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Si, sono scandalizzata dall’ultimo “caso Ruby”. Sono scandalizzata per come viene trattato il Presidente del Consiglio, che, sostanzialmente, è messo alla berlina perché ha fatto una telefonata per cercare di tirare fuori dai guai una ragazza sbandata. Tutto qua.

Sono scandalizzata dai fiumi di menzogne e dalle calunnie di Repubblica, che nel suo primo articolo ha parlato del famoso “bunga bunga” come della “abitudine del padrone di casa d’invitare alcune ospiti, le più disponibili, a un dopo-cena erotico….un rito dell’harem africano” di Gheddafi, lasciando intendere le peggio cose.

Niente di vero, il riferimento in realtà era solo a una stupida barzelletta, e nient’altro, ma intanto Repubblica si può permettere di infangare il Presidente del Consiglio – e quindi l’Italia intera - con tutte le calunnie che vuole, tanto non paga pegno.

Andatevi a rileggere l’articolo allucinante di Repubblica di giovedì scorso, con cui Berlusconi potrebbe sì andare dai giudici, ma per denunciare e dichiararsi parte lesa.

Sulla questione che la ragazza fosse parente di Mubarak, la storia è semplice: secondo il Corriere della Sera, Berlusconi avrebbe detto per telefono “volevo confermare che conosciamo questa ragazza, ma soprattutto spiegarle che ci è stata segnalata come parente del presidente egiziano Mubarak”.

Subito dopo, la questura ha identificato con certezza la ragazza, contattando i genitori e la comunità di Messina da cui era scappata. Non era difficile capire che non aveva niente a che fare con un importante capo di stato straniero. E allora perché non hanno avvisato il Presidente del Consiglio che quella segnalazione era un errore? Non mancavano certo i mezzi per contattarlo, se veramente questa faccenda di Mubarak li avesse intimiditi o preoccupati.

Trovo scandaloso che uno come Gianfranco Fini oggi si sia permesso di pontificare sulla faccenda, dicendo che è “una vicenda che dimostra disinvoltura, malcostume, e un uso privato del potere pubblico”. Ma da che pulpito!!!!!!!

Premio faccia di bronzo a Fini: il Giornale e Libero lo hanno spiegato in prima pagina, da due giorni, e lo ha dovuto scrivere a malincuore, nascosto nelle ultime cinque righe di un articolo a pagina 11, ieri, anche il Corriere della Sera, riportando alcuni documenti ufficiali della procura di Roma che ha indagato sulla casa di Montecarlo: “le firme del locatore e del locatario appaiono identiche. E le carte sembrano confermare il dubbio che Tulliani sia in realtà il proprietario, visto che ha pagato contemporaneamente il canone e le spese di ristrutturazione”.

Quel Gianfranco Fini che ha sempre rifiutato un confronto diretto con i giornalisti – come invece ha fatto Berlusconi l’altro ieri –  promettendo che si sarebbe dimesso se fosse risultato che la casa di Montecarlo era del “cognatino”.

Ma state certi, che non lo farà. Non si dimetterà, farà finta di niente. Il dubbio – molto più di un dubbio – è che senza il “provvidenziale” caso Ruby, le notizie della procura di Roma sulla casa di Montecarlo, ed il comportamento della procura stessa, straordinariamente cauta e corretta nei confronti di Fini, avrebbero campeggiato sui giornali, obbligando Fini alle dimissioni.

Ma Fini è prezioso per quei poteri forti che vogliono far fuori Berlusconi: lui è lo strumento indispensabile per fare cadere il governo. Per poteri forti intendo innanzitutto quelli dietro il Corriere della Sera, per esempio, che seleziona le notizie spifferate illegalmente dalle procure a seconda se sono o no contro Berlusconi: ci fanno paginate solo se lo danneggiano: ma tanto nessuno indaga sulla fuga di notizie, e il Garante della privacy così sollecito invece nel caso del portavoce di Prodi, Sircana, sorpreso a contattare transessuali, adesso si è dimenticato di esistere.

Quel che vogliono i poteri forti, quelli veri, è il “governo tecnico”, e cioè un governo fatto non da chi ha vinto le elezioni – cioè da Berlusconi - ma da quelli che le hanno perse (PD in testa, ma non solo). E’ una forma di “colpo di stato di palazzo”: siccome non riescono proprio a mandarlo via con le elezioni, allora cercano di affossarlo in tutti i modi, con tutti i mezzi.

Sì, sono scandalizzata.

Vi segnalo due commenti, per capire meglio. Il primo, di Giuliano Ferrara, chiaramente su Il Foglio, e il secondo di Eugenia Roccella, su Libero.