Agosto 2009

politica estiva tre

Ancora quelli di Repubblica. Posto che:

-         il Pd ha rischiato e rischia tuttora di essere rappresentato dalla Serracchiani che dà i voti a Bersani – e abbiamo detto tutto – e non si capisce più che cosa sia, tanto che è riuscito a sparire pure dai giornali, e se non litigassero fra loro nella maggioranza, non si saprebbe più come riempire le pagine di cronaca politica;

-         la Grande Crisi è finita e anche di questo, fra poco, non potranno parlare più;

-         Obama non è proprio come se l’aspettavano;

-         pur di liberarsi da Berlusconi si attaccano pure all’inno di Mameli e a Santa Maria Goretti (dopo aver irriso per decenni la morale sessuale cattolica, per non parlare poi della castità, hanno osannato proprio Santa Maria Goretti in funzione anti-Berlusconi virgolettando frasi di una omelia fatta da Mons. Crociata, segretario CEI);

-         il PD fa il Democratic Party, e la Lega fa le feste popolari con balli e canti locali (Casadei, insomma) e la piadina fatta a mano, e poi si chiedono perché non li votano più;

-         non riconoscono più neanche Bob Dylan;

insomma, noi siamo comprensivi, abbiamo capito che sono molto oltre la frutta, ma paragonare addirittura Antigone, l’eroina greca, a Veronica Lario, Barbara Berlusconi e …Patrizia D’Addario…sinceramente, proprio no, non ce lo aspettavamo, soprattutto da chi con la puzza sotto il naso ti guarda dall’alto in basso perché è tantotantotantocoltoeraffinatoeintellettuale.

Parliamo dell’esilarante articolo di ieri su Repubblica titolato “Berlusconi e Antigone”, a firma Michela Marzano. Un articolo che dice che sono state le donne “a rompere il cerchio magico che circondava il premier, e a mettere a nudo le defaillances di un sistema arcaico e tradizionalista che cerca in tutti i modi di perpetrare il machismo italiano”.

Le donne: prima di tutte, naturalmente, Veronica, la figlia Barbara, e Patrizia D’Addario, descritta come segue: “una delle escort invitate a Palazzo Grazioli, che alla fine di giugno, forte di una serie di registrazioni affidate alla magistratura, svela la triste e lugubre realtà delle serate berlusconiane”. Ma non ci avevano spiegato che erano troppo allegre le serate a casa di Berlusconi? Adesso invece, la rivelazione: una realtà triste, e pure lugubre....E sorge un dubbio: che le serate a Palazzo Grazioli fossero tristi e lugubri perché c’era la D’Addario? Mah… La D’Addario come eroina, modello di comportamento civico che si affida alla magistratura (e se in futuro votasse Di Pietro?), come conferma il seguito del pezzo: “Perché queste donne hanno allora reagito, nonostante tutto?.....indipendentemente ancora dalle minacce e dalle accuse di ogni sorta che una escort può aspettarsi da parte dell’opinione pubblica ben pensante, compresa quella femminile. La questione non è tanto quella di capire le ragioni specifiche che hanno condotto queste donne a reagire ciascuna a modo suo. Nessuno può pretendere di entrare nell’intimo di ognuno di questi personaggi. Ciò che invece si può e si deve dire a livello generale è che non è certamente un caso che siano state delle donne, e non degli uomini, a avere il coraggio di aprire il vaso di Pandora”.

Non ci eravamo accorti, siceramente, del grande esempio  morale della D’Addario con la pubblicità delle sue – presunte – registrazioni. Ma la Marzano, bontà sua, ci spiega che “le feste e le escort sono emblematiche di una società che non permette alla donna di godere degli stessi diritti degli uomini”. In altre parole, se ci fosse stato pure qualche gigolò, allora sì, che andava bene…. A questo punto, nell’articolo si chiama tutti a raccolta, da Rousseau a Madame de Stael, Aristofane e pure Charlotte Corday, le mamme argentine e i desaparecidos: ma nonostante tutta questa bella gente,  a Repubblica ancora non hanno capito perché la nazione non si è ancora rivoltata contro Berlusconi, ma piuttosto si è scocciata di tante chiacchiere.

L’articolo finisce con un’invettiva: tutte con Veronica Lario, per essere come Antigone.

Sono sicura che tutto si aspettava la D’Addario, tranne che di diventare, proprio su Repubblica - il giornale degli intellettuali e dei politici radical chic - il simbolo del riscatto femminile.

politica estiva due

L’abbiamo saputo da Gramellini, che l’ha scritto su La Stampa. Da un sondaggio pubblicato su Novella 2000, risulta che dopo più di tre mesi di campagna stampa internazionale ferocissima e martellante contro Berlusconi e i suoi comportamenti personali, campagna che sta continuando imperterrita, chiaramente a cura di Repubblica & C., il 70% degli italiani vorrebbe passare le vacanze a ….. Villa Certosa.

Se questi sono i risultati, forse a Repubblica dovrebbero cominciare a farsi venire qualche dubbio.

politica estiva uno

Non solo chiacchiere di ferragosto, in politica: c’è una scadenza a breve termine (le elezioni amministrative in primavera), e manovre in preparazione alla successione a Berlusconi (quando Dio vorrà).

In breve: Fini sta facendo l’anti-Lega, proponendosi come punto di riferimento per una destra “laica e moderna”, che si vuole distinguere da quella espressa dal PdL adesso al governo; una destra, quella finiana, che non si sarebbe mai occupata di Eluana Englaro, che non vuole parlare della Ru486 in parlamento, e che si propone al tempo stesso in difesa degli immigrati e dell’Unità di Italia.

Per chi non ha seguito i giornali, ricordiamo che un deputato strettamente finiano come Fabio Granata, insieme ad un suo collega del PD, Sarubbi, si è fatto capofila di una proposta di modifica dell’attuale legge, per concedere agli stranieri la cittadinanza italiana in tempi più brevi che adesso (5 anni anziché 10) e con modalità differenti, per esempio privilegiando gli stranieri nati in Italia. Fini si è fatto poi grande sponsor dell’Italia unita, fin da un convegno dello scorso anno promosso alla Camera, sulla Grande Guerra.

Le polemiche sul programma per i prossimi festeggiamenti per i 150 anni dall’unità d’ Italia, nel 2011, nate da un editoriale di Galli della Loggia sul Corriere, hanno coinvolto diversi politici e intellettuali, ma si sono snodate essenzialmente intorno agli interventi di Galli della Loggia e di Alessandro Campi, Direttore Scientifico di FareFuturo, la fondazione di Fini.

L’immagine di Gianfranco Fini e della sua fondazione è stata insomma curata sapientemente e in tutti i suoi dettagli sui media ed in rete (basta guardare l’attività della Presidenza della Camera in Internet), fino alla recente, definitiva santificazione di Fini da parte dell’Espresso, con un articolo a dir poco entusiasta a firma di Marco Damilano.

Una destra finiana che piace molto al Pd, e che sta facendo le lontananze – ma non tanto – con l’Udc.

E già: questa Udc, quanto silenzio – a parte Buttiglione, che però fa storia a sé – dopo che Fini ha detto che della Ru486 in parlamento non se ne parla….

Pierferdinando Casini, si è messo a volantinare in spiaggia sulle politiche per la famiglia, ha parlato anche lui in favore della cittadinanza “veloce” agli immigrati ed è stato critico nei confronti della Lega, ma sulla uscita di Fini che non vuole parlare in Parlamento della Ru486 non ha detto né a né ba, e, fatalità, nessuno gli ha chiesto stavolta di quale delle sue due famiglie volesse parlare, come invece hanno fatto tutti fino alla nausea quando P. Casini partecipava al Family Day.

Sia chiaro: sono la prima a dire che le questioni personali non devono diventare oggetto di battaglia pubblica, e ho sempre difeso e continuerò sempre  a difendere P. Casini quando gli si vuole tappare la bocca sulla famiglia prendendo a pretesto il suo divorzio. Ma è alquanto strano che un giornale come Repubblica, che da tre mesi fa una feroce campagna stampa contro la vita personale di Berlusconi, solo adesso, fatalità, non abbia neanche un pizzico di ironia sulla battaglia di P. Casini sulla famiglia….due pesi e due misure, insomma.

Insomma: tutti pazzi per Fini, tutti contro la Lega, e un occhiolino all’UdC.

una terza via per Fini? Boh....

Tutti pazzi per Fini. Questo par di capire, a leggere testate fino a ieri insospettabili.

Sul Foglio del 4 agosto – ma da tempo il Foglio tira la volata a Fini – leggiamo increduli: “così il Presidente Fini, stabilizzatore culturale, tenta un “disarmo ideologico” sulla bioetica”, è il titolo di un pezzo entusiasta che inizia così: “Smilitarizzare il confronto parlamentare sul fine vita, mediare con il mondo cattolico e allontanare l’immagine laicista che suo malgrado (suo malgrado, sì, hanno scritto proprio così) gli è stata cucita addosso negli ultimi anni, specie dopo il referendum sulla legge 40”.

E Libero conferma: “Disarmo ideologico sui delicati temi di bioetica, con l’invito a evitare qualsiasi posizione da “crociata”. Dunque, nessuna contrapposizione con le gerarchie ecclesiastiche, così come in molti hanno voluto interpretare (hanno voluto interpretare, sì, hanno scritto proprio così)”

Cioè, abbiamo tutti interpretato male in questi anni? Quattro sì al referendum sulla 40, no al testo Calabrò, Eluana bene così: insomma, avevamo tutti quanti malcapito? Un enorme malinteso nella penisola intera?

Sul tema del giorno, la pillola abortiva, il Foglio addirittura implora: “Fini dica qualcosa sulla Ru486 – La nuova laicità del Presidente della Camera non può eludere il tema”.

E Fini risponde oggi: “'E' originale pretendere che il Parlamento si debba pronunciare sull'efficacia di un farmaco”, e ancora “'Ognuno  ha le sue opinioni e io ho le mie, ma non e' motivo di dibattito politico. C'e' un'agenzia del farmaco, ci sono le linee guida del governo, non vedo cosa c'entri il Parlamento”.

Gasparri, capogruppo PdL al Senato, che aveva proposto per primo un’iniziativa parlamentare, ha già replicato, con molto rispetto nei confronti di Fini, che il Parlamento se vuole le indagini le fa perché è legittimato a farle, e sulla Ru486 le farà.

E che dirà adesso Il Foglio, sulla nuova laicità di Fini? Un malinteso pure questo sulla Ru486? Un disarmo ideologico? Una terza via?

Il malinteso ci sembra invece quello dell’amico Giuliano Ferrara, che si ostina a non vedere che proprio con il caso Englaro è finita l’anarchia etica dentro il PdL, ed è emersa, fra le sue molte anime, una direzione ben precisa, quella sì, di una nuova laicità, con al centro la persona.

E a proposito del fine vita, quale sarebbe la mediazione di Fini? Fra il divieto di sospensione di alimentazione e idratazione, come è scritto nel testo Calabrò approvato al Senato, e la possibilità invece di sospendere alimentazione ed idratazione, come vorrebbe l’opposizione, quale sarebbe la via di mezzo?

Si dà l’acqua, ma poca? Oppure si riducono le calorie? O magari un giorno solo si beve, quello dopo si mangia e basta, così a giorni alterni? O forse la terza via è fra quello che Fini pensava qualche anno fa, e quello che pensa oggi?

Ancora non è dato sapere. Aspettiamo con ansia l’autunno.

Intanto ieri l’Unità è andata al sodo e ha spiegato: “Bioetica, Fini prepara la campagna d’autunno per sparigliare il PdL”. Insomma, il tempo fatto passare fra l’approvazione del testo Calabrò sul fine vita al senato, e l’inizio del dibattito alla camera, è stato usato da Fini per costruire un suo percorso dentro il PdL alternativo a quello emerso per il caso Englaro e al Senato per il fine vita, che comprende parlamentari come ad esempio il radicale Benedetto Della Vedova, tanto per capirci, che vorrebbe tanto per l’Italia una legge sul fine vita tipo quella tedesca.

 Vedremo come andrà a finire.

Intanto all’amico Ferrara chiediamo di tenere duro e di non cedere alle attrattive, ingiustificate, di una possibile nuova, terza via su queste tematiche: la posizione di Fini è tanto legittima quanto chiara.

su Berlusconi si e su Vendola no

Dopo più di tre mesi di pagine e pagine di attacchi di una volgarità e violenza inaudita da parte di Repubblica nei confronti di Berlusconi – per dare un’idea, oggi si poteva leggere, testuale: “A incontrarlo al bar, un bauscia di questa incontinenza (bauscia è bava, saliva: e anche il bavante, il salivante, il moccioso) si chiederebbe al barista di azzittirlo o allontanarlo, ma quel bauscia è il nostro capo del governo” – dopo mesi in cui grazie a Repubblica la stampa internazionale ci ha vomitato addosso tutta la anti-italianità che ci è ben nota, dopo mesi in cui Repubblica ha cercato in tutti i modi di far condannare Berlusconi dai vescovi (quando da sempre, per definizione, Repubblica attacca gli stessi vescovi un giorno sì e l’altro pure perché si impicciano troppo della vita privata della gente), insomma, dopo questi mesi pieni di tutti questi avvenimenti, si è giunti a una conclusione: probabilmente  – diciamo “probabilmente” perché pure Beppe Grillo ha espresso i suoi dubbi sulle registrazioni della D’Addario, e ho detto tutto – Berlusconi, a casa sua, ha avuto un rapporto sessuale con una donna di 42 anni, consenziente.

L’aggravante sarebbe quella che in altre sue case – personali – da anni dà periodicamente delle feste, a cui sono invitate anche belle donne.

Tutto qua.

Non è manco adulterio, visto che è separato nei fatti da sua moglie da diversi anni, e sua moglie sta da altrettanti anni con la guardia del corpo.

Intanto oggi il governatore della Puglia Nichi Vendola, ex- Rifondazione e adesso Sinistra e Libertà,  ha attaccato in una durissima lettera il magistrato che sta indagando sulla corruzione della sua giunta regionale, insinuando anomalie nell’inchiesta stessa e attaccando, tra l’altro “l’incredibile e permanente spettacolarizzazione dell’inchiesta”.

 Vendola parla di “una campagna politica e mediatica che mira a colpire la mia persona pur non essendo accusato di nulla”.

E Felice Casson, un ex magistrato passato alla politica, ovviamente nel Partito Democratico, dichiara “Vendola non è indagato ma, nonostante questo, tutte le mattine è sui giornali. Non essendo indagato, nel processo non può difendersi e quindi comprendo la sua esasperazione”.

Ma va’? Ma chi l'avrebbe mai detto? Una tale crudeltà, mai vista prima! Ma pensa un po’…. il povero Vendola, povero Vendoluccio nostro, tutti i giorni sui giornali senza uno straccio di accusa, insomma, che figura, che dolore, c’è da protestare, e pure forte, e pure tanto …. mica è Berlusconi, lui, che lo si può massacrare gratis sulla stampa di tutto il mondo perché è andato a letto a casa sua con una donna di 42 anni, consenziente.

Nel frattempo, nel Pd si guardano l’ombelico e parlano fra loro sul futuro del partito, in attesa delle primarie e del congresso. Chissà perché qualcosa ci dice che non andranno lontano.