baraonda politica

Momenti difficili per la nostra politica. Riassumendo:

1. Berlusconi ha uno straordinario consenso del popolo italiano e un’altrettanta straordinaria ostilità del sistema politico nel suo insieme, e cioè di quelle minoranze numericamente infime e per niente rappresentative del popolo italiano, ma comunque potentissime che pesano nella vita del nostro paese – i beneducati le chiamano “elite”, i più ingenui i “salotti buoni”, quelli un po’ meno ingenui i “poteri forti”, gli sfrontati “i massoni”, i realisti “le banche e i grandi gruppi editoriali”, e comunque ci siamo capiti.

2. Non riescono a far fuori Berlusconi politicamente, e quindi ci provano con la magistratura – e questo l’hanno capito anche i bambini

3. Alcuni sedicenti alleati, o alte cariche istituzionali che si definiscono alleati di Berlusconi, o almeno che dovrebbero esserlo, o che per lo meno dovrebbero provare a far finta di esserlo, stanno cercando di farlo fuori, affiancando l’opposizione. L’obiettivo? L’eredità – politica – di Berlusconi.

4. Gianfranco Fini – tanto per non far nomi – oggi in un’intervista a Lucia Annunziata ha dichiarato che non c’è nessun complotto nei confronti del premier – premio Pinocchio a Gianfranco Fini – e che comunque lui è contrario alle elezioni anticipate – e ci credo: e come ci torna, poi, a fare il presidente della Camera?

E per dimostrare che lui è veramente al di fuori di ogni sospetto, ha indicato un percorso per risolvere il problema della giustizia in riferimento all’immunità delle alte cariche dello stato: una legge per rendere più brevi i processi, e in parallelo, un “Lodo Alfano costituzionale”.

Vedremo cosa succederà. Nel frattempo, così, per curiosità, si può andare a vedere la composizione dell’ufficio di presidenza del PdL – uno degli organi di partito più importanti – e contare i “finiani”. Su 37 componenti, mi pare se ne possano contare sei. Ma di che stiamo parlando?