il Corriere, i cristiani, le elezioni

Per il Corriere della Sera  gli unici cattolici buoni sono quelli perseguitati.

Il numero di ieri è quasi didattico: in prima pagina, da una parte l’editoriale di attacco alla CEI che non è stata zitta come doveva, e dall’altra la notizia della morte atroce di un cristiano in Pakistan, e un ricordo dell’arcivescovo Romero, ucciso mentre celebrava la messa.

Con le notizie sulle persecuzioni nei confronti dei cristiani da sempre il Corriere – pure con Paolo Mieli, che ha diretto il quotidiano contro la CEI sia sul referendum sulla legge 40 che contro il Family Day, prendendosi una batosta appresso l’altra – ha cercato di coprire il nocciolo duro di ostilità contro i cristiani.

Un’ostilità su cui Galli della Loggia ha scritto qualche giorno fa un editoriale che non convince per niente: un’aria anticristiana, in Italia, dice, e in effetti descrive bene l’aria che tira sul suo giornale, ma non dice che  ad essere anticristiani sono solo certi cosiddetti “salotti buoni” di casa nostra, ma non certo il resto.  Noi del popolo italiano siamo un’eccezione, proprio per il tessuto sociale intriso di sentire cristiano, nonostante tutto: il referendum della legge 40 e il Family Day, ma anche Radio Maria e i pellegrinaggi a Loreto, le GMG (cioè le Giornate Mondiali della Gioventù, meglio spiegare, sennò al Corriere pensano che si tratta di Giovani Modificati Geneticamente) qualcosa avrebbero dovuto insegnare, ai miopi frequentatori di tanti salotti …… che però non vogliono capire perché loro a certe cose non ci vanno. Un editoriale che non ci è piaciuto neanche un po’, insomma, e ieri un altro di Pierluigi Battista, che protesta per l’intervento dei Vescovi.

Già, perché ha dato proprio fastidio quel che ha detto il Card. Bagnasco, il Presidente della CEI, quando nella sua prolusione ha spiegato a chiare lettere che i “valori non negoziabili” sono la base per tutti gli altri: non ci saranno mai politiche di accoglienza se non si rispetta la vita di ogni essere umano, dal concepimento alla morte naturale. Ed è inutile fare politiche sulla famiglia, se non si specifica innanzitutto di quale famiglia stiamo parlando.

E siccome domenica e lunedì si vota, e nel Lazio rischia di vincere Emma Bonino, certo che un richiamo non nuovo, come quello della CEI, ha dato fastidio a chi già si lecca i baffi in vista di una possibile vittoria zapateriana, come quelli del Corriere.

Pigi Battista protesta: i modi in cui il Card. Bagnasco è intervenuto “producono inevitabilmente un effetto di divisione nel mondo dei fedeli. Costringono i cattolici che fossero intenzionati a votare Emma Bonino o Mercedes Bresso a sentirsi in conflitto con la propria Chiesa.” Oddio, che orrore: chi voterebbe la Bonino si sentirebbe addirittura in colpa, se cattolico. Invece, secondo il fido Battista, dovrebbe sentirsi sicuro, tranquillo, in fondo ce lo stanno ripetendo da settimane: ma quando mai la Bonino sarebbe stata contro i cattolici??????

Tutte balle. Seguiamo quelli del Corriere, che ieri hanno dedicato un bel paginone a sdoganare i matrimoni fra omosessuali, e che in un’altra pagina spiegano che il Card. Bagnasco si, ha parlato, però lo ha fatto anche tal Vescovo di Alessandria che avrebbe detto qualcosa di diverso. Un Vescovo sconosciuto ai più, tranne che per essere  in “corsa” per diventare cardinale a Torino …. Qualcuno gli spieghi che l’assist del Corriere non è un gran viatico, almeno nei confronti di noi del popolo.

Sul Riformista, intanto Alessandro Campi, direttore di farepassato, la fondazione di Fini, critica “quei sedicenti cattolici che invece di mediare, all’interno delle istituzioni, tra le posizioni non negoziabili della Chiesa e la sfera politico-sociale […] si limitano a cavalcarne le posizioni a scopi elettoralistici, alla ricerca della legittimazione sociale che nel frattempo hanno perduto”.

Non sappiamo quale sia la legittimazione sociale di Fini & C., per la verità. E’ certo però che nessuno di noi, da queste parti, smania per legittimarli. E suggeriamo a quelli di farepassato di fare meno gli spocchiosi, che di voti ce ne hanno pochini pochini, e senza Berlusconi che porta i voti, compresi quelli di tanti cattolici, tutti loro se ne starebbero a casetta propria, a guardare la politica alla TV del tinello.