopo, e buttandoci un intero paginone.