qualche domanda

Se ne è parlato tanto quando pareva che Mirna volesse morire, e poco quando ha cambiato idea. Potete leggere qui quello che si scriveva quando sembrava che la donna rifiutasse l’intervento che l’avrebbe salvata, e invece qua il cambiamento di idea, apparentemente inaspettato.

Già vedevamo stormi di uccellacci neri volteggiare intorno a questa faccenda. Ma un giudice tutelare (una donna, per la precisione) che evidentemente non si è limitato a “rispettare” la volontà della malata, ma non ha voluto lasciare niente di intentato, ha parlato efficacemente con Mirna, e dopo il colloquio la donna ha cambiato idea.

Non conosco i dettagli della faccenda (problemi in famiglia? Situazione assistenziale difficile?), ma non mi pare questo il punto, adesso. Questa storia piuttosto dovrebbe far riflettere chi in queste ore smania perché la legge sulle DAT (dichiarazioni anticipate di trattamento, che tutti continuano a chiamare “testamento biologico”) obblighi il medico a fare quel che la persona ha scritto.

Qualche domanda: cosa sarebbe successo se Mirna avesse scritto nelle DAT di non volere la tracheotomia? Siamo sicuri che qualcuno avrebbe provato con insistenza a farle cambiare idea?

E cosa avrebbe fatto Mirna se tutti intorno avessero deciso di "rispettarla" senza cercare di dissuaderla, magari tentando di capire se c'era qualcosa da fare per migliorare la sua situazione?

Insomma : se una persona dice di non voler curarsi più, e di voler morire, e se tutti intorno dicessero "OK, ti rispettiamo", come potrebbe questa persona cambiare idea?

O forse qualcuno comincia a pensare che una volta che una persona ha deciso di non curarsi più e di morire, non sia poi così importante, che cambi idea?