Ada Rossi

E' la moglie di Claudio Taliento il quale durante una conferenza stampa al Ministero del Welfare, ha raccontato quanto segue:

Roma, 17 nov. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Dopo la sentenza sul caso di Eluana Englaro, la donna di Lecco da oltre 16 anni in stato vegetativo, "potrei sopprimere mia moglie. Mi basta trovare un testimone che dica che lei non avrebbe mai accettato di vivere cosi'.
Questa sentenza, infatti, non e' circoscritta al singolo caso, ma costituisce un precedente e genera un diritto anche per me". Sa di essere provocatorio Claudio Taliento, vicepresidente dell'associazione Risveglio e marito di Ada, da sei anni in stato vegetativo, intervenendo alla presentazione oggi a Roma del 'Glossario' messo a punto dal Gruppo di lavoro del ministero sullo stato vegetativo e stato di minima coscienza.Taliento non entra nel merito del caso di Eluana Englaro e della battaglia del padre Beppino per interrompere quella che lui, e sua figlia, considerano una 'non vita'. Ma sottolinea che la sentenza "non resta ascritta al singolo che l'ha voluta, ma coinvolge disgraziatamente anche migliaia di persone e le rispettive famiglie. E alla fine - dice - rischia di attribuire proprio ai familiari un diritto di vita e di morte sui pazienti in condizioni simili. Mia moglie ha 57 anni ed e' a casa da tre, e dicono che versi in stato vegetativo da circa sei anni. Con lei andiamo al mare, in vacanza, abbiamo perfino una vita sociale", racconta all'ADNKRONOS SALUTE.

Anzi, proprio assistendo la moglie Taliento si e' accorto all'improvviso che sul viso le era comparsa un'espressione di dolore.
"Dopo tanti controlli - racconta - abbiamo visto che soffriva di un ascesso al dente. Una volta curato, lei e' tornata serena. Insomma, ci si interroga sulla possibilita' che questi pazienti provino dolore: ebbene, nel mio caso - conclude - la risposta e' positiva".