pensavo fossero medici...ma non tutto è perduto

Una fretta spasmodica e diabolica di far morire Eluana, in queste ultime ore, e pur di giustificarne la morte per fame e per sete, se ne sono sentite di tutti i colori.

Prendiamo Defanti, il neurologo che ha avuto in cura Eluana. Secondo lui "I malati con lesioni cerebrali diffuse perdono innanzitutto il senso della sete e se disidratati anziché avvertire la sete si assopiscono lentamente”.

Quindi la sete è contro l’insonnia, specie con le lesioni cerebrali.

Ma allora, che bisogno c’è dell’equipe di medici, per Eluana? Basta toglierle l’acqua, e lei si assopisce senza problemi. Ma chissà perché non glielo ha spiegato prima, il Dott. Defanti, ai giudici: ci saremmo risparmiati fior di processi, ricorsi, cagnare nazionali e tutto il putiferio di questi giorni….

Per non parlare di Ignazio Marino, il chirurgo esperto in trapianti, che ieri sera, a Porta a Porta, ci ha aperto uno squarcio sulla sua infanzia infelice, quando i suoi nonni gli raccontavano che era normale che i vecchi decidessero di morire di fame e di sete: a un certo punto decidevano di farla finita, si sedevano da qualche parte, non mangiavano e non bevevano più, fino a morire. Frotte di vecchi che morivano così: tutti rigorosamente seduti e disidratati, senza fare una piega. La morte più frequente nelle campagne italiane. Questo ricordo evidentemente l’ha segnato per sempre, e per riscattare tanta infelicità, si è dato ai trapianti. Adesso si capiscono tante cose, su Ignazio Marino….

E’ su tutti i giornali, oggi, Amato De Monte, il caposquadra dei volontari che faranno morire Eluana di fame e di sete. E’ un gran professore, specializzato in rianimazione e farmacologia clinica, con un gran curriculum. E’ diventato improvvisamente famoso ieri, quando ha detto che Eluana è morta diciassette anni fa.

De Monte era in ambulanza con lei, nel viaggio notturno da Lecco a Udine: strano, per una morta da diciassette anni, essere trasportata da un’ambulanza. Bastava un furgone, no?

A colpire sono le riflessioni profonde del dottore, dopo il viaggio insieme ad Eluana “Lei non è più quella delle fotografie” titolava il corriere.

Ma va? Ma chi l’avrebbe mai immaginato? Una riflessione profonda, dicevamo, da cui è possibile dedurre che:

1.     Non aveva mai visto prima Eluana. Però si è proposto di guidare l’equipe di volontari per accompagnarla a morire, sottoscrivendone pure il protocollo di morte dettagliato. Professionale, no?

2.     Prima dice che Eluana è morta da diciassette anni. Poi si sorprende perché non è uguale alle fotografie. Se non altro, ha strane percezioni spazio-temporali.

3.     Ha un profondo rispetto per i morti. Altrimenti non si spiega perché addirittura riduce alimentazione e idratazione piano piano, senza neanche sfilare il sondino, semplicemente diminuendo le dosi. Un gran rispetto, soprattutto per un morto da diciassette anni, che condivide con il dott. Defanti, che oggi ci ha spiegato “La riduzione dei nutrienti sarà 'discrezionale', ma molto probabilmente prevederà inizialmente una riduzione drastica, di circa il 50%, e poi sempre più graduale. Non sarà un processo brutale". Ma perché, tanta preoccupazione di non essere brutale, con una già morta, e pure da diciassette anni? Che non sente dolore, non pensa, non ha sensazioni – come dicono Defanti e Da Monte. Che problema c’è? Perché non sospendono subito, tutto insieme, così si sbrigano? 

Insomma: se Eluana è morta da diciassette anni, allora bastava un becchino.

Se invece è un vegetale, ovvero una pianta, allora era sufficiente la forestale.

 P.S. Ma forse non tutto è perduto. Questa è l’ultima agenzia:

ELUANA: BERLUSCONI, INTERVERREMO; CONFERMATA IPOTESI DECRETO

(AGI) - Roma, 4 feb. - Anticipare il provvedimento sul testamento biologico per decreto. L'indiscrezione raccolta dall'Agi alcune ore fa è stata confermata dal presidente del consiglio Silvio Berlusconi. "Interverremo, stiamo lavorando in quella direzione", ha spiegato il premier al termine di una cena a Palazzo Odescalchi. Il cavaliere si e' recato dalla principessa Nicoletta Odescalchi per ringraziarla per aver messo a disposizione di una mostra a Milano il quadro di Caravaggio "La caduta di Saulo".
Per quanto riguarda la vicenda di Eluana Englaro, dunque, il governo pensa di utilizzare l'arma del decreto, anche se restano in piedi delle perplessità. Il presidente della repubblica Giorgio Napolitano ieri aveva auspicato l'intervento del parlamento ma - hanno fatto osservare oggi fonti parlamentari - dal Colle si chiede un testo condiviso al quale partecipi anche l'opposizione.