Ottobre 2009

politica caos - tre

Nell’ambaradan politico di questi giorni, Tremonti ha cercato il colpaccio: all’apice del suo potere ha giocato il tutto per tutto e, con lo sponsor della Lega, ha cercato di farsi incoronare vicepremier, in attesa di ereditare lo scettro berlusconiano.

Ma ha fatto male i conti, ha voluto strafare e ha perso: formalmente coordina le politiche economiche del PdL. Nei fatti, adesso deve rendere conto di quel che fa al partito. Ce lo spiega bene Stefano Folli, oggi.

Politica caos - due

Delle abitudini sessuali dell’ex presidente della regione Lazio, il Pd Piero Marrazzo, non me ne importa niente. Tra l’altro, almeno a giudicare dalle foto, i transessuali con cui andava mi sembrano incredibilmente brutti.

Potremmo riflettere sulla superiorità della sinistra – che va con i trans – rispetto alla destra – che invece va con le escort – insieme a Benigni, che ricordava una vecchia battuta: “Quando voi eravate ancora sugli alberi, noi eravamo già froci”.

Molto più amaramente, sotto gli occhi di tutti i due pesi e due misure fra i casi Marrazzo e Boffo. Il primo è stato colto in flagrante in una situazione personale tanto imbarazzante quanto chiara, e soprattutto ha ammesso di aver pagato dei carabinieri per comprarne il silenzio, mentre ancora non è chiara la faccenda della droga che appare nel video incriminato. Ma c’è una generale generosità e comprensione nei suoi confronti: il caso Marrazzo non è stato la prima notizia per giorni e giorni su tutti i media, e comunque c’è gente che si spertica a difenderlo, a comprenderlo, etc.

Boffo, direttore di Avvenire, - non un rappresentante di un’istituzione pubblica - è stato sbattuto per giorni su tutti i media per una lettera anonima che lo indicava come omosessuale (cliccare qua per ricordare la faccenda) e che nel suo caso è diventato un’accusa feroce, anche e soprattutto per quel “fuoco amico”che lo ha costretto alle dimissioni. Meditate, gente, meditate.

Politica caos - uno

Alle primarie del Pd ha vinto Bersani. Quel comunista doc, che mal sopporta la libertà di coscienza dei parlamentari, e preferisce la disciplina di partito. Ordine e disciplina, insomma. O meglio: credere, obbedire e combattere. Ma quello era un altro….o no?

Tien An Men e l'università

Una volta tanto vi segnalo un pezzo da “L’Unità”. Si intitola: memorie di sangue a vent’anni dal massacro, e si può leggere la testimonianza di chi vent’anni fa combatteva per la libertà, in Cina, a Pechino, in Piazza Tien An Men.

All’interno dell’articolo è segnalato un sito, nel quale sono raccolte molte foto delle dimostrazioni delle settimane precedenti, della rivolta, e poi della fine.

Le foto delle dimostrazioni sono veramente belle: una grande festa, nella piazza immensa. Una grande statua della libertà. Tanti giovani. E poi, la sanguinosissima repressione. La violenza. E il silenzio del regime, che ha cercato di far dimenticare tutto.

Ma almeno una foto non l'abbiamo dimenticata: quella del ragazzo che, da solo, aveva fermato una fila di carri armati. Nessuno è ancora riuscito a capire chi fosse, e che fine abbia fatto. Qui trovate le foto e, soprattutto, il video straordinario che mostra la scena per intero.

Vent'anni dopo Tien An Men, in tutt'altro scenario, abbiamo visto Neda e i ragazzi di Teheran lottare e morire per la libertà (anche se sappiamo bene che il politico sconfitto che loro sostenevano non era certo un democratico come lo intendiamo noi).

A Tien An Men, vent'anni fa, e a Teheran, adesso, - con tutte le differenze del caso - la lotta non è per il pane, ma per la libertà e per la verità, perchè ogni dittatura - da quella comunista a quella iraniana - esiste solo perchè non si è liberi di cercare e dire la verità, ogni dittatura si basa sulla menzogna.

"La verità è più importante del pane" era la conclusione di un manifesto che circolava vent'anni fa, per ricordare i ragazzi di Tien An Men (a proposito, qualcuno si ricorda il testo intero? erano le parole di un ragazzo che si rivolgeva a sua madre).

Neda è morta il 20 giugno 2009. Le dimostrazioni a Tien An Men iniziarono il 15 aprile 1989, e finirono nel sangue meno di due mesi dopo, il 4 giugno.

A giugno di quest'anno - per non parlare di adesso - nella mia università a Perugia, di tutto questo non c'era traccia: né una foto, un volantino, un manifesto, un incontro, che so, una messa: niente di niente. Di Teheran o in memoria di Tien An Men, intendo. O se qualcosa è stato fatto, in università, era talmente riservato che la maggior parte della gente non se ne è accorta. Non so cosa sia successo nelle altre università: dubito che sia andata diversamente (ma se fosse veramente successo qualcosa di diverso, fatemelo sapere, ne sarei contenta).

Dico questo perchè se neppure in università - il non plus ultra della libertà, della riflessione e del pensiero, dove dovrebbero stare la gioventù più vivace, quella che un domani dovrà guidare il nostro paese, e i docenti più attenti e curiosi verso la realtà tutta  - si trova qualcuno con una benchè minima reazione, anche primitiva, a notizie e a immagini come quelle di oggi da Teheran e al ricordo di piazza Tien An Men, se si riesce a rimanere indifferenti e a continuare tutte le nostre cose come se niente fosse, allora, mi spiace, è perfettamente inutile parlare di riforme, di aumento di finanziamenti per la ricerca, di classifiche, e via dicendo.

Dovremmo piuttosto piangere sulla fine dell'università. O almeno fermarci un momento, e cominciare a farci qualche domanda.

E' arrivata la bufera

Mesi fa, quando cominciò l’attacco a Berlusconi sotto forma di “Casoria-gate”- lo “scandalo” di Berlusconi alla festa di compleanno della diciottenne a Casoria - si pensava che fosse una fesseria, e che dopo un po’ sarebbe finito tutto.

Poi sono arrivati i nomi esotici per il mestiere più antico del mondo, è venuta la faccenda delle escort: Silvio Berlusconi – lo ricordiamo – è andato a letto a casa sua con una donna consenziente (e ancora dobbiamo capire dov’è il reato), la quale donna è andata da poco da Santoro – che evidentemente di queste cose se ne intende – a dire che lei sì, aveva registrato tutto, ma non voleva mica ricattare nessuno.

Infatti, si sa, viene normale registrare per ore e ore in certe situazioni intime.

Abbiamo detto, all’epoca, che c’era puzza di complotto.

Adesso invece è arrivata la bufera: prima la condanna di un versamento di 750 milioni che la Fininvest dovrebbe fare a De Benedetti, una sentenza allucinante per uccidere la Fininvest. Poi la Corte Costituzionale che cancella il lodo Alfano, esponendo Berlusconi alla possibilità di essere processato. Invito tutti ad andarsi a guardare la storia dei processi a Berlusconi: un vero e proprio accanimento giudiziario, che dovrebbe insospettire anche chi non lo vota. 

Alcune considerazioni:

1.     In tanti si sono stracciati le vesti per i commenti di Berlusconi dopo la sentenza. Ma lui ha detto semplicemente la verità, e cioè che la Corte Costituzionale non è fatta da angeli scesi dal cielo, ma da gente con orientamenti politici ben precisi, e nel nostro caso è in maggioranza di sinistra, più precisamente antiberlusconiana. Della Corte Costituzionale vorrei ricordare un paio di cosette, per esempio che ha rigettato il “ricorso” del Parlamento sul caso Englaro. Se non l’avesse fatto, Eluana adesso sarebbe ancora con noi. Ricordo anche l’intervento che ha abolito il limite massimo dei tre embrioni da creare e poi trasferire, rispetto alla legge 40. Sarà peccato criticare?

2.     Tanti altri si sono stracciati le vesti per quello che Berlusconi ha detto sul Presidente della Repubblica. Ma perché? Giorgio Napolitano non è neanche lui un angelo sceso dal cielo. E’ stato uomo comunista e di partito (il partito che fu), il che è naturalmente legittimo, ma è pure vero, e d’altra parte non è eletto dal popolo (come Berlusconi) ma dal parlamento: il rispetto per le cariche istituzionali varrà sempre, no? Tanto più per gli eletti dal popolo, o no? Napolitano è uno degli ultimi “regali” del governo Prodi. Io non ho dimenticato che sotto il decreto che avrebbe potuto salvare Eluana lui l’ha firma non ce l’ha voluta mettere, ed Eluana è morta. Non ho dimenticato neanche le sue motivazioni (non c’era l’urgenza di quel decreto, secondo lui….ricordate?). Ne risponderà davanti a Dio e alla sua coscienza. Io posso rispettare la sua figura istituzionale, ma non chiedetemi altro.

3.     Altri ancora si sono stracciati le vesti perché Berlusconi ha detto a Rosi Bindi che è più bella che intelligente. Certo, è una battuta vecchia. A Berlusconi lo insultano da mesi, in modo pesante e volgare, con un odio spropositato: su tutto questo non mi risulta che Rosi Bindi si sia mai pronunciata, anzi. Amen.

4.     L’evidente attacco a tenaglia contro Berlusconi ha appestato l’aria, e non se ne può più. Lui è sempre stato un outsider della politica, non l’hanno mai sopportato, e il suo feeling profondo con il popolo fa andare fuori di testa i suoi nemici, che se potessero lo cancellerebbero dalla faccia della terra. Ma perché non si presentano alle elezioni? Si presenti Repubblica, si presentino De Benedetti e Eugenio Scalfari, per esempio, oppure qualche ex direttore del Corriere, tanto per non far nomi: facessero campagna elettorale e, se vincono, che vadano loro al governo. Ma questi, chi li vota?

pensieri sparsi

1.     I festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia hanno stufato per il carico di retorica che già aleggia, ma soprattutto per l’evidente uso strumentale politico che se ne sta facendo (in funzione antigoverno e soprattutto anti lega). Io amo il mio paese, unito innanzitutto dalla fede e dalla cultura cristiana, altro che. Ne ho fin sopra i capelli di Garibaldi e di Cavour, per non dire poi di tutto l’armamentario risorgimentale e di tutta la retorica pallosa che si fa intorno alla Costituzione. Che va rispettata, e ci mancherebbe pure, senza farne il vitello d’oro, però. Cliccate qui, comunque, per un piccolo contributo ai futuri festeggiamenti.

2.     Ieri Montezemolo ha presentato la sua fondazione. Io lo guardavo (in foto) e pensavo: ma perché ci vogliono far credere che così devono essere i ricconi che si buttano in politica, insomma, che questo sì, è un Berlusconi buono, e quello originale invece è da buttare?

3.     A chi avesse ancora dei dubbi su dove pende il Corriere della Sera, ricordo la “doppietta” della settimana scorsa: editoriale di Galli della Loggia per una sviolinata alla legge sulla cittadinanza agli stranieri, ed editoriale di Panebianco sul fine vita, per una legge “soft”, diversa da quella Calabrò. Si dirà che ognuno ha già detto quelle stesse cose in tempi non sospetti. Ma che per due giorni consecutivi i principali editorialisti del Corrierone sostengano le leggi care a Gianfranco Fini, vorrà pur dire qualcosa. O no?

4.     L’esperimento sugli embrioni ibridi umano animale è definitivamente andato, nessuno lo ha voluto finanziare, gli scienziati tanto osannati ai bei tempi che furono hanno cambiato mestiere, uno se n’è volato pur in Australia, e magari la terra dei canguri gli porterà fortuna. Ma nessuno ne parla. Io ne ho scritto su Avvenire.