Settembre 2008

pacs, dico, cus, didore....anglinglo'?

Ciao a tutti,

per la prossima proposta proponiamo anglinglò, e pure tregallinetrecappò.  Ma, dico io, c'è qualcuno che sentiva la mancanza di una proposta di legge sulle coppie di fatto?  Noi no, e con noi un sacco di altra gente, comprese le stesse coppie di fatto che pare abbiano solitamente altri problemi, visto che appena possono, almeno la maggior parte, si sposano.

Eppure ci sono tante urgenze vere a cui pensare, per esempio quella dell'aggravarsi delle persecuzioni dei cristiani. "Cristianofobia, ingerenza umanitaria subito", titola oggi Avvenire, con un editoriale in prima pagina: "le persecuzio­ni s’allargano a macchia d’olio, il numero dei martiri continua a crescere in Medio O­riente, in Asia ed in Africa, la caccia al cri­stiano è una folle e sanguinaria idea che tro­va sempre più seguaci".

Ieri l'amministrazione degli Usa ha rivolto un appello al mondo politico e al governo indiano.  E l'editoriale conclude: "Ma è urgente che anche la vecchia Europa applichi il diritto d’ingerenza umanitaria nei confronti delle nuove e vecchie democrazie. L’occasione è a portata di mano: tra pochi giorni si terrà il vertice bilaterale Unione Europea-India. E’ troppo sperare che in agenda ci sia anche la questione delle violenze contro i cristiani?".

In Asia c'è sempre meno libertà religiosa: lancia l'allarme l'aggiornatissimo Asia News, di Bernardo Cervellera, con un pezzo tutto da leggere, che riporta il drammatico rapporto del Dipartimento di Stato Usa sulla libertà religiosa nel mondo.

L'attentato terroristico di ieri a Islamabad ha mancato di poco l'anniversario dell'11 settembre. La sera dell'11 in tv in Italia solo La7 trasmetteva in documentario-reportage-inchiesta sull'attentato che ha cambiato il mondo. Inquietante. Iraq e Afghanistan non sono certo pacificati, l'Iran mostra i denti e anche la Russia, con la sua avventura georgiana, non lascia tranquilli. Però tutto questo appare come attutito, sullo sfondo, non sembra preoccupare più di tanto. Lo scorso 11 settembre poteva essere un'occasione giusta per fare il punto della situazione, invece pare sia scivolato via così. Speriamo bene.

Da ultimo, tutto il mio sostegno a Mariastella Gelmini, il Ministro dell'Istruzione. Non a caso, risulta dai sondaggi "la più amata" dagli italiani, mentre sui giornali leggiamo delle contestazioni che la seguono un po' dappertutto, in questi giorni: ha fatto alcune cose semplici, chiare, condivise - il voto di condotta, il maestro unico - che tutti noi comuni mortali abbiamo capito bene e aspettavamo da tempo. Le contestazioni sono dei soliti noti: non temere, ministro, sulla scuola siamo con te!

Molto ci sarebbe da dire sull'università, invece. Ma non appena sull'operato della Gelmini a riguardo, piuttosto sul suo inesorabile essere lasciata a se stessa, da tanti, troppi anni, dopo la sciagurata e mai troppo criticata riforma del tre + due, di cui personalmente penso tutto il male possibile e anche di più. La situazione è surreale: sui media ogni tanto spuntano appelli, riflessioni, editoriali sul destino tragico dell'università. Ma sembrano voci isolate, soprattutto se le si paragona alla totale mancanza di una qualche riflessione collettiva e pubblica all'interno dei singoli atenei: ognuno di noi è pressochè travolto dalla miriade di cose da fare - lezioni, riunioni, e soprattutto tanta, tantissima burocrazia - e il massimo della riflessione si fa scambiando qualche battuta quando ci si incontra per le scale, o davanti alla macchinetta del caffè in dipartimento. Eppure c'è una domanda che urge: dove stiamo andando?

Buona giornata

Assuntina Morresi