terrorismo, Allam, biopolitica

Gli attentati terroristici in India ci hanno ricordato che c’è una guerra in corso, nel mondo, che non è terminata. E’ la guerra al terrorismo. La situazione è ancora confusa, ma il fatto che i terroristi a Mumbai volessero colpire  inglesi ed americani, e soprattutto l’eccidio degli ostaggi ebrei, sono una vera e propria firma dell’attentato.

Dalla strage degli ebrei si è salvato un bambino di due anni, grazie alla baby sitter che è fuggita con il piccolo in braccio mentre i genitori venivano trucidati: una scena da film, purtroppo, che si ripete troppo spesso nella storia. Sul sito Informazione Corretta la notizia ( e la foto del bambino) e la segnalazione di due importanti editoriali di oggi, sull'argomento, di Angelo Panebianco e Fiamma Nirenstein. Ho letto più di una volta il paragone fra gli ebrei e i canarini che si portano in miniera perchè, in presenza di gas tossici, sono i primi a morire, segnalando un grave pericolo in vista. Un paragone agghiacciante, ma purtroppo efficace e tristemente corrispondente a verità.  

E se la situazione in Iraq in questi ultimi mesi è nettamente migliorata, non si può dire altrettanto di quella di molti altri stati musulmani. In Iran continuano a lapidare le donne adultere, e non mancano neppure le esecuzioni capitali. Non ci risultano miglioramenti altrove: per esempio in Arabia Saudita alle donne è ancora proibito guidare la macchina, come ci spiega Asia News. Un "particolare" che la dice lunga sulla mancanza di libertà in certi regimi.  

In questa situazione ci lascia perplessi la novità annunciata da Magdi Allam: il coraggioso giornalista egiziano che ha denunciato più volte il fondamentalismo islamico, mettendo a rischio la propria vita, e che si è battezzato la scorsa Pasqua, ha annunciato di lasciare il giornalismo per darsi alla politica. Ha fondato oggi un nuovo partito “Protagonisti per l’Europa Cristiana”, con cui ha intenzione di presentarsi alle prossime elezioni europee.

Magdi Cristiano Allam è un uomo coraggiosissimo, che stimo molto. Questa sua iniziativa ricorda nei contenuti le posizioni espresse da Marcello Pera, e nella forma la lista pro-life di Giuliano Ferrara.

Ma per costruire un’Europa cristiana, purtroppo, non serve un partito ad hoc. Il lavoro culturale svolto finora da Allam è stato preziosissimo, e sarebbe stato interessante che fosse continuato con un suo centro culturale, una sua fondazione; considerando la sua conoscenza profonda della lingua araba e della cultura di quei popoli, e l’autorevolezza che ha guadagnato in questi anni, potrebbe porsi come punto di riferimento per i tanti musulmani che si vorrebbero liberare dal fondamentalismo islamico, come un ponte con la nostra cultura e il nostro modo di vivere. Non credo proprio che la fondazione di un partito sia una scelta adeguata.

Per quel che riguarda invece la legge sulle dichiarazioni anticipate di trattamento, segnalo una notizia curiosa, che fa capire quanto è facile prendere lucciole per lanterne. Si tratta di un allarme lanciato dal mensile Jesus, e poi rientrato. Molto istruttivo.