Aprile 2010

Tutti in piazza: noi stiamo con il Papa!

Allora, finalmente, pare che fra poco si andrà tutti in piazza San Pietro per dire al Papa che siamo con lui: secondo Repubblica, dovrebbe essere il prossimo 16 maggio.

ERA ORA! CI VOLEVA TANTO?

Quando hanno impedito al Papa di andare a parlare alla Sapienza, non ci abbiamo pensato due volte, iL Card. Ruini ha invitato tutti pubblicamente – è bastata una frase! - e la domenica dopo eravamo tutti all’Angelus, a pregare con Benedetto XVI. Adesso ci si è pensato pure troppo. SVEGLIA!!!!!! E cominciamo a mettere i puntini sulle i.

Sono cresciuta fra preti e suore. In parrocchia, in comunità, io e la mia famiglia, che è numerosa: fosse un fenomeno tanto diffuso, almeno statisticamente, in 46 anni, avrei dovuto sentirne parlare. Ma a me non è mai capitato neppure di sentirlo come storia lontana. Invece adesso fra i luoghi comuni c’è pure quello del prete pedofilo: è diventato anche un crimine da telefilm (ieri, su Criminal Minds, per esempio). Ma come si permettono?

Vogliamo veramente combattere la pedofilia? Allora, cominciamo a fare nomi e cognomi di quelli che vanno con le minorenni che battono i marciapiedi, quelle dall’est, ma anche le giovanissime africane. Che sono, quelli, benefattori? Oppure: avanti, facciamo una bella indagine fra le agenzie da viaggio, e vediamo chi va in Thailandia, e a fare cosa. Vediamo di fare qualche bella inchiesta sul turismo sessuale – d’altra parte, non ci sarà mica solo il turismo procreativo, no? – e però voglio pubblicati nomi, cognomi e professioni, accanto alle foto di chi va in cerca di minori. E poi voglio un’indagine nelle discoteche: quanti anni hanno le cubiste? E ancora: andiamo a leggere i libri di Mario Mieli,  intellettuale di riferimento del mondo omosessuale, c’è un circolo a Roma che lo ricorda, e anche wikipedia riferisce che “Nel processo politico di ristrutturazione della società (...) Mieli non esita a includere nel suo elenco di esperienze redentive la pedofilia, la necrofilia e la coprofagia” . INSOMMA, COSA SI VUOLE VERAMENTE ABBATTERE:  LA PEDOFILIA O LA CHIESA?

Io non mi faccio fare lezioni sulla moralità della Chiesa da chi pensa che l’aborto sia un diritto e dai Mario Mieli di turno.

C’è la fila di gente che vuole mandare i propri figli nelle scuole cattoliche (e qui ho esperienza personale diretta), specie se la propria famiglia è disastrata, valanghe di persone spingono i propri figli ad andare in parrocchia, durante la settimana e anche durante le vacanze. Anche non credenti. Sfido chiunque a dire che preferisce sapere i propri figli adolescenti in vacanza in campeggi o villaggi turistici qualsiasi, o a spasso per il mondo, rispetto che frequentare una qualsiasi comunità cattolica. SFIDO CHIUNQUE, ripeto. Ma venitemelo a dire in faccia, please. E poi rispondete: tutti incoscienti ad affidare i propri figli a dei pedofili incalliti?

Date le premesse di cui sopra, entriamo nel merito delle denunce. Si accusa Benedetto XVI di aver coperto pedofili. E si sta cercando di arrivare anche a Papa Giovanni Paolo II: calunnia,calunnia, qualcosa rimane! Nessuno nega il fatto che ci siano stati fatti gravissimi, di pedofilia, per colpa di qualche prete. E probabilmente in diversi casi si è intervenuti tardi, e male, e tutto questo è gravissimo, e non deve succedere!!!! La Chiesa ha chiesto scusa e preso i suoi provvedimenti da tempo, e Ratzinger è stato fra i più decisi (chi altro l’ha fatto, scusate?)  Ma da qui a dire che la pedofilia è diffusa nella Chiesa, e soprattutto da qui ad accusare il Papa, questo Papa,  di aver coperto dei crimini, ce ne passa!!!!!! Per quel che riguarda le accuse specifiche, quelle vergognose fatte dal New York Times, basta leggere Avvenire – MA BISOGNA LEGGERLO!!!! - per vedere che ad ognuna è stato risposto puntualmente, ribaltando i fatti. L’ultima, per esempio, è quella della lettera firmata da Ratzinger nel 1985, accusato di aver aspettato due anni prima di sospendere dal sacerdozio Padre Stephen Miller Kiesle: un prete colpevole di abusi sessuali già condannato dallo stato della California, prima della sua richiesta di spretarsi. Mi pare abbastanza evidente che, dopo una condanna di un tribunale civile, il Vaticano non avesse niente da nascondere, lo scandalo c’era già stato! L’attesa di due anni per la riduzione allo stato laicale era dovuta alle nuove regole di Woityla, per le quali, di prassi, non si prendevano in considerazione le domande di spretarsi, prima dei 40 anni, una prassi che cercava di rimediare al lassismo post-sessantottino. Al momento della domanda, il prete suddetto aveva 38 anni: al compimento dei 40 è stato ridotto allo stato laicale, e nel frattempo non aveva compiuto nessun altro crimine.

Per sapere le notizie nel dettaglio, comunque, leggete avvenire, i siti di Massimo Introvigne (che spiega l'ennesima bufala) e Sandro Magister. LEGGETELI!

Non praevalebunt. Lo sappiamo. E la folla di pellegrini di questi giorni alla Sindone è lì a dimostrarcelo. Ma visto che lo stillicidio di documenti ignobili continuerà, è bene cominciare  protestare tutti ad alta voce: non si permettano! Giù le mani dal Papa!

e-campagna: IO STO CON IL PAPA

Io sto con il Papa: e-campagna di SamizdatOnline.it.

Gli attacchi della stampa internazionale al Papa, accuse ingiuste e false di aver coperto crimini infami, ci addolorano e offendono.
NON ci stiamo con chi vuole ridurre duemila anni di storia della nostra Chiesa agli atti criminosi di alcuni; né con chi accusa ingiustamente Benedetto XVI di infami omissioni.
Noi stiamo con il Papa, con il nostro Papa.
IO STO CON IL PAPA 

Invitiamo tutti a mandare il testo della e-campagna "IO STO CON IL PAPA" ai seguenti indirizzi :

Corriere della Sera: lettere@corriere.it
Repubblica: larepubblica@repubblica.it
avvenire: lettere@avvenire.it
tg1: tg1.interni@rai.it

non interessa colpire i pedofili, ma attaccare il Papa

Gli attacchi al Papa proseguono, minacciosi ed infamanti. Sì, al Papa, perchè man mano che passano i giorni, è sempre più evidente che il vero interesse non è colpire i pedofili - preti o laici che siano - ma azzerare uno dei pontificati più significativi della storia della Chiesa, accusando il Papa, in sostanza, di complicità con i pedofili, e cercando di farlo apparire isolato e abbandonato dal suo popolo. Un crescendo di accuse, ripetute e rilanciate dai media internazionali, alle quali sembra non basti la vista di Piazza san Pietro stracolma per la Pasqua, una folla che da sola dimostra che il popolo cattolico, e non solo le gerarchie, sta con il Papa.

Interessanti le riflessioni del Foglio, che potete leggere qui,; e poi dal blog di Paolo Rodari (il vaticanista del Foglio), da leggere quel che effettivamente è stato, e non è stato, tradotto,  dal New York Times sulla pedofilia.

Ma le forti parole del Card. Sodano, del Card. Scola, e di altri (molti), a sostegno di Benedetto XVI, non ci possono tranquillizzare. Urge mobilitazione popolare.

P.S.: visti i livelli di maleducazione e di imbecillità di alcuni commentatori, che non hanno altre capacità oltre quelle di insultare volgarmente il prossimo, e vergognandosene utilizzano pseudonimi e si guardano bene dal firmare con nome e cognome, avverto che al primo commento volgare impedirò di intervenire nel blog. Chiaramente cancellerò quel che mi pare dai post passati.

l'altolà alla Lega

Molto istruttivo leggere ieri e oggi (Pasqua) il Corriere della Sera, per capire il suo nocciolo duro anticristiano.

Già, perchè in apertura, ieri, c'era il caso della contestata predica  di Padre Cantalamessa, che il Corrierone ha volutamente messo in forte evidenza, trattandolo come il problema principale, mentre tutt'Italia si accapigliava per le dichiarazioni dei neo-governatori Cota e Zaia. In prima, ma con meno enfasi, "Aborto, Bossi frena i governatori leghisti: rispetteremo la legge", (ma Bossi non ha mai parlato) e due paginoni interni - diconsi due - che si riassumono con un ALTOLA' alla Lega. Addirittura un pezzo titolato "Il nuovo Miglio: il Carroccio eviti i temi etici, non sono vincenti", (il colmo dell'ironia: questo dopo che Cota ha vito grazie ai temi etici) e accanto foto di altri leghisti illustri apparentemente contrari ai due neo governatori, dalla compagna di Calderoli alla foto di Bossi, e ancora dichiarazioni del responsabile dei medici cattolici di Milano, protagonista di molte polemiche interne alla Chiesa.

Fatalità, il Corrierone ha dimenticato che dopo il comunicato di Eugenia Roccella che difendeva i due neo-governatori e spiegava chi avesse le competenze per fare cosa, Luca Zaia l'aveva ringraziata pubblicamente, mettendo il tutto sul suo sito personale. Le agenzie hanno rilanciato più volte il tutto,  ma di questo, appunto, niente sul corrierone, e neanche sulla maggior parte degli altri "grandi" giornali.

Insomma: hanno cercato di far passare come frenata, come stop dei due neo-governatori, uno stop che non c'è mai stato. Il grazie di Luca Zaia alla Roccella, ma anche le dichiarazioni di Roberto Cota, che potete leggere  qui e qua, dimostrano che c'è stata assoluta consonanza con il governo, in particolare con le posizioni della Roccella. Stano aspettando le linee guida ministeriali, e non hanno mai detto di non voler applicare le leggi dello stato. Il vero risultato che hanno ottenuto è che tutti i governatori appena eletti nel PdL - anche i finiani come Scopelliti e Polverini, e anche quello di area  socialista come Caldoro - si sono allineati su posizioni pro-life e pro-ricovero ospedaliero.

E oggi, sempre sul Corriere, un editoriale di Galli della Loggia che blandisce la Lega, senza parlare della Ru486, e che indica un possibile futuro radioso per il partito, al di là del federalismo. La maggior parte degli altri giornali ha suonato la stessa musica. Conclusione complessiva: cari leghisti, avete vinto le elezioni, come caspita vi salta in mente di occuparvi di Ru486?

Tornando al corriere, a pag.11, un velenoso e menzognero articoletto, che vorrebbe dare a bere ai lettori che "le donne" del PdL hanno reagito ai due neo-governatori leghisti, protestando. Tutte queste donne sarebbero due, la solita Prestigiacomo e tale Germontani, mai vista finora.

Per quanto riguarda quel che pensano le donne del PdL, la Roccella, fino a prova contraria, fa parte del PdL come anche la senatrice Laura Bianconi, la deputata Isabella Bertolini, e poi la senatrice Simonetta Licastro Scardino, ma anche il vicecapogruppo PdL al consiglio regionale della Sardegna, Simona De Francisci: insomma, tutte queste donne del Pdl che hanno preso le difese dei due neo-governatori, perchè sono censurate? Indovina indovinello.

Perchè in questi due giorni alla sola idea che la Lega prendesse in mano i "temi etici" tutti si sono terrorizzati. Già, perchè con il loro piglio deciso i due neo-governatori hanno spostato il fronte della battaglia, facendo apparire moderati quelli che chiedevano "solamente" il ricovero ordinario per la Ru486, e riaprendo il dibattito sull'aborto. Sulla Lega, si sa, sono tutti d'accordo che il loro punto forte è il legame con il territorio, e solo a pensare che potrebbero usarlo in certe battaglie....a qualcuno ha fatto venire l'itterizia (molto divertente, devo dire).

A tutti tranne Avvenire, naturalmente, che in un bell'editoriale ha mostrato apprezzamento per i due neo-governatori, ricordando a tutti che solo qualche giorno fa, in piena campagna elettorale, c'era chi diceva che non erano questi i problemi pertinenti alle elezioni amministrative....

Ci sarà un seguito? Oppure tutto finirà qua? Vedremo.

Voto cattolico - Ru486 - accuse a vanvera

Due segnalazioni, e un commento.

Segnalazione n.1: Eugenia Roccella oggi sul Riformista, a chi diceva che il voto cattolico non esiste, o giù di lì:

LA POLITICA RESTA ETICAMENTE SENSIBILE

Esiste il voto cattolico? Durante la campagna elettorale qualcuno ha sbrigativamente liquidato il dibattito sul tema, sostenendo che si tratta di un voto che non ha caratteristiche omogenee....clicca qua per leggere tutto.

2. Il primo risultato della Ru486: un mio commento sul sussidiario.net.

Per un'imprevista eterogenesi dei fini, la campagna radicale per l’ingresso della pillola abortiva Ru486 in Italia si sta trasformando nella più concreta battaglia culturale anti-abortista e pro-life degli ultimi anni. Qua c'è tutto il resto del commento.

3. Mentre la Lega, con i suoi due nuovi governatori, Cota e Zaia, conferma il suo impegno pubblico contro la banalizzazione dell'aborto, innanzitutto contro la diffusione della Ru486 - ma chi ne segue la politica, sa che non è una novità - e incassa, ovviamente, l'approvazione di tanti cattolici, a cominciare da Mons. Fisichella, che non è uno qualsiasi, il Giornale di Feltri fa un gratuito attacco ai vescovi italiani sulla pedofilia. Ieri ha titolato a tutta pagina, ed oggi ha rilanciato con un titolo meno evidente, ma sempre in prima. Evidentemente il disastro fatto nei confronti di Dino Boffo non gli è bastato. Qualcuno gli spieghi che raccoglierà solo macerie.

Qualcun altro spieghi all'Udc che i patetici tentativi che stanno facendo  per dichiararsi pro-life e attaccando la Lega, dopo che hanno perso in Piemonte alleandosi alla Bresso, e dopo mesi di inseguimenti al Pd, sono, per l'appunto, tentativi patetici oltre che perfettamente inutili, che possono solo peggiorare la loro situazione: gli elettori non sono proprio scemi, e infatti non li hanno votati.

Di seguito un comunicato di Eugenia Roccella con chiarimenti sulla Ru486.

Roccella sulla Ru486 - per chiarire

RU486: ROCCELLA, NON SI PUO' INVOCARE AUTORITA' STATO A INTERMITTENZA

Asca Roma, 2 apr - 'A chi oggi attacca la posizione dei neo-governatori leghisti Cota e Zaia sulla Ru486, ricordo che la diffusione della pillola abortiva in Italia e' avvenuta innanzitutto a seguito di votazioni favorevoli di consigli regionali e comunali, guidati da giunte di sinistra, che si sono espressi per l'uso di un farmaco quando ancora non era autorizzato in Italia, e hanno stilato protocolli e linee guida senza tenere conto dei pareri gia' espressi dal Consiglio Superiore di Sanita'. Non si puo' quindi invocare l'autorita' dello Stato rispetto alle autonomie regionali solo a intermittenza, quando fa comodo al proprio schieramento politico'. Lo afferma n una nota il sottosegretario alla Salute, Eugenia Roccella.
'Sull'uso della Ru486, dobbiamo distinguere un profilo di legittimita' e uno di sicurezza sanitaria - avverte - .
La legittimita', cioe' la compatibilita' della Ru486 con la legge 194, e' questione di competenza del Governo e del Parlamento. L'indagine parlamentare condotta sul tema dalla Commissione Sanita' del Senato lo scorso autunno ha chiarito che la direttiva europea sul mutuo riconoscimento (con cui la pillola abortiva e' stata introdotta in Italia) prevede una prevalenza delle normative nazionali su quelle comunitarie per farmaci abortivi e contraccettivi. Sono cioe' i governi e i parlamenti nazionali a valutare le eventuali incompatibilita' fra i farmaci abortivi e contraccettivi e le leggi nazionali in materia.
Il Ministro Sacconi, anche sulla base dell'indagine del Senato, ha comunicato alla Commissione Europea che l'uso della Ru486 e' compatibile con la legge 194 solo se l'intera procedura abortiva avviene in regime di ricovero ordinario.
Dal punto di vista della sicurezza, invece - aggiunge il sottosegretario - il recente parere del Consiglio Superiore di Sanita', confermando pienamente i due precedenti sullo stesso argomento, e delineando un profilo di maggiore rischio per chi abortisce con la pillola rispetto a chi segue il metodo chirurgico, ha concluso indicando la necessita' di un ricovero ospedaliero ordinario.
Il Ministro Fazio ha notificato il parere alle Regioni, chiedendo di adeguarvisi.
Il Consiglio Superiore di Sanita' e' la massima autorita' scientifica istituzionale in ambito sanitario: i suoi pareri non sono strettamente vincolanti ma chi decidesse di seguire comportamenti difformi dovrebbe motivarli adeguatamente assumendosene una completa responsabilita'.
Le Regioni, d'altra parte - conclude - hanno abbondanti margini di autonomia per tutto quello che riguarda le politiche sanitarie da seguire: dall'informazione ai cittadini, all'organizzazione sanitaria, ai piani piu' efficaci per la prevenzione dell'aborto'