tre domande per le elezioni regionali

L'Associazione Scienza & Vita di Perugia ha posto tre domande a tutti i futuri candidati alle prossime elezioni regionali.

Ve le propongo di seguito: sarebbe interessante sapere le risposte non solo dall'Umbria, ma anche dal Piemonte, ad esempio, dalle Marche, dalla Liguria, per non parlare del Lazio..e comunque da tutte le regioni in cui alla fine di marzo si rinnoveranno le amministrazioni.

I prossimi 28 e 29 marzo in Umbria si terranno le elezioni regionali.

E’  un appuntamento importante e significativo: le politiche locali, in special modo quelle regionali, sono destinate ad avere un peso sempre crescente nella vita di tutti noi, soprattutto se si considera l’evoluzione in senso federalista del governo del nostro paese. E d’altra parte, anche nell’affrontare le problematiche presentate dallo specifico territorio regionale, le amministrazioni locali seguono necessariamente indirizzi politici e culturali ben precisi.

Fra i possibili, diversi criteri con cui giudicare i programmi dei candidati al governo dell’Umbria, riteniamo innanzitutto necessario chiarirne il riferimento antropologico, e cioè a quale idea di persona, di famiglia e di società ci si riferisce nella progettualità politica.

Proponiamo quindi tre domande a tutti i futuri candidati, di tutti gli schieramenti e partiti politici, invitando a rispondere e a confrontarsi pubblicamente nel merito.

1.     La famiglia è considerata da tutti l’elemento fondante della società, e tutti gli schieramenti chiedono che, soprattutto in tempo di crisi come quello che stiamo attraversando, venga adeguatamente sostenuta dalle istituzioni. Non possiamo che essere d’accordo. Ma di quale famiglia stiamo parlando? Quale tipo di famiglia si vuole sostenere? Quella dell’art.29 della Costituzione “come società naturale fondata sul matrimonio”  tra un uomo e una donna o altri tipi?

2.     Anche la legge 194, che pure ha reso legale l’aborto nel nostro paese, non lo considera un diritto, ricorda che “non è mezzo per il controllo delle nascite”, e lo ritiene un evento fortemente negativo, da prevenire e tenere sotto stretto controllo da parte delle istituzioni. Quali programmi per la prevenzione dell’aborto e a sostegno della maternità difficile intendono proporre i candidati alle elezioni regionali?

Nel nostro paese sta per arrivare la Ru486, la pillola abortiva. E’ un metodo che, non cambiando la sostanza dell’aborto, che resta la soppressione di una vita nascente, può però banalizzarlo, perché rischia di introdurre surrettiziamente l’aborto a domicilio, in violazione, tra l’altro, della stessa 194.  I candidati all'amministrazione regionale vorranno evitare il rischio di un aborto fai-da-te a domicilio, almeno prevedendo un regime di ricovero ordinario in ospedale?

3.     E’ in discussione in parlamento una legge sulle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (il cosiddetto “testamento biologico”). Alcune amministrazioni locali stanno promuovendo registri comunali del testamento biologico, senza attendere l’esito del voto parlamentare. I candidati alle elezioni regionali intendono incoraggiare questi percorsi locali oppure aspetteranno la normativa nazionale?