Settembre 2010

proposta di lettera aperta....

Proposta di lettera aperta a Giorgio Napolitano

Al Presidente della Repubblica

-         vista la spasmodica attesa del video con cui Gianfranco Fini avrebbe svelato i misteri della casa di Montecarlo, e forse anche quelli del Sacro Graal;

-         vista l’enorme delusione seguitane, dato che il suddetto Fini non ha detto praticamente niente;

-         considerato il tenore patetico dell’unica rivelazione data, e cioè che il suddetto Fini è arrabbiato con il cognato, con il quale è stato addirittura sgarbato (tremiamo tutti solo all’idea);

-         preso atto che se il cognato se ne va dalla casa di Montecarlo chissà dove se ne andrà a fare danni, ma questo è problema del suddetto Fini;

-         rassicurando che di cognati fra i Tulliani il suddetto Fini ha solo questo;

-         tenuto conto di una lettera riservatissima, da poco letta e commentata in mondovisione, con cui si informa che il proprietario della famosa casa di Montecarlo è il suddetto cognato;

-         ma tenuto conto anche che il suddetto cognato ha smentito tutto mediante avvocati;

-         sospettando che il suddetto cognato nel frattempo sia stato colto da evento gravemente invalidante alle corde vocali, o colpito da grave amnesia, visto che in due mesi non è riuscito a dire alcunché sull’identità del proprietario;

-         deducendo che quindi nessuno sa più chi caspita sia il proprietario della casa di Montecarlo;

-         ipotizzando che quelli de Il Giornale e Libero non molleranno l’osso;

-         ipotizzando pure che Bocchino e Granata non li azzitta più nessuno;

-         osservando la poderosa, continua e oramai incontrollata transumanza di parlamentari da un partito all’altro;

-         osservando che neanche all’opposizione se la passano granchè bene;

-         tenuto conto comunque che a destra c’è più fantasia e a sinistra sono sempre noiosi, anche nello sfascio (vuoi mettere una casa a Montecarlo con cucina Scavolini acquistata sul raccordo anulare di Roma, e pure la misteriosa missiva di uno sconosciuto ministro di un’esotica isola caraibica, rispetto a un documento di sette pagine di Veltroni-Fioroni-Gentiloni?);

CON LA PRESENTE SI CHIEDE

che Sua Eccellenza il Presidente della Repubblica si rechi al più presto in parlamento a camere riunite e, alla presenza degli eletti al completo, urli “TANA LIBERA TUTTI!”, dando mezz’ora di tempo perché ciascuno scelga liberamente il partito di appartenenza, nonché la commissione a cui aderire, e si svolga l’estrazione a sorte dei presidente, capigruppo, segretari e quant’altro, e poi BASTAAAAA! Si ricomincia.

i misteri di Montecarlo

I finiani non vogliono più parlare della questione dello “scudo giudiziario” al Presidente del Consiglio perché, secondo loro, l’attacco de Il Giornale e di Libero al cognato di Fini è indegno.

Ma scusate, prima Fini dice che i giornali hanno diritto totale alla libertà di stampa, e poi protesta se i giornali la esercitano;  prima dice che se c’è anche l’ombra di un sospetto su una persona che ha una figura pubblica, questa si deve dimettere (ricordate: niente ombre sulla moglie di Cesare, il quale Cesare, però, come più d’uno ha ricordato, non aveva cognati) e poi lui si trova al centro di una faccenda se non altro molto confusa e ambigua, e invece di chiarire tutto, tace, lui e suo cognato.

Scusate, ma sarebbe molto semplice difendersi, per il cognato di Fini: basterebbe far vedere che la cucina a Montecarlo non è quella comprata in Italia da sua sorella,  tanto per cominciare, (basta una foto fatta con un cellulare), basterebbe spiegare per quale motivo lui che è affittuario ha fatto fare i lavori di restauro della casa (se è vero quanto ha pubblicato Il Giornale); basterebbe spiegare come è avvenuta la vendita e poi l’affitto della famosa casa: lui, il Finicognato, lo sa.  Ma se non parla, perché si lamenta se gli altri continuano a chiedergliene conto?

E poi: come spiegare la faccenda del succoso contratto con la Rai fatto alla suocera di Fini, una signora che per mestiere fa la casalinga? Ce ne sono altri, di contratti così, in Rai?

Insomma, sarà pure arrivato il momento di chiarire, o no?

Perché, vedete, per Scajola si è rivoltato il mondo, lui si è dimesso da Ministro senza essere formalmente mai accusato di niente, ma lo ha dovuto fare perchè non c'erano spiegazioni accettabili per quella casa che gli era stata svenduta, tanto che pure i giornali di destra ne chiesero, e duramente, le dimissioni . 

Ma perchè la casa svenduta di Scajola è diventata affare di stato, con Il Corriere della Sera che spendeva paginate per chiederne le dimissioni, e quella svenduta dal partito di Fini, con il suo assenso, e per di più affittata a un suo familiare in circostanze ancora da chiarire, ha avuto un ben diverso trattamento dalla stampa?

Queste sono le domande per le quali le persone normali - che non abitando a Montecarlo e non volendoci neanche andare ad abitare si stanno veramente scocciando di tutta la faccenda - vorrebbero una risposta.

Altrimenti la risposta ce la diamo da soli, ed è quella più evidente: due pesi, due case, due misure. E qualcosa che non quadra. Con tutto quello che significa.

ciascuno di noi è chiamato a cambiare il mondo....B16 ad Hyde Park

Le parole del Papa ad Hyde Park, stasera, dovremmo tenercele sempre davanti agli occhi.

Due estratti:

[…]   L’esistenza di Newman, inoltre, ci insegna che la passione per la verità, per l’onestà intellettuale e per la conversione genuina comportano un grande prezzo da pagare. La verità che ci rende liberi non può essere trattenuta per noi stessi; esige la testimonianza, ha bisogno di essere udita, ed in fondo la sua potenza di convincere viene da essa stessa e non dall’umana eloquenza o dai ragionamenti nei quali può essere adagiata. Non lontano da qui, a Tyburn, un gran numero di nostri fratelli e sorelle morirono per la fede; la testimonianza della loro fedeltà sino alla fine fu ben più potente delle parole ispirate che molti di loro dissero prima di abbandonare ogni cosa al Signore.

Nella nostra epoca, il prezzo da pagare per la fedeltà al Vangelo non è tanto quello di essere impiccati, affogati e squartati, ma spesso implica l’essere additati come irrilevanti, ridicolizzati o fatti segno di parodia. E tuttavia la Chiesa non si può esimere dal dovere di proclamare Cristo e il suo Vangelo quale verità salvifica, la sorgente della nostra felicità ultima come individui, e quale fondamento di una società giusta e umana.

[…]Una delle più amate meditazioni del Cardinale contiene queste parole: “Dio mi ha creato per offrire a lui un certo specifico servizio. Mi ha affidato un certo lavoro che non ha affidato ad altri” (Meditations on Christian Doctrine). Vediamo qui il preciso realismo cristiano di Newman, il punto nel quale la fede e la vita inevitabilmente si incrociano. La fede è destinata a portare frutto nella trasformazione del nostro mondo mediante la potenza dello Spirito Santo che opera nella vita e nell’attività dei credenti. Nessuno che guardi realisticamente al nostro mondo d’oggi può pensare che i cristiani possano continuare a far le cose di ogni giorno, ignorando la profonda crisi di fede che è sopraggiunta nella società, o semplicemente confidando che il patrimonio di valori trasmesso lungo i secoli cristiani possa continuare ad ispirare e plasmare il futuro della nostra società.

Sappiamo che in tempi di crisi e di ribellioni Dio ha fatto sorgere grandi santi e profeti per il rinnovamento della Chiesa e della società cristiana; noi abbiamo fiducia nella sua provvidenza e preghiamo per la sua continua guida. Ma ciascuno di noi, secondo il proprio stato di vita, è chiamato ad operare per la diffusione del Regno di Dio impregnando la vita temporale dei valori del Vangelo. Ciascuno di noi ha una missione, ciascuno è chiamato a cambiare il mondo, ad operare per una cultura della vita, una cultura forgiata dall’amore e dal rispetto per la dignità di ogni persona umana. Come il Signore ci insegna nel Vangelo appena ascoltato, la nostra luce deve risplendere al cospetto di tutti, così che, vedendo le nostre opere buone, possano dar gloria al nostro Padre celeste (cfr Mt 5,16).

Qua il discorso completo, da assaporare parola per parola.

B16 in GB, di che famiglia stiamo parlando, Pd come PdL

La visita del Papa in Gran Bretagna: pare che, come già successo altre volte, un viaggio annunciato come estremamente difficile e pieno di contestazioni si stia trasformando invece in una grande occasione di incontro di tanti inglesi con il Papa. Oggi ha trascorso a Londra la sua seconda giornata di viaggio, e nonostante la notizia dell’arresto di sei arabi – come titola il sito del Corriere – che volevano ucciderlo, la tabella di marcia prosegue come stabilito.

Su Avvenire –cartaceo e sito – potete trovare tutti i discorsi, integrali. Ce ne dà un assaggio, selezionando le parti più significative, Sandro Magister, mentre sul sito de Il Foglio, oltre che con i suoi articoli, l’inviato Paolo Rodari ci tiene continuamente informati sulla vista papale “twittandoci" regolarmente.

Chiamiamolo quoziente di natalità, che però è diverso da quoziente familiare: in un interessante editoriale su Avvenire Eugenia Roccella spiega la differenza fra politiche per la natalità e politiche per la famiglia. Già, perché adesso tutti – destra e sinistra – vogliono il quoziente familiare, e tutti fanno a gara a parlare di politiche per la famiglia. Attenzione però, scrive la Roccella: i paesi con le “migliori” politiche per la famiglia, cioè quelli in cui si danno più soldi, quelli in cui la natalità è aumentata, ad esempio, sono paesi come Francia e Svezia, dove la “famiglia” non c’è più, e dove si parla di “famiglie”. E allora forse dobbiamo fare attenzione, e non copiare proprio tutto da questi paesi. Cominciamo allora a chiederci – come abbiamo fatto per il Family Day - di quale famiglia stiamo parlando, così poi magari facciamo politiche adeguate a promuovere e sostenere la “famiglia”, e non altro. Ecco l’editoriale, comunque, e poi torneremo sull’argomento.

Politica: siccome a sinistra non hanno più lo straccio di un’idea, copiano tutto alla destra, a cominciare dal peggio. Nel PdL litigano e Fini vuole andare via rimanendo dentro il partito (ubiquo?)? Anche il Pd vuole fare lo stesso, ed ecco oggi Walter Veltroni che si fa il suo Movimento con un lungo documento (la rima è accidentale), e litiga con il capo (Bersani).  Mancano solo un cognato e una casa a Montecarlo....

si riparte...ma che brutta aria....

Mi sono presa una lunga vacanza dalla rete. Ma visti i tempi, come si fa a non rimettersi a scrivere? Tira veramente una brutta aria, ed è bene che nel suo piccolo ognuno si rimbocchi le maniche e faccia quel che può per tirarci fuori tutti quanti dal pantano.

BRUTTA ARIA n.1: si chiama Fini. Abbiamo passato l’estate bivaccando a Montecarlo (noi del popolo solo con google map), e sappiamo benissimo quanto costano un monolocale, un bilocale, una villa, un castello, un box macchina, un parcheggio a pagamento, una multa per sosta vietata, insomma, quanto costa qualsiasi cosa in qualsiasi angolo del principato. Ma soprattutto sappiamo tutto della casa più famosa, quella in Boulevard Princesse Charlotte, donata temporibus illis ad Alleanza Nazionale da una vedova militante, e venduta sottocosto a misteriose società in sedi esotiche. Di società in società, la famosa casa è andata in affitto al cognato di Fini, il famoso Giancarlo Tulliani, di cui si è detto e si è letto di tutto e di più. Ma perché la svendita immobiliare? E come mai ci sta in affitto proprio il Finicognato? Chi gliel’ha detto? Chi ci crede a strane fatalità? Ma chi volete portare per i fondelli? Il Finicognato non ha detto né a né ba: dopo un furtivo avvistamento al lavaggio macchine, con una Ferrari&fidanzata griffatissima, è sparito, volatilizzato, introvabile, che manco Bin Laden a Tora Bora ci era riuscito così bene….

Siamo diventati tutti immobiliaristi, esperti in off-shore, compravendite, affitti, cucine, e poi strabilianti contratti Rai a oneste e ignote casalinghe, e chi più ne ha più ne metta..Il Giornale di Feltri e Libero hanno picchiato duro, e piano piano tutti gli altri quotidiani, volenti o nolenti, hanno dovuto seguire la faccenda. Che poi ha coinvolto, inevitabilmente, la femme fatale, Elisabetta Tulliani, la Finicompagna, che con l’ex capo dell’MSI, ex capo di AN, ex componente del PdL, ex alleato di Berlusconi, exc. exc. exc. ha due figlie. E sulla Tulliani, è venuto giù il mondo. Noi di Perugia, in effetti, ne avevamo sentite tante, quando era la fidanzata di Gaucci, il patron della squadra di calcio del Perugia, appunto. Ma non ce ne poteva importare di meno.

E non ce ne importerebbe neanche adesso, del Finicognato, della Finicompagna, della Finisuocera (ovvero la sconosciuta casalinga con strabilianti contratti Rai), e di tutta la faccenda, se non fosse che ..….. se non fosse che Fini ha fatto il diavolo a quattro sulla legalità, negli ultimi mesi, dicendo sostanzialmente che quando qualche personaggio con incarichi pubblici è solo sospettato di un qualche malaffare, allora si deve dimettere. E se non fosse che, ammantati da tanta eticità, in nome di tanta legalità, Fini e i Finiseguaci hanno fatto scoppiare una crisi politica senza pari nel governo con la maggioranza più ampia della storia repubblicana.

Ma che si fa, allora, se uno è sospettato, come Fini, di aver usato della sua carica per favori familiari a danno pure del suo partito?

Certo, la magistratura indagherà. E nel frattempo? Fini tace. Noi, sommessamente, ricordiamo che tale Scajola si è dimesso, per una faccenda simile (ancora non ha imputazioni). Il Riformista, quest’estate, ha titolato a proposito un articolo: “due case e due misure”, quella Scajola e quella in affitto al Finicognato. Le dimissioni di Scajola, e Fini ancora in poltrona.

BRUTTA ARIA n.2: la crisi di governo. Speriamo non si vada a votare, anche se oramai siamo in pochi a crederlo. Ma la speranza è l’ultima a morire. E magari Berlusconi riesce a tirarne fuori una delle sue, all’improvviso. L’ultima cosa di cui sentiamo il bisogno è votare adesso, o anche a primavera. Ma si capisce che se i Finiseguaci vietnamizzano il parlamento, rendendo impossibile nei fatti governare, allora bisognerà per forza votare. E se così fosse, vada come vada, la Lega vincerà comunque, e Fini perderà comunque (ma chi lo vota? Ma possibile che a nessuno viene in mente che se non fosse stato per Berlusconi, Fini & C. stavano ancora a organizzare gite alla tomba di Mussolini?). L’Udc campicchierà. Ma per come sono le regole elettorali, la cosa più probabile è che Berlusconi vinca alla Camera ma non al Senato. E poi, che si fa?

Ma diciamocelo: ma Fini non poteva risparmiarselo, il putiferio? Ma chi ci crede che lui vuole la conduzione democratica del partito? Ricordate quando  una conversazione al bar fra alcuni suoi "colonnelli", che lo criticavano, fu registrata clandestinamente e pubblicata integralmente su un giornale, e lui tanto “democraticamente” azzerò tutte le cariche? E adesso vogliono farmi credere che quelli che andavano in gita a Predappio erano campioni di democrazia dentro il partito? Ma mi faccia il piacere, direbbe Totò …. Il quale Totò, se avesse visto tutta la tiritera su Montecarlo&Tulliani&Fini, avrebbe detto: signori si nasce .…….

 BRUTTA ARIA n.3 C’è un clima sempre più violento. Basta vedere il fumogeno tirato a Bonanni, segretario CISL, alla festa del PD a Torino. O anche solo leggere gli insulti che ci si butta addosso quotidianamente, a cominciare dai Finiseguaci. Non se ne può veramente più.