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Finalmente è finita la campagna elettorale più brutta della storia italiana.

Il crollo della sinistra in tutta Europa ha sepolto – speriamo per sempre – le paginate ignobili su Noemi, la sua parentela, l’amante di Veronica Lario (il segreto di Pulcinella), le foto di Villa Certosa, etc. etc.

Ai sondaggi personalmente non credo. Penso che con tutti gli attacchi, pesantissimi, di queste settimane - quella delle foto di Villa Certosa era una trappola preparata da tempo, Noemi è stata una casualità, e ai nemici di Berlusconi non è parso il vero di avere a disposizione un compleanno di una ragazzina a Casoria - vista l'aria, insomma,  il 35% sia un'ottima percentuale, per il PdL.

E’ comunque sempre bello vedere la sinistra perdere clamorosamente, soprattutto dopo questa campagna.

Ma questi “nun ce vonno sta’”: oggi Repubblica titolava il suo editoriale in prima pagina “La crepa”, e il suo fantasioso direttore cercava di convincere i lettori che la crepa aperta era quella nel fronte berlusconiano. Tutti da ridere anche i titoli: “Il Pd tiene al centro: in testa a Bologna e Firenze” (dove sono crollati e vanno al ballottaggio, il titolo del Corriere per Bologna era “Debacle del Pd, meno del 40%, a Bologna i democratici perdono più che alle europee”), in prima pagina, e dobbiamo arrivare a pagina 15, sezione “il caso”, a mezza pagina, per leggere “la “frana” delle regioni rosse in Umbria e Marche addio primato”. Proprio così, con la parola “frana” fra virgolette. Come se si potesse chiamarla in altro modo (possiamo suggerire, in alternativa, disfatta, disastro, catastrofe, echicipensava).

Solo stasera Franceschini, di fronte al crollo della sinistra ha ammesso “è andata male”. Ma va’. Chi l’avrebbe mai detto? Bisogna ammettere che ha fatto progressi: solo ieri diceva: “Il governo è in minoranza nel paese”. Ci vuole coraggio, a dirle, certe cose. Tanto, tanto coraggio.

E che dire delle dichiarazioni di Monica Frassoni, co-presidente dei Verdi al Parlamento Europeo: “Piena sintonia tra verdi europei e italiani”? Peccato che, nonostante la sintonia, fra i verdi al Parlamento europeo quelli italiani non ci stanno, affondati insieme ai partitini dell’estrema sinistra.

Alle europee in Umbria - e così pure a Perugia città - per la prima volta da sessant’anni il primo partito non è di sinistra: il PdL ha superato il PD. Un evento assolutamente straordinario. Qua noi non credevamo ai nostri occhi, ce li siamo stropicciati diverse volte, ieri mattina, prima di realizzare che era proprio vero. E anche se alle elezioni per il sindaco al comune di Perugia poi ha vinto la coalizione di sinistra, al primo turno, lo ha fatto con il 53%, quando alle scorse amministrative il sindaco sostenuto dal centro-sinistra aveva avuto il 66% (si, proprio il sessantasei, sempre al primo turno, che giusto in Unione Sovietica ai tempi che furono). Percentuali che lasciavano senza speranza alcuna per il futuro: rossi per sempre, pensavamo rassegnati. E invece, pare proprio di no.

E adesso, si riparte.