brevi dalla politica

1.     E’ mezzanotte, e Nichi Vendola sta vincendo 70 a 30 nelle primarie contro Boccia. E magari rischia pure di vincere le regionali.  Oppure le perde. Quindi in ogni caso il Pd perde, cioè perde D’Alema e il suo progetto di centro-sinistra, in primis la sua alleanza con l’Udc.

2.     Emma Bonino nel Lazio.

Mimmo delle Foglie ha commentato la candidatura, su Avvenire, e condivido tutto.

Giuliano Ferrara è furibondo, e ne ha tutte le ragioni. Interessante e preoccupante il “reportage” dal Lazio, che continuerà prossimamente, su Il Foglio.

Ma Antonio Socci mette sull’avviso:  vediamo di non darle una mano a vincere, guai a trasformare la battaglia contro la Bonino in un referendum livoroso pro o contro il Vaticano (che non c'entra), le facciamo un piacere! Non sto certo invitando a una pacatezza di toni - e ci mancherebbe pure -  la battaglia deve essere dura, chiara, condotta a voce alta e senza ambiguità, ma....attenzione alle trappole!  

3.     Domani Emma Bonino andrà a Torino a sostenere Mercedes Bresso, che ha l’indubbio merito di farsi sostenere sia dalla lista Bonino-Pannella che dall’Udc. E che faranno quelli dell’Udc mentre la Bonino spiegherà i motivi che la spingono ad allearsi con la Bresso? Si gireranno dall’altra parte? Faranno finta di non sentire? Vanno in ferie per un giorno? A pesca? Sui monti?

4.     Elezioni in Umbria: a proposito, riporto una lettera di sabato scorso, da Il Foglio:

Al direttore – L’Umbria è scomparsa dal panorama politico di queste elezioni di primavera: non interessa, non serve, non conta. La inutilità politica, sul piano nazionale, si riflette sulla mediocre statura dei suoi rappresentanti. La caratura dei propri candidati non dipende credo dalla limitata dimensione territoriale e demografica ( il nome di Magdi Allam nella remota Basilicata ne è un esempio) ma dipende dalla sottodimensione culturale della classe dirigente degli ultimi 60 anni (e ovviamente dalla corrispettiva mediocre opposizione). Chi ha seminato assistenzialismo e piagnistei per anni, raccoglie disinteresse, improduttiva mediocrità e amari silenzi. Le elezioni in Umbria non interessano nessuno perché sono inutili. Massimo Capacciola, Gubbio (Pg)