oggi, nelle chiese di Perugia: preghiamo per Eluana

PREGHIAMO PER ELUANA

 

 «Alzo lo sguardo verso i monti:

da dove mi verrà l’aiuto?

Il mio aiuto viene dal Signore,

che ha fatto cielo e terra»  (Salmo 121)

 

Le ultime notizie riguardo Eluana Englaro sono quelle del suo trasferimento alla casa di riposo “La quiete” di Udine, per iniziare il processo di sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione che la porterà gradualmente alla morte.

Eluana non è in coma irreversibile: ha un ritmo veglia/sonno fisiologico, aprendo e chiudendo gli occhi, respira autonomamente, conserva il riflesso della deglutizione, ma è nutrita attraverso un sondino naso-gastrico, non è attaccata ad alcuna “macchina” per il mantenimento delle funzioni vitali. Eluana però non è autonoma: deve essere accudita e apparentemente non comunica con l’ambiente circostante anche se pare che segua i movimenti delle persone. Il suo stato di coscienza non è inferiore a quello di altri gravi disabili e di anziani che sono accuditi, nutriti e amati nelle famiglie e negli Istituti.

Per porre termine alla sua vita apparentemente non produttiva, non è possibile evocare il distacco da un macchinario che costituisce un accanimento terapeutico, ma si deve ricorrere ai mezzi che uccidono qualsiasi essere vivente, come l’interruzione dell’alimentazione e della idratazione.

Uccisione, omicidio, non eutanasia, perché non sarà una morte dolce, ma straziante, resa meno dolorosa con la somministrazione di sedativi. Sicuramente il metodo delle camere a gas, utilizzato nella Germania nazista per eliminare i gravi disabili, provocava una dolce morte, rispetto a quanto scelto ed avallato da alcuni giudici per Eluana.

Lasciamo esprimere alle persone competenti, che hanno già aperto un dibattito nei vari mezzi di comunicazione, il giudizio sulla liceità del gesto.  Ma noi, credenti in Cristo, come possiamo aiutare Eluana? L’aiuto ci viene dal Signore: la preghiera corale della Chiesa, continua notte e giorno.

Preghiera affidata ad alcune parrocchie, che possono tenere la chiesa sempre aperta per permettere l’alternanza delle persone, affidata agli istituti religiosi, al monastero invisibile per la preghiera silenziosa, alle associazioni laiche correlate con la difesa della vita e la cura dei malati (Movimento per la vita, AMCI, ACOS, UNITALSI, CVS ecc...) e ai malati stessi, che credono che la propria sofferenza possa essere unita alla sofferenza redentrice di Cristo. Anche le celebrazioni eucaristiche e le veglie di preghiera previste nei maggiori ospedali e case di cura della diocesi per il giorno 11 febbraio, giornata mondiale del malato, saranno dedicate ad Eluana.

Perché “Il Signore che ha fatto cielo e terra può cambiare il cuore dell’uomo”.

 

 

 

NOTA DELL’ARCIVESCOVO

 

Questo appello, lanciato dall’Ufficio diocesano di pastorale sanitaria (prof.ssa Gabriella Angeletti, docente di Endocrinologia), viene indirizzato a tutti i parroci, alle associazioni e ai movimenti della diocesi perché se ne parli, e soprattutto di preghi per Eluana, per suo padre, per i medici che praticheranno la sospensione degli alimenti, per i giudici che hanno sentenziato la liceità di questa condanna di una persona viva a morire di fame e di sete solo perché è ancora impedita di parlare e di muoversi liberamente dopo 17 anni di stato vegetativo.

Non potendo fare altro preghiamo, e aiutiamo anche coloro che pensano che sia questa, la cosa giusta perché capiscano invece che è una vera eutanasia, anche se le sottigliezze causidiche la fanno parere doverosa soluzione. Si ricordi brevemente questo fatto sconcertante nella preghiera dei fedeli domenica prossima.

 

Perugia, 5 febbraio 2009

 

 

+ Giuseppe Chiaretti, arcivescovo