e pur si vota....

Con il decreto salva-liste proposto dal governo e firmato dal Presidente della Repubblica il pasticcio elettorale di queste pazze regionali dovrebbe essere risolto, anche se i tribunali di Lombardia e Lazio devono ancora dire l’ultima parola.

Gli animi nel frattempo sono tutt’altro che placati, e urge un cambio di marcia: la litigiosità ha raggiunto livelli insopportabili.

Come ha fatto notare Marco Pannella, difficile pensare che Napolitano abbia firmato il decreto senza una sponda dentro il Pd, senza cioè che qualcuno autorevole dentro il Pd gli abbia dato un sostanziale via libera. E’ chiaro che al Pd non conviene vincere “a tavolino”, senza PdL, perché poi risulterebbe impossibile governare: in mancanza di liste avversarie, in Lombardia e Lazio non ci sarebbe neppure opposizione in consiglio regionale. Ne verrebbero fuori governi regionali totalmente delegittimati, la situazione sarebbe ingestibile.

Ma il Pd oramai è totalmente nelle mani dei radicali, che intanto minacciano di ritirarsi per protesta contro il decreto “salva liste” firmato da Napolitano. E potrebbero veramente decidere che è meglio che la Bonino faccia il gran gesto di ritirarsi. Lo sapremo martedì, quando si riuniranno in assemblea, e sarà Pannella, come al solito, a prendere la decisione finale. Vedremo.

E a costo di attaccare il “suo” Presidente della Repubblica, il Pd è all’inseguimento pure di Di Pietro, che insegue i radicali pure lui, e tutti cercano disperatamente di cavalcare la protesta, anche se in cuor loro tutti sono contenti che tutte le liste corrano e che le elezioni non siano rimandate.

E ci si mette pure Mons. Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo, che segue il Pd, che segue Di Pietro, e tutti a inseguire i radicali: oggi il loquace vescovo ha attaccato pure lui il decreto firmato da Napolitano, e, come d’abitudine, è stato subito  smentito da un comunicato ufficiale della CEI. E d’altra parte, un interessante ed equilibrato editoriale di Marina Corradi su Avvenire  - da leggere - aveva già fatto capire oggi cosa pensa la Conferenza Episcopale Italiana a riguardo: un pasticcio, quello delle liste, chissà se veramente casuale, e a questo punto è bene che si voti con tutte le liste.

P.S.: Filippo Penati, candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Lombardia, sta valutando con i propri legali l'ipotesi di impugnare davanti al Consiglio di Stato l'ordinanza del Tar che ieri ha riammesso Roberto Formigoni alla competizione elettorale. Fra i legali di Penati c’è anche tale Vittorio Angiolini, noto alle cronache come avvocato di Beppino Englaro, e candidato per il Pd in Lombardia in queste stesse elezioni. Così, tanto per dire.